Soundarya Lahari, Versi 62 - 81

Alcune novità si affacciano sul sito Visionaire, in questo fine 2019, in attesa di altri approfondimenti.

ASHTAVAKRA SAMHITA 

Composizione sapienziale sulla non dualità pura. Questa traduzione, che pubblico quest'anno, è una delle due che ho elaborato nel corso degli anni. In origine ce ne fu un'altra, che trovate in giro sul web, ricopiata su altri siti. Questa, non pubblicata prima, è del 2011 e propone una visione limata dei toni trionfalistici usualmente associati a questo poema, preferendo una lettura intimistica e più ponderata...

GORAKSHA VACANA SAMGRAHA. LE ISTRUZIONI DI GORAKHNATH. 

"Alcune persone desiderano la non dualità, altri desiderano la dualità. Ma non troveranno la Realtà, che è sempre e ovunque la stessa, diversa dalla dualità e dalla non dualità". Con la collaborazione dei miei studenti, pubblichiamo la prima traduzione italiana di un altro testo sullo yoga esoterico di Gorakhnath, la cui profondità e visione definisce la vera prospettiva dello studio e della pratica dello Yoga, secondo la visione originale del Guru immortale degli Yogi...

SIṢYĀ DARSAN e ABHAI MĀĀTRĀ JOG 

sono due composizioni brevi di Gorakh, che illuminano sulla figura e la postura interiore dello yogi e della pratica spirituale.

LA BUDDHI, L'INTELLIGENZA SPIRITUALE

"Buddhi è la mente sovrasensibile, quella che produce nuclei di senso, intuizioni, archetipi, che detiene l'ordine su cui le altre funzioni possono operare in maniera dotata di senso e ordinata, secondo un principio universale". Questo breve articolo, tratto da una mia lezione sulla Bhagavad Gita, prova a rappresentare la funzione della facoltà di "Visione" a cui questo sito è intitolato. L'articolo è introduttivo alle consuete pagine dei Tarocchi, e introduce in particolare una nuova raccolta, in progress, di meditazioni composte con i Tarocchi, che arricchisce le possibilità di utilizzo di questo strumento, nella direzione di una pratica spirituale.

ALTRI VISIONARI. RACCOLTA DI SCRITTI, VISIONI, DARSHAN. ESPERIENZA DELL'ESSERE.

"La prima preoccupazione consisteva nel dire che, con la scrittura, gli dei e gli eroi avevano lasciato la terra, diventando invisibili agli uomini. Ancora si raccomanda, ingenuamente, di non prestare troppa fede alla mente e ai libri, come se esistesse un vero e proprio nesso causale. Ma forse si incominciò a scrivere dopo che quelli avevano lasciato la terra, sempre che l'abbiano lasciata. Era veramente come se quello che più si può dire umano fosse scomparso, estinto. E qualcosa come una macchina ne prendesse il posto". Questa breve riflessione sulla scrittura e l'esperienza introduce una raccolta di scritti e articoli di diversa provenienza, precedentemente pubblicata sul sito, riorganizzata e arricchita di nuovi contributi, collegati da un (in) visibile filo conduttore.

Infine, in fondo, una anticipazione del Calendario dei Seminari 2020.

Buona Lettura. Adesh Adesh.

Novità

 

VISIONAIRE.ORG

Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

 

62
Prakrithya’rakthayas thava sudhati dantha-cchada-ruchaih
Pravakshye saadrisyam janayathu phalam vidhruma-latha;
Na bimbam tad-bimba-prathiphalana-raagad arunitham
Thulam adhya’rodhum katham iva bhilajjetha kalaya.


Oh dea dai denti perfetti, a paragone del rosso delle tue labbra,

i coralli marini e i melograni abbandonano la contesa

non possono competere con la tua bocca,

e cercano invano di imitarne il colore.


63
Smitha-jyothsna-jalam thava vadana-chandrasya pibatham
Chakoranam asid athi-rasataya chanchu-jadima;
Athas the sithamsor amrtha-laharim amla-ruchayah
Pibanthi svacchhandam nisi nisi bhrusam kaanjika-dhiya.


Satordito di dolcezza del nettare che emana dal Tuo volto,

il Cakora, l'uccello che beve raggi di luna

si aggira nella notte cercando qualcosa di amaro,

nella luminosità lunare, desideroso di dimenticare.


64
Avishrantam pathyur guna-gana-katha’mridana-japa
Japa-pushpasc-chaya thava janani jihva jayathi saa;
Yad-agrasinayah sphatika-drishad-acchac-chavi mayi
Sarasvathya murthih parinamati manikya-vapusha.


Madre mia, sulla tua dolce lingua rossa come fiore di ibisco

siede Saraswati, dea del sapere, che canta le lodi di Shiva, l'amato,

e  il suo celebre candore di cristallo diventa rosso rubino al tuo contatto.


65
Rane jithva’daithyan apahrutha-sirastraih kavachibhir
Nivrittais Chandamsa-Tripurahara-nirmalva-vimukhaih;
Visakh’endr’opendraih sasi-visadha-karpura-sakala
Viliyanthe maatas tava vadana-tambula-kabalah.

 

O madre del mondo, Subrahmanya, Vishnu e Indra,

dopo la guerra contro gli Asura, tolsero infine le armature,

e onorarono Shiva per poi prendere da te mezza foglia di betel,

dalla tua bocca fresca di canfora e bianca come la luna.


66
Vipanchya gayanthi vividham apadhanam Pasupathea
Thvay’arabdhe vakthum chalita-sirasa sadhuvachane;
Tadhiyair madhuryair apalapitha-tantri-kala-ravam
Nijaam vinam vani nichulayati cholena nibhrutham.

 

O madre del mondo, quando dolcemente canti le  lodi del tuo Signore,

la Dea bianca copre le corde del suo Veena, con cui ti accompagnava,

perché il loro suono non sia annichilito dalla perfezione della tua voce.


67
Karagrena sprustam thuhina-girina vatsalathaya
Girisen’odasthama muhur adhara-pan’akulataya;
Kara-grahyam sambhor mukha-mukura-vrintham Giri-sute
Kadham-karam bramas thava chubukam aupamya-rahitham.

 

Figlia delle montagne, come descriverò la bellezza del tuo mento,

accarezzato un tempo con affetto da tuo padre l’Himalaya

e che il Signore delle montagne, Shiva, oggi solleva per baciarti,

e regge lo specchio cristallino del tuo volto.


68
Bhujasleshan nithyam Pura-damayituh kantaka-vathi
Tava griva dhatte mukha-kamalanaala-sriyam iyam;
Svatah swetha kaalaagaru-bahula-jambala-malina
Mrinali-lalithyam vahati yadadho hara-lathika.

 

Il tuo collo appare come lo stelo del fiore, coperto di spine,

per i tuoi capelli scompigliati dal Dio distruttore,

e le perle al collo, cosparse di incenso, mirra e pasta di sandalo

sono come terra su cui sboccia il tuo volto in fiore.


69
Gale rekhas thisro gathi-gamaka-gith’aika nipune
Vivaha-vyanaddha-praguna-guna-samkhya-prahibhuvah;
Virajanthe nana-vidha-madhura-ragakara-bhuvam
Thrayanam gramanam sthithi-niyama-seemana iva the.

 

Signora delle arti e maestra, le tre linee del tuo collo richiamano le ghirlande

intrecciate durante il tuo santo sposalizio, da esse originano le note musicali,

Shadja, Madhyama e Gandhara e i tre canoni della musica, Gathi, Gamaka e Geetha.


70
Mrinali-mridhvinam thava bhuja-lathanam chatasrinam
Chaturbhih saundaryam Sarasija-bhavah stauthi vadanaih;
Nakhebhyah samtrasyan prathama-madhanadandhaka-ripo
Chaturnam sirshanam samam abhaya-hasth’arapana-dhiya.

 

Brahma, il dio nato dal Loto, timoroso di Shiva che lo mutilò di una testa,

loda instancabilmente le tue generose  mani, belle come foglie di loto,

certo che otterrà così protezione per ciò che gli resta.


71
Nakhanam uddyotai nava-nalina-ragam vihasatham
Karanam te kantim kathaya kathayamah katham Ume;
Kayachid va samyam bhajatu kalaya hanta kamalam
Yadi kridal-lakshmi-charana-tala-laksha-rasa-chanam.

 

Oh Uma, come descriveremo lo splendore delle tue mani,

delle tue unghie più gentili del loto appena sbocciato.

Il rosso del loto e la lacca che adorna i piedi di Laksmi

insieme, sono un sedicesimo della tua bellezza.


72
Samam devi skanda dwipa vadana peetham sthanayugam
Thavedham na khedham harathu sathatham prasnutha mukham
Yada loakakhya sankha kulitha hridayo hasa janaka
Swa kumbhou herambha parisrusathi hasthena jhhaddithi

 

O Dea, il tuo dolce seno sempre generoso di latte,

così come nutre i tuoi figli, Skanda e Ganesha, distrugga ogni dolore.

Vedendo il tuo seno perfino Heramba (Ganesha) si confuse e suscitò il vostro sorriso.


73
Amuu theey vakshoja vamrutharasa manikhya kuthupou
Na sadhehaspatho nagapathi pathake manasi na
Pibhanthou thow yasma dhavadhitha bhadusangha rasikou
Kumara vadhyapi dwiradhavadhana krouncha dhalanou

 

O emblema del re delle montagne,

il tuo seno è la coppa finemente cesellata del più puro nettare

che nutre Ganesha dalla testa elefantina e Kartikeya che uccise il demone Kraunka,

divini fanciulli per sempre senza macchia


74
Bahathyambha sthamberam dhanuja kumbha prakrithibhi
Samaarabhdham muktha mamibhi ramalam haara lathikam
Kuchabhogo bhimbhadara ruchibhi rathna saabhalitham
Prathapa vyamishram puradamayithu keerthimiva thee

 

Oh madre, al centro del tuo seno brilla la collana di perle di Gajasura,

che risplendono del rosso delle tue labbra,

Tu indossi con prestigio la fama del Signore che distrusse le tre città.


75
Twa stanyam manye dharanidhara kanye hridhayatha
Paya paraabhaara parivahathi saaraswathamiva
Dhayavathya dhattham dravida sisu raaswadhya thava yat
Kaveenam proudana majani kamaniya kavayitha

 

O figlia del re delle montagne,

il latte che sgorga dal tuo seno forma un’onda di nettare sublime,

il tuo latte è pura misericordia,

che fece del figlio di Dravida il più grande dei poeti.


76
Hara krodha jwalaavalibhir avaleedena vapusha
Gabhire thee nabhisarasi kruthasangho manasija
Samuthasthou thasmath achalathanaye dhoomalathika
Janastham janithe thava janani romaavalirithi

 

O figlia delle montagne, il signore dell’amore, che regna sulla mente,

bruciato dall’ira di Shiva si immerse ardente nel pozzo del tuo ombelico,

e il fumo si levava torcendosi verso l'alto, pareva una ciocca dei tuoi capelli.

 

77
Yadhethath kalindhi thanu thara ngaa kruthi shive
Krushe mahye kinchid janani thawa yadbhathi sudheeyam
Vimardha –dhanyonyam kuchakalasayo –ranthara gatham
Thanu bhootham vyoma pravishadhiva nabhim kuharinim

 

Oh madre dell’universo, i saggi dicono vi è una linea,

sottile e scura come l'etere posta tra i tuoi seni uniti,

che fluisce fino penetrare nell’ombelico, formando il fiume Yamuna.

 

78
Sthiro gangavartha sthana mukula romaa vali latha
Kalaabhalam kundam kusuma sara thejo hutha bhuja
Rathe leelamgaram kimapi thava nabhir giri suthe
Bhila dwaram siddhe rgirisa nayananam vijayathe

 

Oh figlia delle montagne, sia lode al tuo ombelico ,

fermo vortice nelle acque del Gange, fuoco dell’Homa

acceso dal desiderio, casa di Rathi, signora del dio dell’amore,

lì è la grotta dove gli asceti trovano la grazia di Shiva.

 

79
Nisargha ksheenasya sthana thata bharena klamajusho
Namanmurthe narree thilaka sanakaii –sthrutayatha eva
Chiram thee Madhyasya thruthitha thatini theera tharuna
Samavasthaa sthemno bhavathu kusalam sailathanaye

 

Oh figlia della montagna, la migliore delle donne,

sia lode alla tua vita esile e sinuosa,

che quasi scompare come un albero

chino sulla riva di un fiume impetuoso.

 

80
Kuchou sadhya swidhya-sthata =ghatitha koorpasabhidurou
Kasnthou dhormule kanaka kalasabhou kalayatha
Thava thrathum bhangadhalamithi valagnam thanubhava
Thridha naddham devi trivali lavalovallibhiriva


Oh mia Dea, fu il dio dell'amore a formare i tuoi seni

a sembianza di coppe d'oro, a legare tre volte la vita sottile,

stretta nella veste, pronta a disciogliersi per amore del tuo Signore.

 

81
Guruthvam vistharam ksithidharapathi paravathy nijaath
Nithambha Dhhachhidhya twayi harana roopena nidhadhe
Athasthe vistheerno guruyamasesham vasumathim
Nithambha =praabhara sthagayathi lagutwam nayathi cha


Oh figlia della montagna, fu proprio Himavan,

re delle montagne, a concederti in dote solidità e peso,

così che i tuoi fianchi fossero grandi e forti

e potessero illuminare il mondo o gettarlo nell'ombra.

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