Estrai 3 Carte

VISIONAIRE.ORG

Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.

Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath)

 

Chi è alla porta? - chiede Parvati

Digambara - risponde Shiva
Riconosci in me Mahesvara (il Signore Supremo).
E' ovvio (che sei Mahesvara) perché non hai vestiti
[Shiva Purana]

Fin dalla antichità numerose tradizioni religiose e filosofiche raccomandano all'uomo di intenti elevati il distacco dal mondo e dai desideri che esso suscita, perchè la ricerca della verità necessita di tutte le energie individuali e di una mente pacificata, distante dai desideri e dai conflitti mondani. Nella solitudine, prescelta dopo aver conosciuto diverse condizioni di vita, la mente è libera di osservare se stessa e trovare l'obiettivo verso cui tendere costantemente. Nella solitudine dei deserti o delle montagne Dio ha parlato ai suoi Profeti. Gli asceti Veggenti della tradizione Hindu, nella perfezione del loro silenzio, videro e udirono l'origine, la nascita e la formazione del cosmo, perfino degli stessi Dei, e tramandarono la testimonianza nei Veda. Nella cultura Hindu, la figura dell'ascet è tradizionalmente circondata di rispetto e ritenuta la posizione più elevata accessibile a un mortale. Simbolicamente l'Eremita è l'Osservatore distaccato dal mondo che ricerca la Verità Assoluta e che ne impersona la forma spogliandosi di ogni attributo mondano. Shiva veste i panni dell'asceta a significare la sua statura di Signore degli Dei e signore degli asceti, essendo la figura che rapprenta iconograficamente l'Assoluto, il senza-forma.

Dal punto di vista umano e ordinario, la rinuncia alla vita mondana è innanzitutto determinazione profonda, presa di coscienza. Solo da tale determinazione si può compiere una scelta naturale ed equilibrata.

Nell'oracolo l'Eremita può indicare un momento della nostra evoluzione in cui ci è richiesto di spogliarci del superfluo, dei condizionamenti e dei desideri egoici, ma anche dell'orgoglio e delle abitudini della mente. Rinuncia, solitudine, silenzio e frugalità

 

 

"Creando tutte le cose, entrò in tutto. Entrando in tutte le cose, divenne ciò che ha forma e ciò che è informe; divenne ciò che puo' essere definito; e ciò che non può essere definito; divenne ciò che ha fondamento e ciò che non ha fondamento; divenne ciò che è rozzo e ciè che è raffinato. Divenne ogni specie di cose: perciò i saggi lo chiamano il reale." (Taittiriya-Upanisad)

L'arcano dell'Universo o del Mondo è tale perfetta e compiuta rappresentazione del Reale universale e indivisibile, dell'assoluto reale, che contiene i mondi manifesti e attingibili dall'esperienza, come ciò che non può essere oggetto o soggetto di alcuna conoscenza. Esso è l'Unità del Reale, che è unità della coscienza al di là della divisione conoscitiva; è l'Uno-tutto; è l'unificazione di soggetto, oggetto e relazione.

"E' nell'infinito oceano di me stesso che l'arca del mondo naviga sospinta dal suo stesso vento. Io non ne sono turbato. Lascio che le onde seguano la propria natura, sorgendo e svanendo nell'infinito oceano di me stesso. Non c'è crescita o diminuzione in me per questo. E' nell'infinito oceano di me stesso che l'immaginazione chiamata mondo ha luogo. Io sono supremamente immoto e senza forma, e tale resto. La mia vera natura non è data da oggetti, né alcun oggetto esiste in essa, poiché è infinita e purissima. Poiché è senza attaccamenti, senza desideri e in pace, e tale resta. In vero non sono altro che pura consapevolezza, e il mondo è come lo spettacolo di un mago, dunque come potrei pensare che vi sia qui qualcosa da accettare o da rifiutare?" (Ashtavakra Samhita)

Il simbolo dell'Universo conclude il ciclo dei Tarocchi quale segno di completamento e realizzazione della vicenda umana. Il Mondo rappresenta l'avvenuta conquista della realtà, della propria condizione di conoscitori del modo e della sua ulteriore natura divina, delle sue leggi, delle condizioni necessarie al raggiungimento della saggezza e della felicità.

L'Universo è di per sé la pura condizine del puro Esistente, attraversato da un lento e perfetto movimento interno di armonie e completamenti, sorretto de una sola coscienza e respiro.

Nell'oracolo invita a riconoscere la perfezione del reale, rispetto alle nostre tensioni e aspettitive, a cercare di comprendere in maniera sempre più ampia e inclusiva ciò che ci circonda, godendo della felicità che accomuna gli esseri e deriva dall'armonia con essi. Può prevedere il completamento felice dei progetti di vita o la realizzazione di un piano famigliare o sociale di grande importanza.

Nel mito è la fanciulla divina, l'elemento vitale e simbolo della vita sbocciata; chiede la nostra generosità e generosamente offre lo sguardo limpido e intelligente della bambina: l'immaginazione del divenire e delle speranze; l'avverarsi di ogni desiderio, la ricchezza che è anche gloria, bellezza, splendore. E' una ricchezza fugace, destinata a sfiorire e a riprodursi sempre identica, a ritornare, dopo aver lasciato il lutto della sua scomparsa. Tutti i sacrifici tendono a richiamare il suo ritorno, ad espiare l'averla offesa o scacciata, a riparare la sua fragilità.

Dall'introduzione al Lalita Sahasranama: "Eternamente felice e sempre contenta è colei che dispensa la gioia. Con un sorriso indefettibile possiamo conquistarla e farcela amica. Ella è il vento che soffia via le scorie della sfortuna; il suo splendore rimuove l'oscurità nell'età inferma. La buona sorte monterà come la marea al magnetismo della luna piena della sua grazia. I nostri cuori danzeranno come pavoni alla vista della pioggia annunciata dalle nubi. Lei è il tuono che scuote la montagna delle nostre sfortune, Bhadrakali. E' il tempo che tutto consuma, il Divoratore. Salute a Kali dalla lingua rutilante, dai lunghi capelli sciolti, dal passo stridente e la scimitarra fiammante.
Vi sono quattro virtù cardinali da praticare per la felicità della mente: amicizia, compassione, compiacenza e indifferenza. Offriamo la nostra amicizia alle persone gioiose, la compassione agli infelici, il nostro compiacimento ai virtuosi e la nostra indifferenza ai malvagi. Tale condotta purifica la mente e ci rende capaci di discernere gli aspetti materiali da quelli spirituali, fino al raggiungimento dello stato di meditazione." (M.V.B.S. Sarma)

L'intelligenza di cui è portatrice deve orientarsi verso il bene comune, l'interesse verso la comunità e il gruppo, la mediazione dei conflitti, la pace e lo sviluppo. La tentazione di avvalersi del potere seduttivo delle stesse caratteristiche, ne tradisce la naturale vocazione alla pace.

Nell'oracolo è gioia di vivere e oggetto del desiderio. Riconoscimenti, successo, diplomazia. Gestione brillante degli eventuali pericoli. Ottimismo.

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