Estrai 3 Carte

VISIONAIRE.ORG

Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.

Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath)

Nel mito è la fanciulla divina, l'elemento vitale e simbolo della vita sbocciata; chiede la nostra generosità e generosamente offre lo sguardo limpido e intelligente della bambina: l'immaginazione del divenire e delle speranze; l'avverarsi di ogni desiderio, la ricchezza che è anche gloria, bellezza, splendore. E' una ricchezza fugace, destinata a sfiorire e a riprodursi sempre identica, a ritornare, dopo aver lasciato il lutto della sua scomparsa. Tutti i sacrifici tendono a richiamare il suo ritorno, ad espiare l'averla offesa o scacciata, a riparare la sua fragilità.

Dall'introduzione al Lalita Sahasranama: "Eternamente felice e sempre contenta è colei che dispensa la gioia. Con un sorriso indefettibile possiamo conquistarla e farcela amica. Ella è il vento che soffia via le scorie della sfortuna; il suo splendore rimuove l'oscurità nell'età inferma. La buona sorte monterà come la marea al magnetismo della luna piena della sua grazia. I nostri cuori danzeranno come pavoni alla vista della pioggia annunciata dalle nubi. Lei è il tuono che scuote la montagna delle nostre sfortune, Bhadrakali. E' il tempo che tutto consuma, il Divoratore. Salute a Kali dalla lingua rutilante, dai lunghi capelli sciolti, dal passo stridente e la scimitarra fiammante.
Vi sono quattro virtù cardinali da praticare per la felicità della mente: amicizia, compassione, compiacenza e indifferenza. Offriamo la nostra amicizia alle persone gioiose, la compassione agli infelici, il nostro compiacimento ai virtuosi e la nostra indifferenza ai malvagi. Tale condotta purifica la mente e ci rende capaci di discernere gli aspetti materiali da quelli spirituali, fino al raggiungimento dello stato di meditazione." (M.V.B.S. Sarma)

L'intelligenza di cui è portatrice deve orientarsi verso il bene comune, l'interesse verso la comunità e il gruppo, la mediazione dei conflitti, la pace e lo sviluppo. La tentazione di avvalersi del potere seduttivo delle stesse caratteristiche, ne tradisce la naturale vocazione alla pace.

Nell'oracolo è gioia di vivere e oggetto del desiderio. Riconoscimenti, successo, diplomazia. Gestione brillante degli eventuali pericoli. Ottimismo.

 

 

La Luna è la regina del cielo e degli astri, l'intelligenza che dirige il movimento dei cieli, delle stagioni e delle acque perenni dell'oceano cosmico.

Nella cultura Vedica, la Luna era l'astro superiore al Sole, che guida l'uomo quando anche il sole è assente, oltre la coscienza razionale del visibile. Luminare secondo solo all'Atman, alla pura coscienza senza oggetto. La falce di Luna adorna la chioma di Shiva, che perciò è chiamato Chandrasekhara, il Signore della Luna, o dell'intelligenza del cosmo.

Questa funzione seconda solo all'Assoluto corrisponde alla polarità femminile del divino, non quale mera potenza, ma coscienza e divenire, inseparabili. E' la duplice natura, è la coesistenza dell'uno e del molteplice; è l'illusione della manifestazione, nell'intercalare della sua presenza ciclica, dell'espandersi e riassorbirsi del respiro e dei mondi. E' presenza di contemplazione, oltre il potere del manifesto e del latente. E' del divino il Volto, la Luce perenne, che inonda con il flusso la vita o la riassorbe scomparendo. Gioco di pura illusione e di riflesso, di una realtà che invece non muta.
La disposizione dell'aspirante deve essere quella di lasciarsi guidare dalla Pura Funzione, con la leggerezza di un flusso vitale che attende di essere inalato dal respiro divino, e così raggiungerlo in un soffio, senza resistenza.

Tutta la natura riposa di notte nella piena fiducia del risveglio, il mondo vivente si abbandona alla notte e al suo ciclo, in cui la coscienza si allontana dagli oggetti per assottigliarsi nel ritmo del respiro.
La notte a volte è accompagnata dai sogni, che la Luna dispensa per accompagnare nella visione dell'inconscio. Altre volte è perfetta aderenza all'abbandono, oltre il quale nessuno può andare ad occhi aperti, ed è lo stato senza alcuna percezione. La luce lunare illumina questi stati di coscienza - non soggetti ad altra coscienza che il Quarto, il Brahman, quello che sovraitende l'intero ciclo.

Nell'oracolo la Luna è espressione di un mondo che sfugge al nostro controllo diretto e perciò può suscitare paura, fascino o stupore per la scoperta di segreti inimmaginati. E' un passaggio oltre la sfera usuale dell'esperienza, non privo di inganni e pericoli, ma anche indispensabile, come il sonno, a restituirci alla salute. Insegna a osservare la vasta parte della vita che è oltre la coscienza ordinaria e la volontà, a riconoscere i propri limiti, perchè con veridicità si arrivi a conoscere se stessi.


 

 

Negli inni del Rig-Veda (I, 164, 20) si evoca l'immagine di "due uccelli, stretti amici, che se ne stanno sullo stesso albero. Uno di loro mangia una dolce bacca; l'altro senza mangiare, guarda attentamente". Sono in realtà due aspetti del medesimo.

Così la versione di Vivekananda: "uno sta sulla cima e l'altro più sotto. Quello in cima è calmo, silenzioso, l'altro sui rami più bassi, mangiando ora frutti dolci, ora amari, è a volte felice a volte infelice. Dopo un certo tempo l'uccello situato al di sotto, mangia un frutto eccezionalmente amaro, si disgusta e guarda al di sopra l'altro, meraviglioso volatile dalle piume d'oro, che non mangia quei frutti, è sereno, concentrato in sè. L'uccello che si trova sotto anela a quello stato, ma presto si dimentica di ciò, e ricomincia a mangiare un frutto. In breve magia un altro amarissimo frutto, il quale lo rende infelice, e nuovamente si mette a guardare al di sopra e cerca di avvicinarsi all'altro uccello. Ancora una volta dimentica, e dopo un certo tempo guarda all'insù, continuando così indefinitamente, fino a che giunge a pochissima distanza dall'altro, e solo allora gli è dato di ammirare il riflesso di luce prodotto dalle piume che circondano il suo corpo. Sente allora un cambiamento interiore, e quanto più si avvicina a lui, vede ogni altra cosa sparire, sinchè si accorge di questo meraviglioso cambiamento. L'uccello situato nella parte inferiore era, per così dire, soltanto l'ombra, il riflesso dell'altro; egli stesso però era "essenzialmente" il medesimo uccello superiore; il vero uccello è effettivamente calmo, glorioso, maestoso, in silenzio, nonché alieno da dispiaceri e da dolori. Egli è il Signore dell'universo, mentre l'altro è l'anima umana che mangia i frutti dolci e amari di questo mondo."

 


 

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