Estrai 3 Carte

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.

Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath)

 

Il carro ha rappresentato il veicolo privilegiato dei potenti, dei grandi guerrieri, dei re. Anche del Sole si diceva viaggiasse su di un carro nel suo transito quotidiano attraverso il cielo. Dunque, oltre che un semplice mezzo, fu il segno del trionfatore, del vittorioso, e un simbolo riservato alla celebrazione degli eventi religiosi e popolari.

L'eroe mitico è vestito di Sole, ed è egli stesso la potenza solare ancora non svelata che veste un'armatura o un "mezzo" per iniziare il suo percorso di svelamento. La figura che siede nell'abitacolo del carro è un giovane che aspira alla conoscenza capace di conferirgli la vittoria ed è colui verificherà la sua competenza pratica nella battaglia decisiva.

Il Mahabharata ci mostra Arjuna, l'eroe giusto, dall'animo nobile, affidare il suo carro a Krishna, l'avatara divino che saprà condurre il giovane guerriero alla piena realizzazione del Dharma. Il Carro è per estensione simbolo di istruzione e di cammino, di viaggio e di scoperta, di progresso e di evoluzione. Il successo decretato al vincitore è legato, tradizionalmente, al compimento delle azioni lasciate incompiute dai padri e al progresso dell'umanità, o della porzione di umanità, che è affidata alle nostre cure. La condizione del vincitore non è scopo di per sé, ma il riconoscimento di avere cancellato i debiti del passato e superato gli ostacoli del presente, e dell'io.

Nell'oracolo indica un tempo carico di energie e di promesse, dove si lavora con entusiasmo ad un progetto utile; suggerisce un atteggiamento positivo, concentrato e limpido; un buon controllo di sé e fiducia nei propri mezzi; la rimozione degli ostacoli e di tutto ciò che si oppone alla realizzazione desiderata; l'utilizzo di competenze e mezzi appropriati per arricchire il proprio cammino.

Un progetto, un cammino o un viaggio che incomincia, carico di promesse. Vittoria o soluzione dei problemi. Uscita dal dubbio e dall'apatia. Inizio di nuove imprese.

 


 

 

Simbolo ed espressione del punto focale del cammino mistico, l'Impiccato o Appeso è la forma con cui il viandante del sentiero celebra il Sacrificio del proprio costrutto psico-fisico, preparandosi ad affrontare la Morte e la Resurrezione, in spirito di completa fiducia e di abbandono.

Comunemente è una carta associata all'esperienza del dolore e della resa, poichè il Sacrificio avviene per consapevolezza della sofferenza terrena, con il capovolgimento delle proprie aspirazioni - che dall'orizzonte egoistico e umano si convertono all'aspirazione alla liberazione. Per acconsentire alla Liberazione occorre che si realizzi completamente la coscienza del dolore e che ad esso ci si abbandoni, in un sentimento mistico di Resa, o non-azione, per invocare completamente il proscioglimento dall'Illusione e dagli errori che separano la coscienza umana dalla Presenza divina.

Con questo passaggio, il soggetto si trasforma da attore o agente percepito delle azioni, e fruitore dei frutti (piacevoli e spiacevoli) del mondo, in Figlio: Creatura inerme e fiduciosa, in attesa della Nascita nella Grazia divina.

Gli eventi dispongono in questo senso, oppure, anche in presenza di fatti non gravi, è la percezione di sé a spingere verso l'abbandono e il sentimento di rinuncia, o introversione. Eventuali problemi contingenti vanno valutati in questo senso. L'attenzione interiore va portata al passaggio spirituale che chiede di avere la priorità sulle incombenze della vita quotidiana. Un pacifico sentimento di abbandono e di umiltà deve perndere il posto dell'agitazione mentale e dell'impulso ad agire.

 

 

 

A ognuno di noi, quando veniamo qui, il dio rivolge come un saluto il detto "Conosci te stesso" che equivale a "Salve". E noi contraccambiamo il dio dicendogli "Tu sei": dichiarando che esiste, gli rendiamo un saluto vero e sincero, l'unico che solamente a lui si addice.

Cos'è dunque l'essere reale? Esso è l'eterno e l'ingenerato e l'immortale, e nessuna durata di tempo può arrecargli mutamento.

Esiste non nel tempo, ma nell'eternità immobile, senza tempo, senza mutamenti, che non ha un prima e un dopo: essa non conosce né futuro né passato, vecchiezza e gioventù. Essendo unico, egli abbraccia l'eternità nell'unico suo presente, e solo ciò che esiste a queste condizioni esiste realmente, non soggetto al passato né al futuro, né all'inizio né alla fine. Coloro che condiderano Apollo e il Sole un identico dio meritano di essere amati e prediletti per la loro nobiltà spirituale, poichè pongono l'idea del divino nell'oggetto che maggiormente onorano fra quanti essi conoscono e indagano. Ma ora dobbiamo destarli dal più bello dei sogni - giacchè sognano la divinità: invitiamoli a spingersi più in alto per contemplare nella realtà della veglia l'essenza del dio, pur continuando a onorare anche questa sembianza e a venerarne la forza feconda. In verità, per quanto è possibile che un oggetto percepiblie dai sensi rispecchi una sostanza spirituale, che un corpo in movimento corrisponda a ciò che è immobile, l'immagine del sole riflette in qualche modo la bontà e la beatitudine del dio. (Plutarco, "L'E di Delfi")

Nell'oracolo è il simbolo che implica il raggiungimento di una percezione della Verita', la consapevolezza di avere ottenuto chiarezza e veridicità, di essere arrivati al cuore del problema o avere incontrato quello che stavamo cercando. Simbolicamente il sole è il vero Sé della psiche, la radice dell'esistenza, la coscienza perfetta della propria natura, il raggiungimento di un alto livello di realizzazione. .

La carica solare ha un profondo effetto benefico sulla psiche e sulle vicende umane, ma deve essere guidata e utilizzata correttamente, poiché una caratteristica del sole è la perfetta solitudine, il raggiungimento solitario di un traguardo riservato, condizione in sé perfetta, ma rischiosa: il sole è un astro che tramonta presto dalla nostra percezione e il suo calore è responsabile di felicità quanto di di siccità e inaridimento. E' naturale che il sole tramonti, che alla stagione solare si affianchi quella piovosa, così che la sua azione non sia distruttiva, ma fertile. Se la consapevolezza raggiunta è autentica, il calore percepito resterà in noi nel profondo, illuminandoci anche dopo il tramonto.

 

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