Estrai 3 Carte

VISIONAIRE.ORG

Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.

Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath)

 

L'Innamorato o Gli amanti è la carta che rappresenta lo sdoppiamento nella relazione amorosa, la contrapposizione che deve diventare armonia e completamento. L'esistente è creato da una serie infinita di contrapposizioni, che sono sempre specchio dello stesso legame amoroso; la contrapposizione crea tutto l'esistente, raggiungendo la sua unità nel cuore e creando legami di connessione benefici per tutti.

Quella che segue è una meditazione dalla Taittirya Upanishad, che intende illustrate le maggiori contrapposizioni del cosmo per comprenderne la natura necessaria e amorevole. Questo insegnamento è detto della "grammatica", ovvero delle cose basilari.

"La Terra è la prima lettera, il Paradiso è l’ultima lettera; il Cielo è il cuore, Vayu (il vento) è la connessione. Il fuoco è la prima lettera, il sole è l’ultima lettera; l’acqua è il cuore, la luminosità è la connessione. Il maestro è la prima lettera, lo studente l’ultima lettera; la conoscenza è il cuore; l’istruzione è la connessione. La madre è la prima lettera, il padre è l’ultima lettera; la progenie il cuore, la continuità è la connessione. La mandibola è la prima lettera, la mascella è l’ultima lettera; la parola è il cuore; la lingua è la connessione. Queste le grandi contrapposizioni. Chiunque medita su queste contrapposizioni, così enunciate, otterrà la progenie, gli animali, la gloria, la santità, il cibo, i mondi celesti."

La difficoltà umana ad acconsentire a questa necessità è manifestata dal dubbio dell'Innamorato, che teme il sacrificio della propria unicità, che vede la frammentazione e la dispersione minacciare la propria identità. La tensione raffigurata è il problema e la soluzione stessa, che spinge oltre i propri confini personali, a incontrare un altro, o molti altri, e attraverso la relazione reciproca a dare vita a un movimento e una creazione capace di ricondurci, con la sua stessa spinta, all'Origine, all'essenza - e con l'essenza a un principio comune, limpido e continuo che permetta di riconciliare la persona individuale con le differenze apparenti e le altre entità in cui il Principio stesso si manifesta.

Nell'oracolo indica il tempo delle scelte e degli incontri. E' tempo di abbandonare le preoccupazioni individualiste e incontrare il prossimo, e riconoscere l'amore.
Indicativa di una probabile esperienza di incontro, condivisione, amicizia e sentimento, la carta spinge anche a ricercare obiettivi che riguardano la collettività, la famiglia, il gruppo, il sociale.

 

La Stella segna il disvelamento del piano divino di cui siamo stati da sempre destinatari e depositari, spesso inconsapevolmente. La rivelazione della Stella è il riconoscimento di una ispirazione celeste e luminosa che ha guidato i nostri passi, secondo una legge armonica segreta, che finalmente ci diventa evidente. E' ispirazione che ha parlato nel cuore, il disegno d'amore, la speranza che abbiamo coltivato e che si è realizzata, ormai lontana da ogni bisogno egoistico, per pura attrazione.

L'uscita dalla visione inferiore è segnata dal ritorno alla contemplazione delle Stelle. Gli astri sono perciò la visione dello spirito oltre la dimensione umana, il divenire che non è stabilito dall'accadere di eventi, ma dalla lenta espansione del cosmo in sé stesso. Gli astri possono indicare la Via, non per scoprire eventi legati alla contingenza terrena, ma per raggiungere il centro e la meta del loro viaggio cosmico. Così i Magi raggiunsero il Bambino.

Alla stella e agli astri è associata la Musica, il suono primordiale che proviene dal coro delle Sfere. La Musica che ascoltarono i veggenti Vedici, su cui intonarono e trascrissero gli Inni alle prime potenze del cosmo, gli Dei delle origini, i luminari creatori.

Da questa musica proviene infatti l'autentica creazione spirituale, che non è invenzione, ma rivelazione, intuizione e canto dell'Unità armonica dei mondi.

Nell'oracolo è la premonizione del disvelamento dell'amore e del sentimento più puro, di armonia e sensibilità, o ispirazione e creazione.


 

 

Negli inni del Rig-Veda (I, 164, 20) si evoca l'immagine di "due uccelli, stretti amici, che se ne stanno sullo stesso albero. Uno di loro mangia una dolce bacca; l'altro senza mangiare, guarda attentamente". Sono in realtà due aspetti del medesimo.

Così la versione di Vivekananda: "uno sta sulla cima e l'altro più sotto. Quello in cima è calmo, silenzioso, l'altro sui rami più bassi, mangiando ora frutti dolci, ora amari, è a volte felice a volte infelice. Dopo un certo tempo l'uccello situato al di sotto, mangia un frutto eccezionalmente amaro, si disgusta e guarda al di sopra l'altro, meraviglioso volatile dalle piume d'oro, che non mangia quei frutti, è sereno, concentrato in sè. L'uccello che si trova sotto anela a quello stato, ma presto si dimentica di ciò, e ricomincia a mangiare un frutto. In breve magia un altro amarissimo frutto, il quale lo rende infelice, e nuovamente si mette a guardare al di sopra e cerca di avvicinarsi all'altro uccello. Ancora una volta dimentica, e dopo un certo tempo guarda all'insù, continuando così indefinitamente, fino a che giunge a pochissima distanza dall'altro, e solo allora gli è dato di ammirare il riflesso di luce prodotto dalle piume che circondano il suo corpo. Sente allora un cambiamento interiore, e quanto più si avvicina a lui, vede ogni altra cosa sparire, sinchè si accorge di questo meraviglioso cambiamento. L'uccello situato nella parte inferiore era, per così dire, soltanto l'ombra, il riflesso dell'altro; egli stesso però era "essenzialmente" il medesimo uccello superiore; il vero uccello è effettivamente calmo, glorioso, maestoso, in silenzio, nonché alieno da dispiaceri e da dolori. Egli è il Signore dell'universo, mentre l'altro è l'anima umana che mangia i frutti dolci e amari di questo mondo."

 


 

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