Matrupanchakam, cinque strofe di compianto per la madre

Alcune novità si affacciano sul sito Visionaire, in questo fine 2019, in attesa di altri approfondimenti.

ASHTAVAKRA SAMHITA 

Composizione sapienziale sulla non dualità pura. Questa traduzione, che pubblico quest'anno, è una delle due che ho elaborato nel corso degli anni. In origine ce ne fu un'altra, che trovate in giro sul web, ricopiata su altri siti. Questa, non pubblicata prima, è del 2011 e propone una visione limata dei toni trionfalistici usualmente associati a questo poema, preferendo una lettura intimistica e più ponderata...

GORAKSHA VACANA SAMGRAHA. LE ISTRUZIONI DI GORAKHNATH. 

"Alcune persone desiderano la non dualità, altri desiderano la dualità. Ma non troveranno la Realtà, che è sempre e ovunque la stessa, diversa dalla dualità e dalla non dualità". Con la collaborazione dei miei studenti, pubblichiamo la prima traduzione italiana di un altro testo sullo yoga esoterico di Gorakhnath, la cui profondità e visione definisce la vera prospettiva dello studio e della pratica dello Yoga, secondo la visione originale del Guru immortale degli Yogi...

SIṢYĀ DARSAN e ABHAI MĀĀTRĀ JOG 

sono due composizioni brevi di Gorakh, che illuminano sulla figura e la postura interiore dello yogi e della pratica spirituale.

LA BUDDHI, L'INTELLIGENZA SPIRITUALE

"Buddhi è la mente sovrasensibile, quella che produce nuclei di senso, intuizioni, archetipi, che detiene l'ordine su cui le altre funzioni possono operare in maniera dotata di senso e ordinata, secondo un principio universale". Questo breve articolo, tratto da una mia lezione sulla Bhagavad Gita, prova a rappresentare la funzione della facoltà di "Visione" a cui questo sito è intitolato. L'articolo è introduttivo alle consuete pagine dei Tarocchi, e introduce in particolare una nuova raccolta, in progress, di meditazioni composte con i Tarocchi, che arricchisce le possibilità di utilizzo di questo strumento, nella direzione di una pratica spirituale.

ALTRI VISIONARI. RACCOLTA DI SCRITTI, VISIONI, DARSHAN. ESPERIENZE DELL'ESSERE.

"La prima preoccupazione consisteva nel dire che, con la scrittura, gli dei e gli eroi avevano lasciato la terra, diventando invisibili agli uomini. Ancora si raccomanda, ingenuamente, di non prestare troppa fede alla mente e ai libri, come se esistesse un vero e proprio nesso causale. Ma forse si incominciò a scrivere dopo che quelli avevano lasciato la terra, sempre che l'abbiano lasciata. Era veramente come se quello che più si può dire umano fosse scomparso, estinto. E qualcosa come una macchina ne prendesse il posto". Questa breve riflessione sulla scrittura e l'esperienza introduce una raccolta di scritti e articoli di diversa provenienza, precedentemente pubblicata sul sito, riorganizzata e arricchita di nuovi contributi, collegati da un (in) visibile filo conduttore.

Infine, in fondo, una anticipazione del Calendario dei Seminari 2020.

Buona Lettura. Adesh Adesh.

Novità

 

VISIONAIRE.ORG

Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

Adi Sankara Bhagavatpada nacque a Kalady in Kerala in una famiglia Namboodiri. Sua madre si chiamava Aryamba e suo padre morì molto presto. Quando decise di prendere il Sanyasa contro la volontà della madre, riuscì a convincerla a una condizione, che egli sarebbe stato presente accanto a lei sul letto di morte, e che avrebbe compiuto personalmente le sue esequie. Sankara prese quindi il Sanyasa. Si trovava a Sringeri, quando si rese conto che sua madre era prossima alla morte e con il potere accordatogli da Dio la raggiunse immediatamente. Fu vicino a sua madre al momento della morte e compì tutte le cerimonie funebri. Fu in questo frangente che scrisse i cinque sloka a lei dedicati. E’ forse l’unica poesia che ha scritto che non esprima lodi e devozione a Dio e non spieghi la sua filosofia.

La madre è stata esaltata come una forma di Dio in diversi passaggi nei Purana, così come Dio è stato rappresentato come un figlio abbracciato alla madre. Lei è Dhatree (Colei che porta il bambino), Janani (Colei che dà alla luce il bambino), Ambaa (Colei che nutre il corpo del bambino) e Veerasu (Colei che farà di lui un eroe), Shusroo (Colei che si prende cura di lui). Ma Sankara in questa poesia non tratta né di Dio in forma di madre, né della madre nella forma di Dio. Egli lamenta la perdita della donna che era sua madre e sottolinea come la sua coscienza sia tormentata per non essere in grado di fare il dovere di un figlio.

aasthaam tavaddeyam prasoothi samaye durvara soola vyadha,
nairuchyam thanu soshanam malamayee sayya cha samvatsaree,
ekasyapi na garbha bara bharana klesasya yasya kshmo dhathum,
nishkruthi munnathopi thanaya tasya janyai nama.

Oh madre mia,
A denti stretti hai sopportato il dolore straziante
Quando sono nato da te,
Hai condiviso con me il tuo letto, che io sporcavo, per un anno intero,
E il tuo corpo diventava emaciato e dolente
Durante i nove mesi in cui mi hai sostenuto,
Per tutto questo, in cambio, Oh mamma cara,
Non potrò ricompensarti, nemmeno con la mia grandezza.

gurukulamupasruthya swapnakaale thu drushtwa,
yathi samuchitha vesham praarudho maam twamuchai
gurukulamadha sarva prarudathe samaksham
sapadhi charanayosthe mathurasthu pranaama.

Vestito in un abito da sanyasin, in sogno
Mi hai visto presso la scuola del mio maestro,
E piangendo, ti sei precipitata là,
Per coprirmi di baci e di coccole, Oh!
Anche i maestri e gli altri studenti piangevano commossi,
E cosa potevo fare, se non cadere ai tuoi piedi,
E offrirti il mio saluto.

ambethi thathethi shivethi tasmin,
prasoothikale yadavocha uchai,
krishnethi govinda hare mukunde tyaho,
janye rachito ayamanjali.

Oh madre mia,
Piangendo gridavi di di dolore,
Mentre duramente lavoravi,
“Oh madre, o padre,
Oh Dio Shiva, Oh Signore di tutto, Krishna,
Govinda, Oh Hari e Mukunda ”
Ma in cambio, Oh mia cara madre.
Che posso darti, se non umili inchini.

na dattam mathasthe marana samaye thoyamapi vaa,
swadhaa vaa no dheyaa maranadivase sraadha vidhina
na japtho mathasthe marana samaye tharaka manu,
akale samprapthe mayi kuru dhayaam matharathulaam .

Non ti ho dato l’acqua al momento della tua morte,
Né ho offerto oblazioni per aiutare tuo cammino oltre la morte,
E nemmeno ho cantato il nome di Rama al tuo orecchio,
Oh Madre suprema, perdonami per questi errori con compassione,
Perché io sono arrivato troppo tardi per compiere tutto questo.

mukthaa manisthvam, nayanam mamethi,
rajethi jeevethi chiram sthutha thwam,
ithyuktha vathya vaachi mathaa,
dadamyaham thandulamesh shulkam.

Lunga vita,
Oh, mia perla,
Oh mio gioiello,
Oh luce dei miei occhi,
Oh mio caro principe,
E oh anima della mia anima,
Così mi chiamavi, tu a me,
Ma in cambio di tutto ciò,
Oh mia cara madre,
Ho solo una manciata di riso
Da offrire (in tua memoria).

 

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