Siṣyā Darsan

 

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

 

Il rosario è (per) il Nirañjan; il fuoco è senza forma. Tuona nel fiore di loto, il Sabad è luce. 21600 respiri si uniscono. Il respiro è fissato e unificato dalla testa alla punta dei piedi. Il suono incausato si ascolta nel silenzio. L'anima e Shiva formano una creatura vivente. Lo spirito senza corpo è fermo e stabile. Trattenuto e invertito, diventa latte. Gli occhi vedono il visibile e le ombre.

Il respiro vitale e il senza-forma [nirañjan] sono espressi dalle parole. Il Sabad senza suono [sabad] diventa manifesto. L'inizio degli inizi diventa la radice. Il Nad e il Bindu devono unirsi come il vento e lo spazio. Allora il corpo, anche se cade, non muore. Non ci sono nubi sopra la terra e il cielo. Mentre il corpo si muove non c'è morte. Dove il tempio è ovunque, la meditazione è radiosa. Costantemente in trance, solo così si può esprimere la vera saggezza.

La vita si rivela nel mūlādhār cakra. Con la trasformazione del corpo, gli elementi costitutivi si stabilizzano. Il Mula Bandha fa stabilizzare il controllo degli impulsi. Il vero Uddyana Bandha stabilizza il seme. Se la postura yogica è ben compiuta, il nettare racchiuso nel fiore di loto diventa Sole. Si beva allora l'acqua dalla brocca, il potere della consapevolezza entrerà quindi nelle membra del corpo.

La storia immortale non è argomento di discussione. Il corno silenzioso risuona nel Nad. Dove si scorge la felicità, lì è il Nirvan. La corolla del loto di Brahma ti farà da protezione. Una mente distaccata: questa è la forma del Mudra. Gorakh dice: questa è la verità suprema. Se la compassione fa da supporto, la meditazione può innalzarsi al Trikuti. La misericordia, come sostegno, dovrebbe supportare la mente.

La Luna e il Sole sono il fornello che riscalda il flusso del nettare. Si riversa quindi nel cielo e fa ubriacare. E' il signore dello yoga colui la cui essenza resta immobile mentre attende all'unione yogica. Egli è libero ed emancipato da dubbi e paure. Il mondo offre due possibilità: o la conoscenza del Brahman o la sofferenza. Le parole del guru sono quel suono incausato che deve essere preso a fondamento. Dove si trovano i Siddha, lì si trova la quintessenza delle essenze.

Immobile e stabile, diventa l'unico. L'elemosina è il riparo. L'insegnamento di Guru Machindranāth deve restare nelle orecchie. La Shakti è al di là dell'intellegibile. La borsa dello yogi è vuota di speranza. La conservazione del seme è l'unica medicina che salva la vita. Devi perciò restare nell'unità, oh Avadhut, e penetrare così nella materia solida. La radice della nascita e della morte diventerà nulla.

La Dea ha dodici aspetti, il Dio ne ha sedici. Il segreto va trovano nel canale della Susumna. Puoi camminare con nove yogini. Il Nath canterà l'abbandono delle settantadue. Dovrai elemosinare alle nove regioni della terra. Non troverai ostacoli nei tre mondi. Quindi ti dirigerai alla soglia dei quattordici mondi. Questa via è l'essenza dei sei Darsan.

Il segreto del fuoco è nascosto nel legno. Si deve prendere cura dei petali innumerevoli del cielo. Gorakh recita la preghiera immobile. Né peccato né virtù possono trovarsi lì. Meditando nel vuoto, il rosario consiste di sedici parti.

Gorakh il fanciullo appartiene solo a se stesso, autocreato.

Così, il discepolo di Gorakh recita le lodi e agisce, non contaminato dal peccato, non oppresso dalla virtù, Om Namah Shivaya, Om Namah Shivaya. Mi inchino ai sandali di guru Machindranāth!

Questo è il libro dell'istruzione dello yogi, la dottrina dell'apprendimento, al suo completo.

 

 

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