Goraksha Sataka, versi 1-50

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Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

A Yogi Krishnanath, immagine del Guru Supremo,
che ha risposto in un solo istante alle mie ultime domande.
Adesh.

 

Om! Incomincia la centuria di Goraksha sull'Hata Yoga!

1. Mi inchino al venerabile Guru Matsyendranath, supremo bene, incarnazione della gioia; la cui semplice prossimità trasforma il corpo in pura coscienza e beatitudine.

2. Colui che, in virtù della pratica dell'adhdrbandha e delle altre tecniche posturali, illuminato dalla luce della coscienza, è lodato come Yogi e quale essenza e misura del tempo, degli yuga e dei kalpa, Colui in cui il Signore, oceano di conoscenza e beatitudine, ha preso forma, Colui che è superiore a tutti gli attributi qualitativi, manifesti e immanifesti, questi, Sri Minanath, io saluto devotamente.

3. Avendo salutato con devozione il proprio Guru, Gorakhnath descrive la suprema conoscenza, ricercata dagli yogi, che conduce al Bene supremo.

4. Per il bene degli Yogi, Goraksa espone la Centuria di versi la cui conoscenza è il percorso sicuro verso lo stato supremo.

5. Questa è la scala che porta alla liberazione, per cui la mente è distolta dalle gioie dei sensi e si rivolge allo spirito, e con cui si sfugge la morte.

6. O uomo eccellente, pratica lo yoga, che è il frutto maturo dell'albero dei desideri, i cui rami (scuole) sono frequentati dagli uccelli più nobili (bramnini, iniziati), e che conduce alla fine delle miserie mondane.

7. La postura, il controllo del respiro, il ritiro dei sensi dagli oggetti esteriori, la mente concentrata in un solo punto, la meditazione e l'identificazione con l'oggetto della meditazione sono detti i sei stadi dello yoga.

8. Esistono tante posture quanti sono gli esseri viventi. Solo Shiva le conosce una per una.

9. Ognuna delle 8400000 posizioni è stata descritta da Shiva, e fra queste Shiva ne scelse 84.

10. Tra queste 84, ne elesse due su tutte; la prima è “la postura perfetta” (siddhasanam), la seconda è “la postura del loto” (kamaldsana).

11. Lo Yogi deve portare il tallone sinistro vicino al perineo e il destro accanto ai genitali e, mantenendo il corpo eretto e stabile, rimanere immobile; i sensi siano sotto controllo; senza muovere gli occhi, fissi il punto tra le sopracciglia. Questa posizione, che apre le porte della liberazione, è detta la postura perfetta (siddhasana).

12. Si ponga il piede destro sulla coscia sinistra, e il piede sinistro, allo stesso modo, sulla coscia destra, si prendano quindi gli alluci con le mani, incrociate dietro, e si appoggi il mento al petto, quindi lo Yogi guardi la punta del naso. Questa postura, distruttrice di ogni male e di ogni disturbo fisico e psichico, è chiamata la posizione del loto (padmasana).

13. Come può lo Yogi aspirare alla perfezione dello Yoga senza conoscere i sei centri (Chakra), le sedici basi (adhdra), i 300000 canali (nadi), le cinque guaine (vyoma) del proprio corpo?

14. Come può ottenere la perfezione lo Yogi che non conosce il proprio corpo come una casa sostenuta da una colonna, con nove porte, presieduta da cinque divinità tutelari?

15. Il loto di quattro petali è Adhdra, e il sei petali Svadhisthana. Nell'ombelico si trova il loto a dieci petali e nel cuore quello di dodici.

16. Di sedici petali è il loto situato in gola, similmente, è di due petali è il loto tra le sopracciglia; nel foro sul cranio, apice del grande percorso, è il loto dai mille petali.

17. Adhara è il primo chakra; Svadhisthana il secondo; Yonisthana, tra i due, è detto Kamarupa.

18. E il Gudasthana è il loto a quattro petali chiamato Adhara. Nel mezzo di esso si dice che si trovi la yoni, l' “occhio d'amore”, lodato dagli adepti.

19. Nel mezzo della yoni, rivolta verso il basso, si erge il grande Linga. Chi conosce il disco di luce, che come un gioiello luminoso risplende sulla sua testa, è un adepto.

20. Lampeggiante come la saetta del fulmine, brillante come oro fuso, il triangolo (yonisthana) di fuoco si trova sotto il membro virile.

21. Dopo aver visto quella luce suprema senza fine che splende in tutte le direzioni, durante il samadhi, l'adepto non sperimenta più l'esistenza transitoria.

22. Mediante la parola SVA, il prana si risveglia; il luogo in cui è situato prana è lo Svadhisthana. Poiché è proprio da questo luogo, lo Svadhisthana, che Medhra prende il nome.

23. Il luogo in cui il kanda (utero) è legato sulla susumna, come un gioiello al suo filo, quella regione dell'ombelico si chiama Manipurakam.

24. L'anima vaga fino a quando non trova il Reale, posto nel grande Cakra dai dodici raggi, dove si trova la libertà da merito e demerito.

25. Sotto l'ombelico e sopra l'organo maschile si trova la Kandayoni, a forma di uovo di uccello. Qui è situata l'origine delle 72.000 nadi.

26. Tra queste migliaia di nadi, settantadue sono state specificamente menzionate. Tra queste, le dieci che trasportano il prana sono considerate le più importanti.

27. Ida, Pingala e la terza, Susumna, e poi Gandhdri, Hastijihva, Pusa e Yaiasvini.

28. Almabusa, Kuhus, e infine la decima Samkhini sono le dieci Nadi principali. I centri che ospitano queste Nadi dovrebbero essere conosciuti da tutti gli Yogi.

29. Ida è situata sul lato sinistro, Pingala a destra, e Susumna nella regione di mezzo (tra le altre due); Gandhari nell'occhio sinistro;

30. Hastijihva nell'occhio destro e Pusa nell'orecchio destro, Yaiasvini nell'orecchio sinistro, e Alambusa nella bocca.

31. Kuhus si trova nella regione del Linga e nel Muladhara samkhini. Così sono disposte le dieci nadi, ciascuna collegata a una porta del corpo.

32. Ida, Pingala e Susumna si connettono attraverso il movimento del Prana. Sono esse a trasportare ovunque il Prana. Le loro divinità tutelari sono la Luna, il Sole e il Fuoco.

33. I respiri sono: Prana (aria della respirazione), Apana (aria del retto), Samana (aria dello stomaco), Udana (aria della gola), Vyana (aria che circola attraverso il corpo), Naga (aria di eruttazione), Kurma (aria del battito di ciglia), Krkara (aria dello starnuto), Devadatta (aria dello sbadiglio) e Dhananjaya.

34. Prana si trova sempre nel petto (cuore), Apana nella regione del retto, Samana nella regione dell'ombelico; Udana al centro della gola.

35. Il Vyana pervade il corpo intero. I cinque soffi che iniziano con il Prana sono detti essere le principali, gli altri cinque sono naga, ecc

36. Naga si dice che sia l'aria che si manifesta nell'eruttazione; karma al battito delle ciglia; krkara è detta essere la causa degli starnuti, Devadatta dello sbadigliare.

37. Dhananjaya, che pervade l'intero corpo, non esce nemmeno dal corpo dei morti. Questi Prana, o funzioni vitali, si spostano attraverso le nadi.

38. Come la palla colpita dalla mazza di legno vola verso l'alto, allo stesso modo il jiva colpito (a sua volta) da prana e apana, non riposa (viene mantenuto in movimento).

39. Poiché l'anima è sotto il controllo di prana e apana, si muove su e giù, lungo i canali di destra e sinistra (Ida e Pingala). A causa della sua instabilità non viene percepita chiaramente.

40. Come un falco legato a una corda, anche se vola via, è trattenuto indietro, allo stesso modo il jiva, vincolato dai guna, è controllato da Prana e Apana.

41. Apana tira prana e prana tira apana, alternativamente; un adepto nello Yoga provoca l'unione di questi due soffi, inferiore e superiore.

42. Con il suono 'HA' il jiva (sotto forma di Prana) fuoriesce, con il suono di 'SA' (nella forma di Apana) entra (nel corpo) di nuovo. Il jiva ripete continuamente il mantra “Hamsa, Hamsa”.

43. Il Jiva recita continuamente questo mantra, ventunomila seicento volte in un giorno e una notte.

44. Il Gayatri chiamato ajapa è lo strumento della liberazione dello Yogi, per il solo desiderio di recitare questo (Gayatri) egli è liberato da ogni demerito.

45. Una conoscenza al pari di questa, una ripetizione al pari di questa, una intuizione al pari di questa non è mai stata né sarà.

46. La Gayatri è scaturita dalla Kundalini e sostiene il Prana. La conoscenza del Prana è la grande conoscenza. Chi sa che questo è un adepto.

47. Sopra il kanda, la Kundalini-shakti forma una spirale a otto volte. Essa vi riposa eternamente, con la testa che copre “la porta di Brahma” (l'apice inferiore della susumna).

48. Chiudendo con la sua testa la porta per la quale l'anima, esente da malattie, dovrebbe risalire alla sede di Brahma, la dea Kundalini giace addormentata.

49. Quando la mente è risvegliata dall'unione del fuoco (buddhi) e del prana, Kundalini è tratta verso l'alto attraverso la Susumna come un ago trascina con sé un filo.

50. Attraverso la Susumna, richiamata dall'unione con il fuoco, sale verso l'alto, come un serpente benevolo, scintillante come un filamento di un loto. 

 [segue: Goraksha Sataka, versi 51-100]