Goraksha Sataka, versi 51-100

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

51. Come si apre una porta con una chiave, così lo Yogi può attraversare la porta della liberazione per mezzo della Kundalini.

52. Le mani serrate, assunta la posizione del loto, premuto il mento sul petto, e visualizzando la Kundalini, si deve espellere di nuovo e di nuovo il respiro (apāna), dopo l'inspirazione, finché si raggiunge con l'espirazione la conoscenza ineguagliabile detta il risveglio della Sakti.

53. Si dovrebbe strofinare le proprie membra con il sudore emesso da tale sforzo. E' ammesso bere latte, ma ci si astenga dal cibo amaro, acido e salato.

54. Si rispetti la castità, si mangi con misura, ci si astenga dai piaceri mondani, ci si dedichi allo Yoga. Dopo un anno di pratica si raggiungerà la perfezione. Non si abbia alcun dubbio a questo riguardo.

55. Si lasci (libero) un quarto (di stomaco) dal cibo soffice dolce e buono; (…) ciò è detto mitahara.

56. Della Kundalini Sakti, arrotolata otto volte sopra il kanda, si dice conceda la liberazione allo Yogi e la schiavitù ai non iniziati.

57. E' idoneo alla liberazione quello Yogi che conosce Mahamudra, Nabhomudra, Uddiyana, Jàlandhara e Mulabhanda.

58. La purificazione delle Nadi, il movimento della luna e del sole, e l'essiccazione dei liquidi del corpo, è detto essere il Mahamudra.

59. Appoggiando il mento sul petto, premendo per lungo tempo la yoni con l'alluce sinistro, con le mani si afferri il piede destro proteso, e dopo aver riempito con il respiro entrambi i lati del ventre e averlo trattenuto, si espiri lentamente. Questo si dice che sia il Grande Mudra (Mahamudra), distruttore delle malattie degli uomini.

60. Dopo aver praticato prima con Ida e poi con Pingala un numero uguale di volte, è possibile sciogliere la posizione.

61. I cibi non sono sani né malsani. Tutti i gusti sono in realtà insapori. Anche il veleno mortale, quando è ingerito, è digerito come se fosse nettare. (Per chi pratica il Mahamudra)

62. Le malattie, il decadimento, la lebbra, la stipsi, l'ingrossamento della milza, la decrepitezza sono eliminati dalla pratica del Mahamudra.

63. Il Mahamudra che è stato descritto assicura ogni successo agli uomini. Dovrebbe essere mantenuto segreto con ogni mezzo. E non essere rivelato a persone non iniziate.

64. Ruotando la lingua all'indietro nel cavo della gola e fissando lo sguardo tra le sopracciglia si esegue il Kecharimudra.

65. Malattia, morte, sonno, fame, illusione, nulla possono contro colui che conosce il Khecarimudra.

66. Non è turbato dall'afflizione, non è macchiato dai frutti delle azioni, non è tormentato dalla morte colui che conosce la Khecarimudra.

67. La Citta (coscienza) può spostarsi liberamente nello spazio (Khe), perché la lingua penetrando il Khe (il cavo sopra la gola) si muove in esso. Proprio per questa ragione il Khecarimudra è molto apprezzato da tutti gli adepti.

68. Il Bindu (seme) è la causa del corpo. Da esso (tatra) nascono tutti i canali che insieme costituiscono il corpo, dalla testa ai piedi.

69. Colui che ha il cavo superiore della gola chiuso mediante il Kechari, non disperderà il suo seme, neppure trovandosi tra le braccia di una donna.

70. Mentre il Bindu rimane nel corpo, non vi è pericolo di morire. Finché il Khecarimudra viene praticato, il Bindu non scende.

71. Anche se il Bindu ha raggiunto il fuoco (yonisthanarn), ritorna subito (verso l'alto) arrestato dalla Sakti, con lo Yonimudra.

72. Il Bindu è di due tipi, bianco e rosso sangue. Quello bianco è chiamato seme virile, quello rosso sangue è detto fluido mestruale.

73. Il Rajas (fluido mestruale) è secreto nella dimora del sole, ed è simile al vermiglio, mentre il Bindu è secreto nella dimora della luna, e l'unione dei due è molto difficile da realizzare.

74. Bindu è Siva, il Rajas è Sakti; il Bindu è la luna, il Rajas il sole: dalla commistione di questi due, in verità, si ottiene lo stato più elevato.

75. Quindi, sollecitando l'attivazione della Sakti per mezzo del respiro (vayu), il Rajas viene sospinto e si unisce con il Bindu. Allora il corpo diventa divino, meraviglioso d'aspetto.

76. Sukra (il Bindu) è associato alla luna, Rajas è associato al sole. Colui che conosce il mezzo di unire i due è un adepto.

77. Come un grande uccello è in grado di volare senza bisogno di fare soste, così effettivamente l'Uddiyana può diventare il leone che porta la morte dell'elefante.

78. Il bandha (mudra, esercizio o postura) nella parte posteriore dell'addome e sotto l'ombelico è chiamato Uddiyana bandha; questo Bandha (mudra) deve essere praticato.

79. Poiché il Jalandhara bandha chiude la rete dei canali (nadi) e impedisce all'acqua di fluire giù dalla testa, pertanto, distrugge il ricettacolo dei disturbi situato nella gola.

80. Quando si è eseguito il Jalandhara bandha, caratterizzato dalla chiusura della gola, il nettare non cade nel fuoco, né l'aria è perturbata.

81. Premendo la Yoni con la parte posteriore del tallone sinistro, si dovrebbe contrarre il retto, e poi contrarre l'apàna verso l'alto; così si esegue il Mulabandha.

82. Dall'unione di Prana e Apana, con la diminuzione di urina e di escrementi, anche un vecchio diventa giovane, grazie alla costante pratica del Mulabandha.

83. Dopo aver assunto la posizione del loto, con il corpo e il collo eretti, lo sguardo fisso sulla punta del naso, in un luogo isolato, si dovrebbe ripetere l'imperitura sillaba OM.

84. La luce suprema, OM, in cui gli elementi, i mondi Bhuh, Bhavah e Svah e le divinità della luna, del sole e del fuoco esistono.

85. In esso i tre tempi, i tre Veda, i tre mondi, i tre accenti e le tre divinità si situano - l'OM è la luce suprema.

86. In esso l'azione, il desiderio e la conoscenza, Brahmni, Raudri e Vaisnavi, la triplice Sakti, è contenuta - l'OM è la luce suprema.

87. In esso esistono le tre lettere A, U e M, e il bindu è il suo segno - l'Om è la luce suprema.

88. Con la voce si dovrebbe ripetere questo bijam; lo si dovrebbe praticare con il corpo, e con la mente lo si deve ricordare. L'OM è la luce suprema.

89. Sia puro o impuro, chi recita l'OM ininterrottamente non è macchiato dal peccato, come la foglia del loto non è bagnata dall'acqua.

90. Fino a quando il soffio si muove, il Bindu si muove, e diventa stabile quando il soffio cessa di muoversi. Lo Yogi dovrebbe, pertanto, controllare il soffio e raggiungere l'immobilità.

91. Finché il Prana rimane nel corpo, la vita (jiva) non lo abbandona. La sua fuoriuscita è la morte. Pertanto, si dovrebbe diventare abili nel trattenere il Prana.

92. Fino a quando il Prana è trattenuto nel corpo, la coscienza (Citta) è indenne dalla malattia. Che motivo c'è di temere la morte finché lo sguardo rimane fisso tra le sopracciglia?

93. Pertanto, a causa della paura della morte, Brahma è intento nel pranayama, come lo sono anche gli Yogi e i saggi. Pertanto, si dovrebbe trattenere il Prana.

94. Il Prana fuoriesce per una distanza di trentasei dita dalle narici destra e sinistra. Perciò è chiamato Prana.

95. Quando tutto il gruppo delle Nadi, con le loro secrezioni, è purificato, allora veramente lo Yogi diventa capace di trattenere il Prana.

96. Assumendo la posizione del loto, lo Yogi deve inspirare il Prana attraverso la narice sinistra, poi, dopo averlo trattenuto il più a lungo possibile, espiri attraverso la narice destra.

97. Dopo aver meditato sull'immagine circolare della luna, nettare bianco come [...] latte di vacca, o del colore del puro argento, colui che pratica il Pranajama dovrebbe trovare la pace.

98. Dopo aver inalato il respiro con la narice destra, si deve riempire l'addome lentamente e, dopo averlo trattenuto secondo le regole, lo si espella lentamente attraverso la narice sinistra.

99. Dopo aver meditato sul cerchio del sole, come una massa di fuoco che brucia ardendo vivace nell'ombelico, lo Yogi che pratica il Pranayama dovrebbe trovare la pace.

100. Meditando alternativamente sulle due immagini, la luna e il sole, (lo Yogi) deve inspirare attraverso la narice sinistra; quindi espellere di nuovo attraverso l'altra, seguendo gli intervalli di tempo già esposti. Poi inali il respiro attraverso la narice destra, e dopo averlo trattenuto, lo espella attraverso la narice sinistra. Dopo tre mesi il complesso delle Nadi del praticante sarà purificato.

Con la pulizia delle Nadi, il Prana è trattenuto a volontà, il fuoco digestivo è acceso, il suono interno diventa udibile, e si diventa liberi da tutti i mali.

Così finisce la centuria di Sri Goraksa.

- OM SHIVA GORAKSHA YOGI - 

 

[Tradotto dalla versione inglese nel libro "Gorakhnath and the Kanphata Yogis" di George Weston Briggs]

 

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