Inni Vedici

VISIONAIRE.ORG

Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.

Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

Om namo bhagavate rudraya

Om! Mi inchino a Rudra, Signore Supremo.

Namaste rudramanyavautota ishhave namah
Namaste astu dhanvane bahubhyamuta te namah

Signore Rudra, mi inchino alla tua ira e alle tue frecce; mi inchino al tuo arco e alle tue mani.

Yata ishhuh shivatama shivam babhuva te dhanuh
Shiva sharavya ya tava taya no rudra mridaya

O Rudra per la santità delle tue frecce, del tuo arco e della faretra, che hanno riposto la loro ira e sono diventati benevoli, concedici la benedizione della felicità.

Yaa te rudra shiva tanu raghoraapapakashini
Taya nastanuva shantamaya girishantabhichakashihi

Signore Rudra che abiti sulla Montagna e accordi la felicità, con la tua forma che è pace e benevolenza, priva di colpe, salvifica ed elevante, illuminaci sulla natura del Sé.

Yamishhum girishanta haste bibharshhyastave
Shivam giritra tam kuru ma hisih purushham jagath

Signore Rudra che abiti sulla Montagna e ci nutri di gioia, tu che onori la promessa di proteggere colui che ti è devoto e che in te si rifugia, trattieni le frecce che hai pronte per l’empio, falle foriere di pace e di prosperità.

Shivena vachasa tva girishachchha vadamasi
Yatha nah sarvamijjagadayaxmasumana asath

Signore della Montagna e Signore dei Veda, la nostra preghiera è rivolta a Te, a raggiungere Te. Per la nostra gente e i nostri animali e per il mondo intero, noi chiediamo liberazione dalle malattie e dalla discordia, e che si possa vivere in amicizia e in armonia.

 

Adhyavochadadhi vakta prathamo daivyo bhishhakh
Ahishcha sarvajnjambhayantsarvashcha yatudhanyah

Che Rudra interceda per me e parli in mio favore, Egli che è il Supremo, colui che è la Divinità tra gli Dei, il guaritore di ogni male. Che Egli dimentichi le loro colpe, ma elimini i miei nemici, siano di natura animale o demoniaca.

Asau yastamro aruna uta babhruh sumangalah
Ye chemarudra abhito dixu Shritah sahasrashoavaishhaheda imahe

Il Sole che è rosso-rame quando sorge e poi giallo-oro, che è benefico e munifico di doni, è il Signore Rudra. Mi inchino anche alle migliaia di Rudra che abitano ogni direzione del cosmo, perché quietino la loro ira e ascoltino la mia preghiera.
Asau yoavasarpati nilagrivo vilohitah
Utainam gopa adrishannadrishannudaharyah
Utainam vishva bhutani sa drishhto mridayati nah

Colui che ha il collo blu, che si osserva sorgere all’alba nella forma del Sole, che è veduto anche dagli uomini che portano al pascolo le vacche, e dalle donne che trasportano l’acqua dal fiume, e persino da tutti gli animali. Egli, che da tutti è veduto, ci accordi la felicità.

Namo astu nilagrivaya sahasraxaya midhushhe
Atho ye asya satvanoaham tebhyoakarannamah

Il mio saluto è per colui che ha il collo blu, che ha migliaia di occhi, Colui che ci accorda ogni desiderio; e con Lui, ai suoi devoti, fedeli servitori.

Pramuncha dhanvanastva mubhayo rartniyo rjyamh
Yashcha te hasta ishhavah para ta bhagavo vapa

Signore Rudra, allenta i nodi della corda dal tuo arco e riponi le frecce dalle tue mani, lontano dalla nostra vista.

Avatatya dhanustva sahasraxa shateshhudhe
Nishirya shalyanam mukha shivo nah sumana bhava

Dio dai mille occhi e dai mille archi e con la gerla carica di migliaia di frecce, spezza ti prego la punta delle tue frecce. Assumi la forma pacifica e benigna di Shiva, dalla mente quieta e gioiosa.

Vijyam dhanuh kapardino vishalyo banava uta
Aneshannasyeshhava abhurasya nishhangathih

O Rudra dalle trecce annodate, lascia il tuo arco privo di corda. Che non vi siano frecce nella tua faretra. E che le tue frecce non debbano ferire. La tua spada sia sempre nel fodero.

Ya te heti rmidhushhtama haste babhuva te dhanuh
Tayaasmanvishvatastva mayaxmaya paribbhuja

O tu che sei il più grande tra quelli che esaudiscono i desideri dei devoti, tu dall’arco e dalle armi potenti, proteggici sempre dalle sventure.

Namaste astvayudhayanatataya dhrishhnave
Ubhabhyamuta te namo bahubhyam tava dhanvane

Sia lode alle tue armi potenti e pronte a scattare e sia lode alle tue braccia possenti e al tuo arco.

Pari te dhanvano heti rasmanvrunaktu vishvatah
Atho ya ishhudhistavare asmannidhehi tamh

Che le tue frecce ci risparmino e la tua faretra sia pronta per i nostri nemici, come per i nostri peccati.

Namaste astu bhagavanh vishveshvaraya mahadevaya tryambakaya tripurantakaya trikagni kalaya kalagnirudraya nilakanthaya mrutyunjayaya sarveshvaraya sadashivaya shrimanmahadevaya namah

Al Signore dell’Universo mi inchino, il Supremo tra gli Dei, Colui dai tre occhi, che distrusse le tre città degli Asura, il Signore dell’accensione dei tre fuochi sacri; il Rudra del fuoco che consuma l’Universo, Quello dal collo blu, Colui che sconfisse la morte, il Dio universale, Colui che è sempre benevolo sopra tutti gli Dei; mi inchino al glorioso e supremo Signore.

Namo hiranyabahave senanye dishan cha pataye namo
namo vrikshebhyo harikeshebhyah pashunam pataye namo

Lode su lode al Signore Rudra dalle braccia d’oro, il capo degli eserciti, il Signore delle quattro direzioni.

namah saspijncharaya tvishhimate pathinam pataye namo
namo babhlushaya vivyadhineannanam pataye namo
namo harikeshayopavitine pushhtanam pataye namo
namo bhavasya hetyai jagatam pataye namo
namo rudrayatatavine kshetranam pataye namo
namah sutayahantyaya vananam pataye namo namah

Mi inchino a Colui che è maestoso come gli alberi, dalle chiome splendenti di verdi foglie, lode al Signore degli animali; Colui che è giallo-rosso come le gemme; al Signore dei sentieri, sia lode.
Mi inchino a Colui che cavalca il toro, Colui che può colpire ogni bersaglio, al Signore del cibo sia lode. Mi inchino al Signore dai capelli corvini, Colui che indossa il sacro cordone, a Colui che fa rifulgere la salute nei sani, sia lode.
Mi inchino al Signore che spezzò l’inganno della vita mortale; al Signore dei mondi, sia lode.
Mi inchino a Rudra il Signore che protegge il mondo con la potenza del suo arco teso, colui che distrugge le sofferenze; al Signore dei campi e dei luoghi sacri, sia lode.
Mi inchino all’auriga del carro, a Colui che mai può essere sconfitto o abbattuto. Sia lode al Signore delle foreste.

Namo rohitaya sthapataye vrikshanam pataye namo
namo mantrine vaanijaya kakshanam pataye namo
namo bhuvantaye varivaskritayaushhadhinam pataye namo
nama uchchairghoshhayakrandayate pattinam pataye namo
namah kritsnavitaya dhavate satvanam pataye namah

Mi inchino a Colui che è di color rosso, il Signore; al Signore degli alberi, sia lode.
Mi inchino a Colui che guida le comunità, che è il ministro, il mercante, al Signore dei boschi impenetrabili e dei roveti, sia lode.
Mi inchino a Colui che ha creato il mondo e l’ha reso grande; Colui che è generoso con i suoi devoti, i più umili e più celebri; al Signore della vegetazione, sia lode.
Mi inchino al Signore il cui grido di guerra incute terrore, la cui inimicizia è pianto. Al Comandante dei soldati semplici, sia lode.
Mi inchino al Signore che ha circondato senza scampo i suoi nemici, a Colui che prontamente mette in salvo i suoi devoti e gli innocenti che in Lui cercano rifugio, sia lode.

Namah sahamanaya nivyadhina avyadhininam pataye namo
namah kakubhaya nishhangine stenanam pataye namo
namo nishhangina ishhudhimate taskaraanaam pataye namo
namo vajnchate parivajnchate stayunam pataye namo
namo nicherave paricharayaranyanam pataye namo
namah srikavibhyo jighasadbhyo mushhnatam pataye namo
namo asimadbhyo naktam charadhbhyah prakrintanam pataye namo
nama ushhnishhine giricharaya kulujnchanam pataye namo namah

Mi inchino a Colui che ha resistito ai suoi nemici, che li ha battuti e vinti; al Signore di coloro che sanno combattere su tutti i fronti, sia lode.
Mi inchino a Colui che è vittorioso, che impugna saldamente la spada; al principe dei ladri, sia lode.
Mi inchino a Colui che ha la freccia sempre pronta nell’arco e la faretra sulla spalla; al Signore dei predoni, sia lode.
Mi inchino a Colui che inganna e prontamente disinganna; al più grande ingannatore, a Colui che inganna interiormente e che inganna esteriormente, a Colui che guida coloro che ingannano; al Signore dei banditi delle foreste, sia lode.
Mi inchino al Signore di coloro che si difendono con le armi e di coloro che desiderano uccidere; al Signore di coloro che rubano il raccolto e le ricchezze, sia lode.
Mi inchino a Colui che vaga armato nella notte, al Signore di chi uccide e di chi ruba, sia lode.
Mi inchino a Colui che indossa il turbante e vaga sulle montagne; al Signore delle terre, sia lode.

Namo ishhumadhbhyo dhanvavibhyashcha vo namo
nama atanvanebhyah pratidadhanebhyashcha vo namo
nama ayachchhadhbhyo visrijadbhyashcha vo namo
namo asyadbhyo vidhdhyadbhyashcha vo namo
nama asinebhyah shayanebhyashcha vo namo
namah svapadbhyo jagradbhyashcha vo namo
nam stishthadhbhyo dhavadbhyashcha vo namo
namah sabhabhyah sabhapatibhyashcha vo namo
namo ashvebhyoashvapatibhyashcha vo namah

Mi inchino a Colui che reca il dardo e l’arco, a Lui sia lode.
Mi inchino a Colui che lega il suo arco e prepara le frecce, a Lui sia lode.
Mi inchino a Colui che tira la corda dell’arco e lancia la freccia, a Lui sia lode.
Mi inchino a Colui che con il suo lancio colpisce il (mio) bersaglio, a Lui sia lode.
Mi inchino a Colui che è seduto e che è disteso, a Lui sia lode.
Mi inchino a Colui che dorme e che è sveglio, a Lui sia lode.
Mi inchino a Colui che corre ed è fermo, a Lui sia lode.
Mi inchino a Colui che è tra la moltitudine e che è Colui che la presiede, a Lui sia lode.
Mi inchino a colui che è il cavallo ed è il cavaliere, a Lui sia lode.

Nama avyadhinibhyo vividhyantibhyashcha vo namo
nama uganabhyastrihatibhyashcha vo namo
namo gritsebhyo grutsapatibhyashcha vo namo
namo vratebhyo vratapatibhyashcha vo namo
namo ganebhyo ganapatibhyashcha vo namo
namo virupebhyo vishvarupebhyashcha vo namo
namo mahadbhyah kshullakebhyashcha vo namo
namo rathibhyoarathebhyashcha vo namo

Mi inchino a Colui che può tormentare da ogni lato e che può colpire in molti modi.
Mi inchino a Colui che è la Dea gentile e le Divinità crudeli e vendicatrici.
Mi inchino a Colui che tutto divora, e che è il primo tra gli esseri rapaci.
Mi inchino a Colui che appartiene a diverse razze e popoli, e che tutti guida.
Mi inchino a Colui che guida la tribù dei Gana.
Mi inchino a Colui che assume forme mostruose o grottesche o le forme più comuni.
Mi inchino a Colui che è detto grande anima e a Colui il cui animo è debole.
Mi inchino a Colui che viaggia sul carro e a Colui che viaggia a piedi.

namo rathebhyah rathapatibhyashcha vo namo
namah senabhyah senanibhyashcha vo namo
namah kshattribhyah sangrahitribhyashcha vo namo
nama stakshabhyo rathakarebhyashcha vo namo
namah kulalebhyah karmarebhyashcha vo namo
namah pujnjishhtebhyo nishhadebhyashcha vo namo
nama ishhukridbhyo dhanvakridhbhyashcha vo namo
namo mrugayubhyah shvanibhyashcha vo namo
namah shvabhyah shvapatibhyashcha vo namah

Mi inchino a Te che hai forma di carro e di Colui che viaggia sul carro.
Mi inchino a Te nella forma dell’esercito e nella figura di Chi lo comanda.
Mi inchino a Te quando siedi nel carro guidato da altri e quando sei di coloro che lo guidano da sé.
Mi inchino a Te che sei il falegname che ha costruito il carro e Colui che l’ha inventato.
Mi inchino a Te che modelli il fango e i vasi di argilla, e a Te che lavori i metalli.
Mi inchino a Te che tendi reti per catturare gli uccelli e reti per pescare i pesci.
Mi inchino a Te che costruisci gli archi e le frecce.
Mi inchino a Te cacciatore che inciti il tuo segugio.

Namo bhavaya cha rudraya cha
namah sharvaya cha pashupataye cha
namo nilagrivaya cha shitikanthaya cha
namah kapardine cha vyuptakeshaya cha
namah sahasrakshaya cha shatadhanvane cha
namo girishaya cha shipivishhtaya cha
namo midhushhtamaya cheshhumate cha
namo hrasvaya cha vamanaya cha
namo brihate cha varshhiyase cha
namo vriddhaya cha samvridhdhvane cha

Mi inchino a Rudra origine di ogni cosa esistente e distruttore del male.
Mi inchino al distruttore e al protettore di tutti quelli che soffrono la schiavitù.
Mi inchino a Colui la cui gola è blu, ricoperta di bianche ceneri.
Mi inchino a Colui che ha la testa coronata dalle trecce annodate e Colui che ha il capo rasato.
Mi inchino a Colui che ha mille occhi e centinaia di archi.
Mi inchino a Colui che abita la Montagna ed è pura luce spirituale.
Mi inchino a Colui che elargisce benedizioni e a Colui che porta le frecce.
Mi inchino a Colui che è più piccolo del più piccolo, e a Colui che è il nano.
Mi inchino a Colui la cui altezza maestosa è pienezza di ogni eccellenza.
Mi inchino all’Antico la cui gloria è stata cantata nei Veda.

Namo agriyaya cha prathamaya cha
nama ashave chajiraya cha
namh shighriyaya cha shibhyaya cha
nam urmyayacha vasvanyaya cha
namah strotasyaya cha dvipyaya cha

Mi inchino a Colui che era prima di tutte le cose e che è il supremo fra tutti.
Mi inchino a Colui che tutto pervade e che rapidamente si muove.
Mi inchino a Colui che è nei torrenti impetuosi e che è nelle acque estese.
Mi inchino a Colui che è nelle onde potenti e che è nelle acque placide.
Mi inchino a Colui che è nei fiumi e che è nelle isole.

Namo jyeshhthaya cha kanishhthaya cha
namah purvajaya chaparajaya cha
namo madhyamaya chapagalbhaya cha
namo jaghanyaya cha budhniyaya cha
namah sobhyaya cha pratisaryaya cha
namo yamyaya cha kshemyaya cha
nama urvaryaya cha khalyaya cha
namah shlokyaya chavasanyaya cha
namo vanyaya cha kakshyaya cha
namah shravaya cha pratishravaya cha

Mi inchino a Colui che è l’anziano e che è il giovane.
Mi inchino a Colui che è nato per primo e che è nato per ultimo.
Mi inchino a Colui che è nel pieno sviluppo e che è potenziale.
Mi inchino a Colui che è nato dal centro e che nato dalle radici.
Mi inchino a Colui che è nato sulla Terra e che è nato in altro mondo.
Mi inchino a Colui che detiene il regno della morte e che detiene il regno della salvezza.
Mi inchino a Colui che abita nei campi e che abita i giardini.
Mi inchino a Colui che è lodato negli Inni vedici e che è insegnato nelle Upanishad.
Mi inchino a Colui che è negli alberi delle foreste e nelle piante che crescono in bassi cespugli.
Mi inchino a Colui che è il suono e che è l’eco del suono.

Nama ashushhenayacha shurathaya cha
namah shuraya chavabhindate cha
namo varmine cha varuthine cha
namo bilmine cha kavachine cha
namah shrutaya cha shrutasenaya cha

Mi inchino a Colui il cui esercito si muove rapido e che giuda un carro veloce.
Mi inchino al guerriero, mi inchino all’eroe.
Mi inchino a Colui che ha indossato l’armatura ed ha impugnato le redini.
Mi inchino a Colui che ha indossato l’elmo e a Colui che ha impugnato lo scudo.
Mi inchino a Colui che è lodato nei Veda e alle sue armi leggendarie.

Namo dundubhyaya cha hananyaya cha
namo dhrishhnave cha pramrishaaya cha
namo dutaya cha prahitaya cha
namo nishhangine cheshhudhimate cha
namastikshneshhave chayudhine cha
namah svayudhaya cha sudhanvane cha
namah srutyaya cha pathyaya cha
namah katyaya cha nipyaya cha
namah sudyaya cha sarasyaya cha
namo nadyaya cha vaishantaya cha

Mi inchino a Colui che è il suono del tamburo e il bastone che lo percuote.
Mi inchino a Colui che mai si è ritirato dalla battaglia e che predilige vincere con la conoscenza.
Mi inchino a Colui che giunge come messaggero e a Colui che serve uno scopo.
Mi inchino a Colui che porta la spada e la faretra con le frecce.
Mi inchino a Colui che possiede armi affilate e ogni strumento.
Mi inchino a Colui che possiede l’arco divino e le armi migliori.
Mi inchino a Colui che cammina per aspri sentieri e per ampie strade.
Mi inchino a Colui che è nelle acque incanalate e in quelle che scorrono liberamente.
Mi inchino a Colui che è negli stagni fangosi e nei laghi tersi.
Mi inchino a Colui che è nell’acqua dei fiumi e che è nell’acqua del mare.

Namah kupyaya cha vatyaya cha
namo varshhyaya cha varshhyaya cha
namo meghyaya cha vidyutyaya cha
nama ighriyaya cha tapyaya cha
namo vatyaya cha reshhmiyaya cha
namo vastavyaya cha vastupaya cha

Mi inchino a Colui che è nell’acqua dei pozzi e che è nell’acqua delle sorgenti.
Mi inchino a Colui che è nella pioggia torrenziale e che è nella siccità.
Mi inchino a Colui che è nelle nubi e che è nella luce che filtra tra le nubi.
Mi inchino a Colui che è nel cielo limpido e nella pioggia che scende col sole.
Mi inchino a Colui che è nel nubifragio e che è nel vento secco.
Mi inchino a Colui che è nei beni della casa di famiglia e che è il guardiano della casa.

Namah somaya cha rudraya cha
namastamraya cha arunaya cha
namah shangaya cha pashupataye cha
nama ugraya cha bhimaya cha
namo agrevadhaya cha durevadhaya cha
namo hantre cha haniyase cha
namo vrikshebhyo harikeshebhyo
namastaraya namah shambhave cha mayobhave cha
namah shankaraya cha mayaskaraya cha
namah shivaya cha shivataraya cha

Mi inchino a Rudra, Colui che è il consorte di Uma
Mi inchino a Colui che è del colore del rame all’alba e che è color dell’oro a mezzogiorno.
Mi inchino a Colui che dispensa la felicità e che è il Signore di tutte le creature.
Mi inchino a Colui che è feroce e temibile.
Mi inchino a Colui che guida e uccide i nemici, che giunge da vicino e da lontano.
Mi inchino a Colui che è tutto ciò che uccide e distrugge, fino alla fine dei tempi.
Mi inchino a Colui che è l’albero dalle verdi fronde.
Mi inchino a Colui che è la sillaba Om.
Mi inchino a Colui che è la fonte della beatitudine spirituale e del piacere terreno.
Mi inchino a Colui che accorda la beatitudine in vita e oltre le vita.
Mi inchino a Colui che è il Benevolo, origine di ogni bene e benevolenza.

Namastirthyaya cha kulyaya cha
namah paryaya chavaryaya cha
namah prataranaya chottaranaya cha
nama ataryaya chaladyaya cha
namah shashhpyaya cha phenyaya cha
namah sikatyaya cha pravahyaya cha

Mi inchino a Colui che abita i luoghi sacri e le rive dei fiumi.
Mi inchino a Colui che è onorato sulla sponda dei vivi e sulla sponda dell’aldilà.
Mi inchino a Colui che aiuta le anime ad attraversare il fiume del Samsara e le depone nella salvezza.
Mi inchino a Colui che è nato molte volte nel Samsara e che raccoglie i frutti del Karma.
Mi inchino a Colui che è nell’erba sulle sponde del fiume e nel fango del fondale.
Mi inchino a Colui che è la sabbia sulla riva e l’acqua che scorre nel fiume.

Nama irinyaya cha prapathyaya cha
namah kishilaya cha kshayanaya cha
namah kapardine cha pulastaye cha
namo goshhthyaya cha grihyaya cha
namastalpyaya cha gehyaya cha
namah katyaya cha gahvareshhthaya cha
namo hridayyaya cha niveshhpyaya cha
namah pasavyaya cha rajasyaya cha
namah shushhkyaya cha harityaya cha
namo lopyaya cholapyaya cha

Mi inchino a Colui che abita le terre salmastre e che percorre i sentieri.
Mi inchino a Colui che abita le zone deserte e che abita le terre fertili.
Mi inchino a Colui che porta le trecce annodate sul capo e che è la presenza protettrice dei suoi devoti.
Mi inchino a Colui che vive nelle stalle e vive nelle case degli uomini.
Mi inchino a Colui che vive randagio e che vive in una solida dimora.
Mi inchino a Colui che vive nel folto della foresta e che vive nelle caverne.
Mi inchino a Colui che è nelle acque profonde e nelle gocce di rugiada.
Mi inchino a Colui che è nella polvere e nel granello di polvere.
Mi inchino a Colui che è nel ramo secco e che è nella gemma verde,
Mi inchino a Colui che è nelle terre aride e nelle terre ricche di vegetazione.

Nama urvyaya cha surmyaya cha
namah parnyaya cha parnashadyaya cha
namoapaguramanaya cha bhighnate cha
nama akhkhidate cha prakhkhidate cha
namo vah kirikebhyo devana hridayebhyo
namo vikshinakebhyo namo vichinvatkebhyo
nama anirhatebhyo nama amivatkebhyah

Mi inchino a Colui che è sulla terra ferma e che è tra le onde impetuose.
Mi inchino a Colui che è nelle foglie verdi e nelle foglie secche.
Mi inchino a Colui che comanda i suoi eserciti che sono pronti a seguirlo.
Mi inchino a Colui che è il grande tormentatore e il minore tormentatore.
Mi inchino a Colui che concede l’abbondanza ai suoi devoti e che abita nel cuore degli Dei.
Mi inchino a Colui che è l’immortale (e abita il cuore degli Dei)
Mi inchino a Colui che conosce i meriti e i desideri di ciascuno (e abita il cuore degli Dei)
Mi inchino a Colui che distrugge i peccati (e abita il cuore degli Dei)
Mi inchino a Colui che ha assunto la forma materiale del profilo dell’universo (e abita il cuore degli Dei)

 

Drape andhasaspate daridrannilalohita
eshham purushhanameshham pashunam ma bhermaro mo eshham kinchanamamat

Oh Signore che hai reso spregevoli gli empi, che hai nutrito generosamente i devoti,
Che sei puro essere luminoso, Oh Signore dal collo scuro e dal rosso splendore
Non incutere timore agli uomini né agli animali
Fai che nessuno muoia o si ammali.

Ya te rudra shiva tanuh shiva vishvaha bheshhaji
Shiva rudrasya bheshhaji taya no mrida jivase

Oh Rudra, Signore del mondo, pacifico e benigno Signore che curi la sofferenza della morte e della rinascita, così come curi i nostri affanni quotidiani, concedici la grazia dell’illuminazione che sradica il seme dell’ignoranza e delle miserie del Samsara, perché la nostra vita sia coronata di beatitudine.

Imarudraya tavase kapardine kshayadviraya prabharamahe matim
Yatha nah shamasadhdvipade chatushhpade vishvam pushhtam grame aasminnanaturamh

Oh Rudra, Signore del mondo, adorno delle trecce annodate, Signore su cui meditano i saggi, che distrugge gli ostacoli, porta la mia mente distratta a fissarsi su di Te, e tutti gli esseri possano prosperare in salute e senza cadere in errore o in malattia.

Mrida no rudrotano mayaskridhi kshayadviraya namasa vidhema te
Yachchham cha yoshcha manurayaje pita tadashyama tava rudrapranitau

Oh Rudra, Signore del mondo, concedici felicità in questa vita, Tu che distruggi le colpe, accetta la nostra devozione affinché possiamo ottenere la beatitudine che fu ricercata da Manu e dai nostri padri, in questa e nella vita futura.

Ma no mahantamuta ma no arbhakam ma na ukshanta muta ma na ukshitamh Ma no vadhih pitaram mota mataram priya ma nastanuvo rudra ririshhah

Oh Rudra, Signore del mondo, non affliggere gli anziani né i bambini, non le donne incinte né i feti nel grembo, non affliggere i nostri padri né le nostre madri, e nessuno di coloro che ci sono cari.

Manastoke tanaye ma na ayushhi ma no goshhu ma no ashveshhu ririshhah Viranma no rudra bhamitoavadhi rhavishhmanto namasa vidhema te

Oh Rudra, Signore del mondo, non punire i nostri figli e le nostre figlie, non punire i nostri animali, né i nostri servi, accetta l’offerta della nostra devozione e del nostro saluto.

Aratte goghna utta purushhaghne kshayadviraya sumnamasme te astu
Raksha cha no adhi cha deva bruhyatha cha nah sharma yachchha dvibarhah

Oh Rudra, Signore del mondo, volgi lontano da noi l’aspetto terribile con cui hai distrutto i tuoi nemici e che distrugge gli uomini e gli animali, volgi a noi il tuo aspetto gentile, sii con noi e proteggici. Concedici parole di compassione e gioia in questo e nell’altro mondo.

Stuhi shrutam gartasadam yuvanam mriganna bhima mupahatnumugramh Mruda jaritre rudra stavano anyante asmannivapantu senah

La mia mente loda il Signore che abita nel cuore, il sempre giovane, il leone, il terribile distruttore, il Signore Rudra cantato nei Veda, perché la sua ira ci risparmi.

Parino rudrasya hetirvrinaktu pari tveshhasya durmatiraghayoh
Ava sthira maghavadbhyastanushhva midhhvastokaya tanayaya mrudaya

Le armi, l’ira e il terrore con cui Rudra colpisce i peccatori ci risparmino. Accetta le nostre offerte sacrificali e la nostra devozione, concedi felicità ai nostri figli e ai loro figli.

Midhushhtama shivatama shivo nah sumana bhava
Parame vruksha ayudham nidhaya krittim vasana achara pinakam vibhradagahi

Oh Rudra Signore supremo, fonte di ogni benedizione e di infinita generosità, deponi le tue armi su un albero e vieni a noi coperto di una pelle d’animale, con addosso il tuo arco leggendario, per ornamento.

Vikirida vilohita namaste astu bhagavah
Yaste sahasrahetayoanyamasmannivapantu tah

Oh Rudra che ci benedici generosamente, Signore Supremo e Beato, non usare con noi le tue armi, ma rivolgile ai nostri nemici.

Sahasrani sahasradha bahuvostava hetayah
Tasamishano bhagavah parachina mukha kridhi

A te appartengono migliaia di armi, O Rudra potente supremo, Oh Beato, non usarle contro di noi.

Sahasrani sahasrasho ye rudra adhi bhumyamh
Teshha sahasrayojane avadhanvani tanmasi

Ai Rudra che abitano la terra a migliaia chiediamo di allentare le corde degli archi temibili, e depositare le armi in luoghi lontani dagli uomini.

Asminh mahatyarnaveantarikshe bhava adhi

Ai Rudra che abitano gli oceani e lo spazio tra la terra e il cielo

Nilagrivah shitikanthah sharva adhah kshamacharah

Alle legioni dei Rudra Gana dalla gola nera di veleno e bianca di cenere che vivono nelle regioni sotterranee

Nilagrivah shitikantha divarudra upashritah

Alle legioni dei Rudra Gana dalla gola nera di veleno e bianca di cenere che vivono nelle dimore celesti

Ye vriksheshhu saspinjara nilagriva vilohitah
Ye bhutanamadhipatayo vishikhasah kapardinah

Ai Rudra che vivono sugli alberi, verdi come gemme o rossi, dalla gola nera di veleno e bianca di cenere
Ai Rudra con il ciuffo e ai glabri

Ye anneshhu vividhyanti patreshhu pibato jananh

Ai Rudra che abitano nel cibo e nelle bevande e tormentano chi mangia e beve

Ye patham pathirakshaya ailabrida yavyudhah

Ai Rudra che proteggono i sentieri e chi li percorre, che offrono cibo ai viandanti e li difendono dai nemici

Ye tirthani pracharanti srikavanto nishhanginah

Ai Rudra che proteggono i luoghi sacri con la spada e con le armi

Ya etavantashcha bhuyaasashcha disho rudra vitasthire
teshhasahasra yojane Avadhanvani tanmasi

A tutti i Rudra che ho invocato e agli altri che sono in ogni angolo del cosmo, chiedo che allentino le corde dei loro temibili archi, e che depositino gli archi in luoghi lontani dagli uomini. Mi inchino ai Rudra con la mente e con il corpo

Namo rudrebhyo ye prithivyam ye antarikshe ye divi yeshhamannam
vato varshhamishhava stebhyo dasha praachirdasha dakshina dasha pratichirdashodiichirdashordhvaastebhyo namaste no mridayantu te yam dvishhmo yashcha no dveshhti tam vo jambhe dadhami

Mi inchino ai Rudra con la mente e con il corpo, a quelli che abitano tra il cielo e la terra, a quelli che soffiano nel vento, che abitano i mondi sovrasensibili, per loro unisco le mani e mi inchino nelle quattro direzioni, a est, a sud, a ovest e a nord, chiedendo grazia. A Voi offro ciò che opprime il mio cuore e ciò che mi è nemico, perché cada nella voragine della vostra bocca spalancata.

Tryambakam yajamahe sugandhim pushhtivardhanam
Urvarukamiva bandhananmrity rmukshiya maamritath

Il Rudra dai tre occhi, Tu che sei (come) il profumo che fa sbocciare i fiori. Così come fai che il frutto si stacchi dal ramo, liberaci dalla presa della morte e concedici la liberazione e l’immortalità.

Yo rudro agnau yo apsu ya oshhadhishhu
Yo rudro vishva bhuvanaaavivesha tasmai rudraya namo astu

Offro la mia devozione a Rudra che è nel fuoco, nell’acqua, nella vegetazione, e in ogni cosa che esiste.

Tamushhtuhi yah svishhuh sudhanva yo vishvasya kshayati bheshhajasya Yakshvamahe saumanasaya rudram nabhobhi rdevamasuram duvasya
Ayam me hasto bhagavanayam me bhagavattarah
Ayam me vishva bheshhajoaya shivabhimarshanah

Mi inchino e saluto Colui che ha l’arco e le frecce perfette, che ha il rimedio per ogni male, che cura la sofferenza del mondo, Lui solo. Inchiniamoci a Rudra, affinché la nostra mente sia purificata e degna.
La mia mano sia benedetta, perché ha toccato Shiva e l’ha adorato. La mia mano sia quindi la cura per i mali del mondo.

Ye te sahasramayutam pasha mrityo martyaya hantave
Tanh yagyasya mayaya sarvanava yajamahe.
Mrityave svaha mrityave svaha

O Rudra distruttore, Signore della morte, per la mia devozione, ti prego, non volgere a noi i lacci con cui imprigioni e uccidi gli esseri. Questo cibo sia offerto a Rudra in sacrificio, al distruttore.

Om namo bhagavate rudraya. vishhnave mrityurme pahi
Prananam granthirasi rudro ma vishantakah
Tenannenapyayasva Sadashivoham
Om shanti shanti shanti

OM! Mi inchino al Signore Rudra, l’onnipresente, che mi protegga dalla morte.
Che il Rudra che unisce e distrugge accetti il dono del cibo e resti con me.
Che Shiva sia sempre con me.
Om! Sia Pace, Pace, Pace.