Ashtavakra Samhita [15 - 17]

 

VISIONAIRE.ORG

Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.

Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath)

Capitolo 15

Ashtavakra disse:

Mentre una persona dall'intelligenza pura può conseguire la meta attraverso le istruzioni più casuali, altri possono cercare la conoscenza per tutta la vita restando invece confusi e disorientati.

La Liberazione è l'indifferenza verso gli oggetti dei sensi. La schiavitù è l'amore dei sensi. Questa è la conoscenza. Ora fai ciò che preferisci.

Questa consapevolezza del vero fa sì che l'uomo che era loquace, intelligente ed energico divenga muto, stupido e pigro, perciò è evitata da coloro che mirano alla gratificazione e al riconoscimento di meriti.

Tu non sei il corpo, il corpo non ti appartiene, tu non sei l'agente dell'azione, non sei il fruitore delle conseguenze. Tu sei eterna, pura consapevolezza, il testimone, senza alcuna necessità - dunque vivi felice.

Il desiderio e la rabbia sono oggetti della mente, ma la mente non ti appartiene, non è mai stata tua. Tu sei la stessa consapevolezza senza oggetto, immutabile - dunque vivi felice.

Riconoscendo un solo Sé in tutti gli esseri, e tutti gli esseri in un solo Sé, sii felice, libero dal senso di responsabilità e dalle preoccupazioni dell'io.

La tua natura è la consapevolezza, da cui sgorga il mondo intero, come le onde dal mare. Questo è ciò che sei, senza alcun dubbio, dunque sii libero da ogni agitazione.

Abbi fede, mio caro, abbi fede. Non lasciarti illudere da questo [mondo]. Tu sei lo stesso Brahman, dotato di consapevolezza - tu sei al di là delle leggi causali che regolano la natura.

Il corpo conosciuto dai sensi è inerte e viene e va. Tu non vai e non vieni, dunque perché angosciarti del transitorio?

Lascia che il corpo duri fino alla fine dei suoi giorni, o lascia che giunga la sua fine proprio ora. Tu che sei pura consapevolezza, cosa ne puoi perdere o guadagnare? Lascia che l'onda del mondo cresca e decresca secondo la sua natura dentro di te, che sei l'oceano. Non c'è perdita o guadagno per te.

Mio caro, tu sei pura consapevolezza, e il mondo non è separato da te. Dunque cosa vi è da accettare o da rifiutare, come potrebbe esserci e perché?

Come possono esserci quindi nascita, karma o responsabilità in ciò che è senza mutamento, pacifico, perfetta e infinita consapevolezza, quale tu sei?

Qualsiasi cosa tu veda, sei tu stesso a manifestarla. Come potrebbero i bracciali, i gioielli e i monili essere differenti dall'oro?

Abbandonando le distinzioni quali "Quello è ciò che io sono" e "Io non sono quello", riconosci che tutto è il Sé, e sii, senza distinzioni, e sii felice.

E' attraverso [il velo] dell'ignoranza che tutto [il molteplice] esiste. In realtà tu solo esisti. Non vi è nessuno separato da te, dentro o fuori il Samsara. Conoscendo che tutto questo è illusorio, si diviene liberi dal desiderio, pura ricettività e pace, come se nulla fosse mai esistito.

Una sola cosa è sempre esistita, esiste ed esisterà nell'oceano dell'essere. Tu non sei soggetto a schiavitù o a liberazione. Vivi felice e in pienezza.

Essendo pura consapevolezza, non disturbare la mente con pensieri positivi o negativi. Sii in pace e resta beatamente in te stesso, l'essenza della gioia.

Smetti di praticare la meditazione e non attaccarti a niente con la mente. Tu sei completamente libero nella tua reale natura, dunque cosa conseguirai con l'esercizio della mente?

 

Capitolo 16

Ashtavakra disse:

Mio caro, potresti recitare ed ascoltare le scritture infinite volte, ma non saresti stabilizzato all'interno fintanto che tu non abbia dimenticato ogni cosa.

Potresti, come un uomo colto, indulgere nel prestigio personale, nell'attività o nella meditazione, ma la tua mente ancora sarebbe in attesa di ciò che fa cessare ogni desiderio, oltre ogni meta.

Tutti soffrono a causa dei loro sforzi, ma nessuno si realizza. Solo per mezzo di questa più alta istruzione, l'uomo fortunato consegue la pace.

La felicità non appartiene ad altri che a quella persona supremamente pigra per la quale anche l'aprire e chiudere un occhio sia una seccatura.

Quando la mente è libera dalle coppie di opposti quali: "Ho fatto questo" e "Non ho fatto questo", diviene indifferente al merito, ai valori relativi, alla sensualità e alla liberazione.

Qualcuno professa la continenza e dunque è avverso ai sensi, un altro è avido e attaccato ad essi, ma colui che è libero, dal prendere quanto dal rinunciare, non è soggetto alle privazioni né all'avidità.

Per il tempo che il desiderio, che è difetto di discriminazione, rimane attivo, il senso di repulsione e di attrazione rimane attivo; questa è la radice e la diramazione del Samsara.

Il desiderio proviene dall'abitudine, l'avversione dalla privazione, ma il saggio è libero dalle coppie di opposti come un bambino, ed è stabile [nel Sé].

La persona passionale desidera liberarsi dal Samsara, così da evitare il dolore, ma l'essere spassionato è senza dolore e non prova disagio nemmeno in esso. Colui che è orgoglioso della propria liberazione o soltanto del proprio corpo, e li considera come sua proprietà, non è affatto un conoscitore o un mistico. Costui è solo uno che soffre.

Anche se Shiva, Vishnu o Brahma fossero stati i tuoi istruttori, finché non avrai dimenticato ogni cosa non potrai essere stabilizzato all'interno.

 

Capitolo 17

Ashtavakra disse:

Colui che è soddisfatto, i cui sensi sono purificati e che sempre gode la solitudine, ha ottenuto il frutto della conoscenza e anche il frutto della pratica [yoga].

Colui che conosce la verità non è mai a disagio in questo mondo, poiché il mondo intero è fatto solo di lui stesso.

Nessuno dei sensi compiace chi ha trovato soddisfazione al suo interno, come le foglie di vite non piacciono all'elefante che predilige le foglie di mango.

Colui che non è attaccato alle cose che ha goduto e non si duole per quelle che non ha goduto, è difficile da trovare. Coloro che desiderano il piacere e coloro che desiderano la liberazione sono entrambi legati al Samsara; infatti è raro colui che non desideri i piaceri né la liberazione. Questi è solo quella mente nobile che è libera da attrazione o repulsione verso la religione, il prestigio personale, la sensualità e perfino la morte.

Costui non prova alcun desiderio di eliminare tutto questo [il mondo fenomenico], non si arrabbia di fronte al suo persistere, quell'essere fortunato vive felicemente con qualsiasi tipo di sostentamento si presenti da sé.

Quindi appagato dalla conoscenza, soddisfatto, svuotata la mente pensante, vive felice di vedere quando vede, di udire quando ode, di toccare quando tocca, di annusare quando annusa, di assaporare quando assapora.

In colui per il quale l'oceano del Samsara si è ritirato, non vi è attaccamento né avversione. Il suo sguardo fissa il vuoto, i suoi comportamenti sono senza scopo, i suoi sensi non si avvinghiano alle cose.

Di certo lo stato supremo si palesa ovunque per la mente liberata. Costui non è mai sveglio né assopito, non apre né chiude gli occhi. Il liberato è luminoso in ogni caso, libero da tutti i desideri. Ovunque egli appare in possesso di sé e di cuore puro.

Che veda, ascolti, tocchi, annusi, assapori, parli o cammini, la grande anima che nulla ricerca di ottenere o di evitare, è libera senza dubbio.

Colui che è libero dai desideri non è disturbato dalle accuse, dai riconoscimenti, né dai rallegramenti, e neppure ne esprime o ne riceve.

Quando una grande anima è mentalmente imperturbabile e fermamente in se stessa, sia che veda una ragazza desiderabile, o che sia in di fronte alla morte - costui è realmente liberato.

Non vi è alcuna distinzione tra piacere e dolore, uomo e donna, successo e fallimento per quel saggio che vede ogni cosa con equanimità. Non c'è offesa o compassione, non orgoglio o umiltà, non ricerca o confusione per colui che ha finito di girare nel cerchio [della vita e della morte, il Samsara].

Il liberato non è avverso ai sensi e non è condizionato da essi. Egli gode di sé continuamente, con mente distaccata nei confronti della realizzazione come della non realizzazione. Colui che è stabilizzato nello stato di assoluto, con mente libera, non conosce le alternative tra quiete interiore e mancanza di quiete interiore, così come del bene e del male.

Libero da [idee di] "io" e "mio" e da senso di responsabilità, consapevole che nulla esiste, estinto ogni desiderio, costui non agisce neppure quando agisce.

Colui la cui mente pensante si è dissolta consegue uno stato indescrivibile ed è libero dalla visione mentale dell'illusione, sogno o ignoranza.

 

 

Testi, illustrazioni e traduzioni sono di Beatrice Polidori (Udai Nath). © Tutti i diritti riservati.

 

 

 

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