XV. L'Essere Supremo

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

1. Il Signore Beato disse: Esiste un albero le cui radici si dirigono verso l'alto e i rami in basso; le sue foglie sono gli inni vedici. Chi lo conosce, conosce i Veda.
2. I rami di questo albero, nutriti dalle tre influenze della natura materiale, si estendono verso l'alto e il basso; le fronde sono gli oggetti dei sensi; verso il basso si raccolgono i frutti, nel mondo delle azioni umane.
3-4. Nessuno, in questo mondo, può percepire la forma precisa di tale albero. Nessuno può vederne la fine, l'inizio o la base. Ma con determinazione si deve abbattere l' albero delle azioni con l'arma del distacco, e cercare poi lo stato da cui non si torna più indietro, e là abbandonarsi alla Persona Suprema, Dio, dal Quale tutto ha inizio e nel Quale tutto dimora fin da tempo immemorabile.
5. Colui che è libero dall'illusione, dall'orgoglio e dalle dipendenze, che comprende l'eterno, che è libero dai desideri e dalla gioia e dal dolore, raggiunge quel luogo eterno.
6. La Mia dimora non è illuminata dal sole, né dalla luna né dal fuoco. Chi la raggiunge non torna mai più in questo mondo.
7. Gli esseri viventi, nel mondo delle condizioni, sono Miei frammenti eterni. Ma sentendosi condizionati lottano duramente contro i sei sensi, tra cui la mente.
8. Come l'aria trasporta gli odori, l'essere vivente, nel mondo materiale, porta con sé, da un corpo all'altro, le sue diverse concezioni di vita. 9. Ogni volta che si riveste di un nuovo corpo grossolano, l'essere vivente ottiene una particolare complessione di sensi, udito, vista, tatto, gusto e olfatto, che gravitano intorno alla mente. Egli gode così di una determinata gamma di oggetti dei sensi.
10. Gli sciocchi non riescono a concepire come l'essere vivente lasci il corpo o di quale tipo di corpo dovrà rivestirsi sotto le tre influenze della natura materiale. Ma colui che ha gli occhi illuminati dalla conoscenza può vedere tutto questo.
11. Lo yogi che possieda chiarezza spirituale vede tutto ciò direttamente. Ma coloro che non comprendono, sebbene si sforzino, non riescono a cogliere la verità.
12. Lo splendore del sole che dissipa le tenebre dell'universo emana da Me. E anche lo splendore della luna e lo splendore del fuoco emanano da Me.
13. Entro in tutti i pianeti, e con la Mia energia li mantengo nella loro orbita. Io divento la luna e fornisco così la linfa vitale ai vegetali.
14. In ogni corpo animato sono il fuoco della digestione e l'aria vitale, inspirata ed espirata. Assimilo così i quattro tipi di alimenti.
15. Sono nel cuore di ogni essere e da Me viene il ricordo, la conoscenza e l'oblio. Il fine di tutti i Veda è quello di conoscermi; in verità, io sono Colui che ha composto il Vedanta, e Io sono Colui che conosce i Veda.
16. Due sono le condizioni dell'essere in questo mondo: una corruttibile e una incorruttibile. Il primo è corrisponde alle creature, l'altro ne è l'essenza immutabile.
17. Ma oltre a questi esseri c'è il più grande di tutti gli esseri, il Signore in Persona, che penetra nei mondi e li sostiene.
18. Poiché io sono oltre ciò che è corruttibile e incorruttibile, il mondo e i Veda mi glorificano come la Persona Suprema.
19. Colui che mi conosce come l'Essere unico, la Persona Suprema, e non ha dubbi, conosce tutto.
20. Ciò che ti rivelo ora, o Arjuna senza peccato, è la parte più segreta delle Scritture vediche. Colui che la comprende diventa saggio e i suoi sforzi lo condurranno alla perfezione.

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