XIII. Il Campo e il Conoscitore del Campo

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

1. Arjuna disse: Vorrei sapere che cosa sono il campo e il conoscitore del campo, la conoscenza e l'oggetto della conoscenza. Il Signore Beato disse: il corpo, o figlio di Kunti, si chiama campo, e colui che conosce il corpo è il conoscitore del campo.
2. Sappi, o discendente di Bharata, che io sono il conoscitore del campo di tutti i campi. E conoscere il corpo e il proprietario del corpo costituisce la conoscenza.
3. Ascolta ora, ti prego. Ti descriverò brevemente il campo, com'è costituito, le sue trasformazioni, la sua fonte, il conoscitore di questo campo e il suo potere.
4. Questa conoscenza, del campo e del suo conoscitore, è stata esposta da molti saggi in diverse Scritture e Inni, specialmente nel Vedantasutra, dove cause ed effetti sono presentati con piena logica.
5-6. I cinque grandi elementi, il senso dell'io, l'intelligenza, il non-manifestato, i dieci organi dei sensi, la mente e i cinque oggetti dei sensi sono, in breve, il campo. Il desiderio e l'avversione, la gioia e il dolore, i fatti della vita e le convinzioni sono il risultato delle interazioni degli elementi che costituiscono il campo.
7-11. L'umiltà, la modestia, la non-violenza, la tolleranza, la semplicità, l'atto di avvicinare un maestro spirituale autentico, la purezza, la costanza e il controllo del sé; la rinuncia agli oggetti del piacere dei sensi, la liberazione dall'ego e la comprensione dei fenomeni di nascita, malattia, vecchiaia e morte; il distacco dalla moglie, dai figli, dalla casa e da ciò che li riguarda, l'equanimità in ogni situazione, piacevole o dolorosa; la devozione pura e costante per Me, la ricerca di luoghi solitari e il distacco dalla folla, la ricerca filosofica della realizzazione spirituale e l'intuizione della Verità, queste forme sono la conoscenza, e l'ignoranza è tutto ciò che gli è contrario.
12. Ti spiegherò ora l'oggetto del sapere, e questa conoscenza ti farà gustare l'eterno. L'Essere Supremo è Brahman, è senza inizio e di esso si dice che non è esistente né non esistente.
13. Ovunque sono le Sue mani e le Sue gambe, i Suoi occhi e i Suoi volti, e niente sfugge al Suo udito. Cosi, presente ovunque, è l'Anima suprema.
14. E' la fonte originale dei sensi di tutti gli esseri, tuttavia è privo di sensi. Mantiene tutti gli esseri, ma rimane distaccato da tutti. Trascende i mutamenti della natura materiale e allo stesso tempo è il signore dei mutamenti.
15. E' all'interno e all'esterno, in ciò che è mobile e in ciò che è immobile. Infinitamente lontano, è anche molto vicino.
16. Sebbene sembri diviso, L'Essere Supremo rimane indivisibile, Uno. Sebbene sostenga tutti gli esseri, sappi che è Quello che li distrugge e li fa sviluppare.
17. E' l'origine della luce in tutto ciò che è luminoso; è al di là delle tenebre della materia ed è non-manifesto; è il soggetto e l'oggetto della conoscenza e la conoscenza stessa; è situato nel cuore di ogni essere.
18. Così ti ho brevemente descritto il campo, il soggetto e l'oggetto della conoscenza. Chi mi è devoto, una volta compreso questo, assume la mia natura.
19. Sappi che la natura materiale, così come gli esseri individuali, non ha inizio. I mutamenti e le influenze della materia sono prodotti dalla natura incosciente.
20. La natura è considerata la causa di tutte le azioni materiali e delle loro conseguenze, mentre l'essere individuale è la causa dei piaceri e delle sofferenze che incontra in questo mondo.
21. Così l'essere individuale segue, nella natura materiale, diversi modi di vita e assiste ai mutamenti della natura materiale. Ciò è dovuto al contatto con questa natura. Incontra allora piaceri e sofferenze legati ai corpi.
22. Ma nel corpo c'è un altro beneficiario, che trascende la materia; è il Testimone, colui che accorda, sostiene, origina e conosce. Questi è il Signore, il supremo Sé.
23. Colui che comprende la natura materiale, l'essere vivente e l'interazione delle influenze della natura, raggiungerà certamente la liberazione. Qualunque sia la sua condizione attuale, non rinascerà mai più in questo mondo.
24. Alcuni percepiscono l'Atman attraverso la meditazione, altri coltivando la conoscenza, altri ancora con l'azione non interessata.
25. Ci sono poi quelli che s'impegnano nell'adorazione del Signore Supremo dopo aver sentito parlare di Lui, sebbene siano poco istruiti nella conoscenza spirituale. Ascoltando con attenzione gli insegnamenti, trascendono anch'essi il ciclo di nascite e morti.
26. O migliore dei Bharata, tutto ciò che esiste, mobile o immobile, deriva solo dall'unione del campo col conoscitore di questo campo.
27. Colui che vede come l'Anima Suprema accompagna l'anima individuale in tutti i corpi e comprende che mai né l'Una né l'altra periscono, vede veramente.
28. Colui che vede in tutte le creature il Signore supremo, ovunque lo stesso, sebbene le forme periscano, giunge allo scopo supremo e assoluto.
29. Colui che riesce a vedere che è il corpo, nato dalla natura materiale, a compiere ogni azione, mentre l'Atman non agisce mai, vede realmente.
30. Quando l'uomo intelligente smette di vedere in termini di identità molteplici, dovute a corpi differenti, raggiunge la visione del Brahman. Allora, ovunque, egli vede solo l'anima spirituale.
31. Coloro che hanno la visione dell'eternità possono vedere che l'anima è spirituale, eterna e al di là dei mutamenti della natura materiale. Sebbene situata nel corpo materiale, l'anima non agisce mai e non è legata, o Arjuna.
32. Come l'etere non può, per la sua natura sottile, mischiarsi a niente, sebbene sia esteso ovunque, così l'anima, che è della stessa sostanza del Brahman, non subisce affezioni, sebbene sia situata nel corpo.
33. O discendente di Bharata, come il sole illumina da solo tutto l'universo, così il Signore del campo illumina l'intero campo.
34. Colui che vede alla luce della conoscenza la differenza tra il campo e il conoscitore del campo, raggiunge lo scopo supremo.

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