XII. La Devozione

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

1. Arjuna disse: Tra chi Ti adora col servizio di devozione e chi dedica il culto al Brahman impersonale, al non-manifestato, chi è più perfetto?
2. Il Signore Beato disse: Colui che fissa la mente sulla Mia forma personale e, colmo di una fede ardente, s'impegna sempre nella Mia adorazione, è unito a Me in modo perfetto.
3-4. Quanto a coloro che si votano completamente al non-manifestato, indefinito, inconcepibile ai sensi, onnipresente, fisso, immutabile, controllando i sensi, mostrandosi equanimi verso tutti e operando per il bene universale, certamente Mi realizzano.
5. Per coloro che hanno la mente attratta dal non-manifestato, dall'aspetto impersonale dell'Assoluto, il progresso sarà molto faticoso. Avanzare su questa via è sempre difficile per l'essere incarnato.
6-7. Per colui che Mi adora e abbandona a Me tutte le sue attività, dedicandosi esclusivamente a Me, assorto nel servizio di devozione e meditando costantemente su di Me, con la mente fissa in Me, o figlio di Pritha, io sono il liberatore che lo sottrarrà presto all'oceano di nascite e morti.
8. Fissa la tua mente in Me e impegna in Me tutta la tua intelligenza. Così, senza dubbio, vivrai sempre in Me.
9. Mio caro Arjuna, conquistatore delle ricchezze, se non riesci a fissare in Me la tua mente senza deviare, osserva allora i principi regolatori dello yoga.
10. Se non puoi sottometterti ai principi regolatori dello yoga, cerca di dedicare a Me le tue opere, poiché agendo per Me raggiungerai la perfezione.
11. Tuttavia, se non puoi agire in questa coscienza, sforzati allora di rinunciare ai frutti delle tue azioni e diventa consapevole della natura spirituale.
12. Superiore alla conoscenza, tuttavia, è la meditazione, e superiore alla meditazione è la rinuncia ai frutti dell'azione, perché con questa rinuncia si può ottenere la pace della mente.
13-14. Colui che non è ostile verso nessuno, ma si comporta con tutti come un amico benevolo, che è libero dall'ego, che rimane equanime nella gioia come nel dolore, che è pronto al perdono ed è sempre soddisfatto, che s'impegna nel servizio devozionale con determinazione e che ha la mente e l'intelligenza rivolte a Me, Mi è molto caro.
15. Colui che non è mai causa di agitazione per gli altri e che a sua volta non è mai agitato, che non è turbato né dalle gioie né dai dolori, Mi è molto caro.
16. Colui che non dipende dal corso degli eventi materiali, che è puro, indifferente e libero da ogni ansietà e sofferenza, che non aspira al frutto delle sue azioni e Mi è devoto, Mi è molto caro.
17. Colui che non è soggetto alla gioia né al dolore, che non si addolora né desidera, che rinuncia a ciò che è favorevole come a ciò che è sfavorevole e che Mi è devoto, Mi è molto caro.
18-19. Colui che è uguale con l'amico e col nemico, così come davanti all'onore e al disonore, al caldo e al freddo, alla gioia e al dolore, all'elogio e al biasimo, ed è sempre libero da ogni impurità, silenzioso, soddisfatto di tutto, incurante della dimora, concentrato nella conoscenza e impegnato nel Mio servizio devozionale, Mi è molto caro.
20. Colui che si impegna completamente e con fede nella via del servizio di devozione, facendo di Me il fine ultimo, Mi è infinitamente caro.

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