La Fortuna
- N.10
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"La vacca è vostra madre. Voi bevete
il suo latte e perciò essa diventa vostra madre", dice Krishna
nel Bhagavatham.
La visione della Fortuna rimanda tradizionalemnte
ai legami di causa ed effetto che diventano legami di filiazione e di
apparentamento con il mondo naturale e soprannaturale da cui traiamo
nutrimento e benessere e a cui siamo legati da un rapporto di dipendenza
e reciprocità, non necessariamente simmetrico. Il legame simbolico
ed ecologico con la natura-madre, rappresentata dalla sacralità della
vacca, è la chiave per conquistare la fortuna e il benessere che
desideriamo.
L'abbondanza è la visione che caratterizza
lo sguardo del mistico che medita la generosità di Dio, la Sua
benevolenza. La protezione incondizionata, una sorta di assicurazione
permanente e onnicomprensiva, è destinata a colui che ricerca
con devozione e umiltà di conoscere il Vero e il Divino in questa
vita, garantisce Krishna ad Arjuna. L'azione dell'uomo deve perciò seguire
la fortuna, il ciclo degli eventi e delle stagioni della vita, osservando
il suo compito nella rete dei legami tra i viventi e tra i viventi e
il Divino; non nuocere, non ferire, non uccidere. Destinare i frutti
delle proprie azioni al Supremo, senza mai pensare al proprio guadagno,
presente o futuro. La fortuna ama coloro che sono fiduciosi e agiscono
con rispetto e rettitudine verso le creature e con dedizione verso il
divino. A tutti costoro è concesso ottenere ogni cosa necessitano
e raggiungere gli obiettivi che hanno perseguito.
Il decimo arcano è normalmente associato all'alternarsi delle
vicende terrene. Richiama numericamente il Sole e i pianeti dell'orbita,
quindi il posto dell'Io nell'ordine interiore. Esprime perciò un
valore positivo e armonico, perchè predice la realizzazione dei
desideri e la soluzione dei problemi grazie a un destino favorevole e
sincronico.
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