Soundarya Lahari, Versi 1 - 20

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.

Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

Ananda Lahari
L’onda della beatitudine



1
Shivah shakthya yukto yadi bhavati shaktah prabhavitum
Na chedevam devo na khalu kusalah spanditumapi;
Atas tvam aradhyam Hari-Hara-Virinchadibhir api
Pranantum stotum vaa katham akrta-punyah prabhavati

 

Il Signore Shiva poté creare questo mondo grazie alla Shakti,

senza di Essa nulla potrebbe muoversi,  e come potrebbe dunque colui che non ha meriti

cantare le tue lodi ed essere adatto a ricevere la grazia della devozione,

oh mia Dea, venerata nella triplice forma.


2
Taniyamsam pamsum tava carana-pankeruha-bhavam
Virincih sanchinvan virachayati lokan avikalam;
Vahaty evam Shaurih katham api sahasrena shirasaam
Harah samksudy’ainam bhajati bhajati bhasito’ddhalama-vidhim.


Brahma, il creatore delle origini, raccolse un grano di polvere dai tuoi piedi e ne fece questo mondo,

il grande Adisesha dalle mille teste raccolse un grano di polvere dai tuoi piedi con grande fatica,

ne prese Rudra il Signore e lo trasformò nelle sacre ceneri con cui si asperse.

 

3

Avidyanam antas-timira-mihira-dweeppa-nagari
Jadanam chaitanya-stabaka-makaranda-sruti jhari
Daridranam cinta-mani-gunanika janma-jaladhau
Nimadhanam damshtra mura-ripu-varahasya bhavati.


La polvere sotto i tuoi piedi, o grande Dea, è il sole nascente, per essa l’oscurità è dissolta dalla mente,

è il miele che sgorga dal calice del fiore della vita, è la pietra filosofale trovata dal più povero degli uomini,

è la zanna del cinghile Varaha, che fece emergere la terra dall'abisso, per  salvare coloro che annegavano nell’oceano della vita.


4
Tvad anyah paanibhyam abhaya-varado daivataganah
Tvam eka n’aivasi prakatita-var’abhityabhinaya;
Bhayat tratum datum phalam api cha vancha samadhikam
Saranye lokanam tava hi charanaveva nipunav.


Oh Rifugio del mondo, sebbene tutti gli dei offrano protezione e benefici

solo Tu, oh Madre, conferisci benedizioni e doni superiori ai desideri

e l'adorazione dei tuoi piedi benedetti può da sola cancellare la paura e accordare prodigi impensabili.


5
Haris tvam aradhya pranata-jana-saubhagya-jananim
Pura nari bhutva Pura-ripum api ksobham anayat;
Smaro’pi tvam natva rati-nayana-lehyena vapusha
Muninam apyantah prabhavati hi mohaya mahatam.


Oh adorata da Vishnu, che prese forma di donna per conquistare il distruttore delle tre città,

anche il Signore dell’amore, Manmatha, dopo averti adorata, creò la passione,

e la propagò anche nella mente dei più saggi, prendendo ispirazione dagli occhi dell'amata Rathi.


6
Dhanun paushpam maurvi madhu-kara-mayi pancha visikha
Vasantaha samanto Malaya-marud ayodhana-rathah;
Tatha’py ekah sarvam Himagiri-suthe kam api kripaam
Apangat te labdhva jagadidam Anango vijayate


Oh figlia delle montagne di ghiaccio, grazie al tuo sguardo l'amore vince il mondo

con il suo arco di fiori e di api, con cinque frecce fiorite,

la primavera guiderà il suo carro sospinto dal vento dal sud.


7
Kvanat-kanchi-dama kari-kalabha-kumbha-stana-nata
Pariksheena madhye parinata-sarachandra-vadana;
Dhanur banan pasam srinim api dadhana karatalaii
Purastad astam noh Pura-mathitur aho-purushika.


Vieni a noi e rivelati, Dea bellissima, adorna della cinta d’oro,

dai campanellini trillanti e dai seni rotondi e prosperosi,

bella e sottile come la luna autunnale, con l'arco e le frecce, il pungolo e il cappio,

amata dal gran Dio che distrusse le città dei demoni.


8
Sudha-sindhor madhye sura-vitapi-vati parivrte
Mani-dweepe nipo’pavana-vathi chintamani-grhe;
Shivaakare manche Parama-Shiva-paryanka-nilayam
Bhajanti tvam dhanyah katichana chid-ananda-laharim.


Nell’oceano del nettare, nell’isola delle gemme,

circondata da alberi di doni, nel giardino delle delizie

nella casa del pensiero adamantino, è seduta in grembo al grande Shiva

colei che è onda di coscienza e beatitudine, la verità venerata dai più santi tra i santi.


9

Mahim muladhare kamapi manipure huthavaham
Sthitham svadhistane hridi marutamakasam upari;
Mano’pi bhruu-madhye sakalamapi bhittva kula-patham
Sahasrare padme saha rahasi patyaa viharase.

 

O mia Dea, che col tuo consorte risiedi nel loto dai mille petali,

laddove si giunge per la via sottile, oltre il potere della terra in Muladhara,

oltre il potere dell’acqua che risiede in Manipura, e il fuoco  in Swadhishtana,

oltre lo spazio racchiuso tra le sopracciglia.


10
Sudha-dhara-sarais carana-yugalanta vigalitaih
Prapancham sinchanti punarapi ras’amnaya-mahasah;
Avapya svam bhumim bhujaga-nibham adhyusta-valayam
Svam atmanam krtva svapishi kulakunde kuharini


O Gloriosa che riempi le vene e i canali della vita del nettare che discende dai tuoi piedi

come raggi di luna, da tali altezze superiori ritorni ad avvolgerti serpentina,

per assopirti ancora nel tuo antro, alla radice del Muladhara


11
Chaturbhih shri-kantaih shiva-yuvatibhih panchabhir api
Prabhinnabhih sambhor navabhir api mula-prakrthibhih;
Chatus-chatvarimsad vasu-dala-kalasra-trivalaya-
Tri-rekhabhih sardham tava sarana-konah parinatah


O Suprema sovrana!  La tua reggia è formata da quarantaquattro angoli,

nove triangoli, quattro di Shiva, cinque dei tuoi poteri,

tre linee successive che racchiudono otto e sedici petali,

che ne completano il disegno attorno al centro.



12
Tvadiyam saundaryam Tuhina-giri-kanye tulayitum
Kavindrah kalpante katham api Virinchi-prabhrutayah;
Yadaloka’utsukyad amara-lalana yanti manasa
Tapobhir dus-prapam api girisa-sayujya-padavim.


Oh figlia delle montagne ghiacciate, anche il più divino tra i poeti non può descrivere la tua bellezza,

e per vedere la tua forma amata, le belle vergini celesti cercano la grazia di Shiva, difficile da ottenere,

e compiono per lui sacrifici e penitenze per disciplinare la mente.


13
Naram varshiyamsam nayana virasam narmasu jadam,
Thava panga loke pathitha manudhavanthi sathasa
Gala dweni bhandha kuch kalasa visthrutha sichaya
Hatath thrudyath kanchyho vigalidha dhukoola yuva thaya.


Centinaia di giovani donne, scarmigliate, col seno scoperto, le cinte aperte in fretta,

il sari caduto dalle spalle, rincorrono gli uomini che hanno ricevuto un tuo sguardo

anche quelli ormai troppo vecchi, i brutti e quelli disinteressanti all’amore.


14
Ksitau sat-panchasad dvi-samadhika-panchasadudake
Hutase dva-sastis chatur-adhika-panchasad anile;
Divi dvih-shatrimsan manasi cha chatuh-sashtir iti ye
Mayukhastesham athyupari tava padambuja yugam.


I tuoi santi piedi poggiano all'apice dei centri,

al di sopra  dei cinquantasei raggi (Muladhara),

oltre  i cinquantadue raggi (Manipura),

oltre i sessantadue raggi (Swadhishtana),

oltre i cinquantaquattro raggi, (Anahatha),

oltre i settantadue due raggi (Visuddhi),

e oltre i sessantaquattro raggi(Ajna).


15
Saraj-jyotsna-shuddham sasi-yuta-jata-juta-makutam
Vara-traasa-traana-sphatika-ghutika-pustaka karaam;
Sakrn na thva nathva katham iva sathaam sannidadhate
Madhu-kshira-drakhsa-madhurima-dhurinah phanitayah.


Parole più dolci del miele, del latte e dell’uva attraversano il pensiero del devoto

che abbia meditato una sola volta sul tuo volto, bello come la luna d’autunno,

sul tuo capo coronato e i capelli fluenti, sulle tue mani cariche di doni

e generose di protezione, con cui tieni il libro e il rosario di cristallo.


16
Kavindranam chetah-kamala-vana-baal’atapa-ruchim
Bhajante ye santah katichid arunameva bhavatim;
Virinchi-preyasyas tarunatara sringara-lahari-
Gabhirabhi vagbhir vidadhati satam ranjanamami.


O Purpurea, come il sole all'alba schiude i fiori di loto,

e illumina  la mente del poeta con parole profonde,

le parole di coloro che ti adorano fluiscono come onde di giovanile passione

oh sapiente Saraswati, amata da Brahma.


17
Savitribhir vacham Chasi-mani-sila-bhanga-rucibhir
Vasiny’adyabhis tvam saha janani samchintayati yah;
Sa karta kavyanam bhavati mahatam bhangi-rucibhih
Vacobhi vagdevi-vadana-kamal’amoda madhuraii.


Colui che ti adora, Madre, origine prima del linguaggio, tu che sei la fama,

diviene autore di grandi opere poetiche,

al pari di coloro che scrissero i grandi cicli epici antichi,

e le sue parole saranno fragranti come il tuo volto.


18

Thanuschayabhi sthe tharuna-tharuni –srisarinibhi
Divam sarva-murvi-marunimani magnam smaranthi ya
Bhavanthasya thrasya-dhwana-harina shaleena nayana
Sahervasya vasya kathikathi na geervana Ganika.

 

Colui che medita la tua forma luminosa

inondare di porpora il cielo e la terra, come il sole nascente al mattino

avrà vergini celesti, dagli occhi di cerbiatto, catturate dal suo potere.


19
Mukham bindun kruthva kucha yuga mada sthasya thadha dho
Harardha dhyayedhyo haramamahishi the manmathakalam
Sa sadhya samkshebham nayathi vanitha inyathiladhu
Thrilokimapyasu bramayathi ravindu sthana yugam.

 

Colui che medita sul tuo volto, come il punto superiore,

che domina il seno e il ventre, otterrà facilmente il favore delle donne

e conquisterà i tre mondi, che sono nutriti al seno dal sole e dalla luna.


20
Kirantim angebhyah kirana-nikurumba’mrta-rasam
Hrdi tvam adhatte hima-kara-sila murthimiva yah;
Sa sarpanam darpam samayati sakuntadhipa iva
Jvara-plustan drshtya sukhayati sudhadhara-siraya.

 

Colui che medita su di te che emani nettare da ogni arto,

candida come statua scolpita in pietra di luna

con un solo sguardo può domare i serpenti e curare le febbri,

come si curano con i medicinali.