Rg Veda XC 10, Purusha Suktam

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Testi del Vedanta, dello Yoga e della tradizione Hindu.


Dal 2001 Visionaire.org è scritto, illustrato, pubblicato da Beatrice Polidori (Udai Nath) ©

Om taccham yoravrini mahe
gaatum yajnaya
gaatum yajnapataye
daivi svastirastu naha
svastir maanushebhyaha
urdhvam jigatu bheshajam
sham no astu dvipade
sham chatushpade
Om shantih shantih shantihi

Adoriamo e preghiamo il Signore per il bene di tutti gli esseri. Che tutte le sofferenze e le carenze ci siano sollevate e che si canti per il Signore durante le cerimonie del fuoco. Che le erbe medicinali abbiano effetti potenti e possano curare ogni malattia. Che Dio faccia piovere pace su di noi. Siano felici tutti i bipedi, siano felici tutti i quadrupedi. Sia pace nel cuore di tutti gli esseri in tutti i mondi.

Sahasra Sheershaa Purushah: Sahasraakshas Sahasrapaath
Sabhoomim Visvatho Vruthvaa Athyathishta Dhasaangulam

La Persona universale, il Purusha, ha mille teste, ha mille occhi e mille piedi. Si estende sulla terra in tutte le direzioni e oltre, senza inizio e senza fine.

Purusha Ye’ve’dhagum Sarvam Yath Bhootham Yascha Bowyam
Uthamru Thathvath Esaanah: Yadhannenaathi Rohathi

Il Purusha, la Persona, è tutto ciò che è stato nel passato, è tutto ciò che verrà e tutto quello che esiste nel presente. Egli è signore dell’immortalità, col cibo si accresce e si innalza al di là di esso.

Ethaa Vaanasya Mahimaa Athojyaa Yaaguscha Poorushah
Paadhosya Visvaa Bhoothaani Thripaadhasyaa Mruthandhivi

In ogni cosa che vediamo è la grandezza del Purusha, della Persona cosmica, che tutto questo supera ampiamente. Tutte le creature dell’universo sono solo un quarto della sua complessità, e i restanti tre quarti sono gli immortali che abitano i cieli.

Thripdoorthva Udhaith Purushah: Paathos -e’haabhavaath Punah
Thatho Vishvang Vyakraamath Saasanaana Sane Abhi

Tre quarti della Persona sono posti al di là dell’universo. Solo un quarto di Lui appare sempre sulla terra. Dunque, poiché si estende in tutte le direzioni, appare agli esseri che si nutrono di cibo, così come alle creature che non si nutrono di cibo, sulla terra.

Thasmaadh viraadajaayatha Viraajo Adhipoorushah:
Sajaatho Athyarikshatha Pascaadhbhoomim -athopuraha

Da lui nacque il luminoso grembo universale, e quindi nacque il Purusha primitivo (il creatore), colui che si diffuse in ogni dove e quindi creò la terra e poi i corpi di tutti gli esseri.

Yath purushena Havishaa Dhevaayakyamath anvatha
Vasanthoasya Aseethaajyam Greeshma Idhmas Saradhdhavihi

Quando gli Dei officiarono il rito sacrificale, lo stesso Purusha fu l’oblazione, la primavera il burro chiarificato, l’estate la legna per il fuoco e l’autunno l’offerta.

Sapthaasyaasan Pari dhayah: Thrissabtha Samidhah Krithaah
Dhevaayath Yagnyamthan Vaanaah: Abhathnan Purusham Pasum

I sette metri poetici racchiudevano il fuoco sacrificale, i ventuno principi filosofici ardevano come legna per il fuoco e gli Dei officiavano il rito, legando il Purusha come la bestia sacrificale.

Tham Yagnyam Bharhishi Prowkshan Purusham Jaathamagrathah
Thena Devaa Ayajantha Saadhyaa Rushayaschaye

Spruzzarono d’acqua il Purusha, sacrificato nel fuoco, colui che era il Primo nato: con Lui i Deva sacrificarono, insieme ai Saadhya e ai saggi convenuti.

Thasmaath Yagnyaath Sarvahuthah: Sambrutham Brushadhaajyam
Pasoogusthaagus Chakre Vaayavyaan Aaranyan graamya -aschaye

Dall’offerta del sacrificio universale, raccolsero il grasso colato, e da esso furono creati gli uccelli dell’aria, le belve della foresta e i gli animali domestici.

Thasmaath Yagnyath sarvahuthah: Ruchassaamaani Jaggire
Chandaagumsi Jaggire Thasmaath Yajusthasmaath ajaayatha

Dall’offerta del sacrificio universale vennero i versi del Rg Veda e le melodie del Sama Veda, la poesia e la magia, e le formule sacrificali dello Yajur Veda.

Thasmaadhasvaa Ajayantha Yekecho Bhayaadhathah
Ghavoha Jaggire Thasmaath Thasmaath jaathaa ajaavayah

Da questo sacrificio nacquero i cavalli e gli esseri che hanno denti allineati e quelli che hanno file di denti diseguali, nacquero i bovini, nacquero le pecore e nacquero così le capre.

Yath Prusham Vyadhadhuhu Kathidhaavya kalpayan
Mukamkimasya Kowbhahoo Kaa Vooroo Paadhaa uchyethe

Ma quando il Purusha fu sacrificato, cosa ne fu della sua faccia, delle sue mani, delle sue gambe e dei suoi piedi?

Brhaahmanosya Mukmaaseeth Bhaahoo Raajanyakruthah
Uruthathasya Yadhvaisyah: Pathbyaagum Soodhro Ajaayatha

Dalla sua bocca si generarono i bramini, dalle sue braccia i re e i guerrieri, dalle gambe i mercanti e i contadini e i suoi piedi furono i servitori e i braccianti.

Chandramaa Manso Jaathah: Chakchos Sooryo Ajaayatha
Muka -adinthrascha -agnischa Praanaath Vaayurajaayatha

La sua mente fu la luna e l’occhio fu il sole, dalla sua bocca vennero Indra e Agni, e dal suo respiro emerse Vaayu, il vento.

Naabhyaa Aaseetha -anthariksham Seershnodhyows Samavarthatha
Pathbhyaam Bhoomir Dhisasrothraath – Thathaa Loghagum Akalpayan

Dal suo ombelico emanò la volta celeste, dalla nuca il paradiso, dai suoi piedi venne la terra, e le quattro direzioni si crearono dai suoi orecchi. Così il mondo fu creato.

Vedhaahametham Purusham Mahaantham – Aadhithyavarnam Thamasasthu Paare
Sarvaani Roopaani Vichithya dheerah: Naamaanikruthvaa – Abhivadhan Yathaasthe

Il Purusha è l’origine di tutte le forme e l’oggetto di tutti i nomi. Sono suoi tutti i poteri, Egli è al di là della tenebra, luminoso come il Sole, Egli è l’agente di tutte le azioni.

Dhaathaa Purasthaath Yamuthaajahaara – Sakrapravidhvaan Prathisaschathasrah
Thamevam Vidhvaanamrutha Iha Bhavathi – Naanyapanthaa Ayanaayavidhyathe

Colui che comprende il Purusha, che il Creatore riconosceva nato prima di se stesso, quello che è veduto da Indra nelle quattro direzioni, ottiene la Liberazione in questa stessa vita.

Yaggnena Yaguamayajantha dhevaah: – Thaani Dharmaani Prathamaanyasan
Thehanakam Mahimaanassajanthe – Yathra Poorve Saadhyassanthi Devaah

Gli Dei dunque adorarono il Purusha col sacrificio, e il sacrificio fu il primo Dharma. Coloro che osservano questo sacrificio otterranno di dimorare tra gli Dei, i Saadhya e i saggi nell’ottavo cielo.

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