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Libri per approfondire.
Libri su India, Induismo,
Filosofia, Religione e Spiritualità orientali, Yoga e
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In vetrina:
Bhishma.
Vivere e morire secondo il Mahabharata Bharati Swami
Veda, Mimesis
Nel più vasto poema epico dell'umanità, il "Mahabharata",
la figura del condottiero Bhishma occupa un posto centrale.
I suoi insegnamenti descrivono una filosofia in azione
applicabile, anche e soprattutto oggi, ai diversi casi della
vita. Coraggioso, leale, memore dell'aspetto spirituale di
ogni azione, Bhishma combatte con equanimità e distacco,
consapevole che il più grande campo di battaglia è nascosto
nella propria mente. In questo libro dallo stile agile,
ricco di aneddoti e dialoghi, Swami Veda Bharati apre al
lettore lo scrigno del Mahabharata e rende possibile
ammirare il tesoro di una saggezza senza tempo in cui lo
straordinario Bhishma risplende, nella vita come nella
morte. In appendice compare la traduzione dal sanscrito del
"Re degli Inni", una composizione poetica inclusa nel sesto
libro del Mahabharata, che raccoglie gli insegnamenti di
Bhishma morente.
Mahabharata.
Vol. 1: La battaglia di Kurukshetra.
Lidchi Grassi Maggi, Crisalide
Induismo. Vol. 4: I testi della tradizione. Il
Mahàbhàrata.
Poli Flavio, ESD-Edizioni Studio Domenicano
Mahabharata
Mursia (Gruppo Editoriale)
La storia della poesia. Vol. 4: Gli altari della parola.
Poesia
orientale
vedica. Inni e Mahabharata. Lo Bue Salvatore,
Franco Angeli
ll
mahabharata raccontato da una bambina. Vol. 1 Arni
Samhita, Adelphi
A quattro anni Samhita
Arni imparò a leggere e si trovò fra le mani alcune tra le
innumerevoli versioni del "Mahabharata", l'immenso epos i
cui personaggi sono da secoli noti a tutti gli indiani come
gli eroi dell'"Iliade" e dell' "Odissea" presso di noi. A
sette anni era talmente appassionata di quelle storie che
iniziò a dettarne una sua versione alla nonna, rovesciando
il normale corso delle cose. Nel frattempo aveva anche
cominciato a illustrare il suo racconto.
Il
Mahabharata raccontato da una bambina. Vol. 2 Arni
Samhita, Adelphi
Dopo aver portato a
compimento la prima parte del Mahabharata - pubblicato in
questa stessa collana nel 2002 - Samhita Arni, la nostra
narratrice dodicenne, si concede un meritato riposo. Poi,
ritemprata dal breve intervallo, si rimette all'opera e nel
giro di quattro mesi completa il testo, corredandolo di
nuove illustrazioni. Samhita riprende là dove si era
interrotta, cioè dall'esilio dei Pandava, concentrandosi sul
tema dominante di questa seconda parte, la guerra, che nella
sua epica futilità sembra pervadere ogni pagina.
Il tamburo di Shiva. La tradizione musicale dell'India
del nord Daniélou
Alain,
Casadeilibri I miti, la teoria, gli
strumenti e i protagonisti della scena musicale indiana sono
raccolti in questa sintetica e avvincente introduzione alla
musica dell’India del Nord scritta dal più grande
specialista del ’900 e tradotta e pubblicata in italiano in
occasione del centenario della sua nascita.
La via del labirinto. Ricordi d'Oriente e d'Occidente Daniélou
Alain, Casadeilibri Le memorie di
Alain Daniélou, proposte in versione integrale, sono forse
la migliore testimonanza di un uomo che, al di là delle
opere che ci ha lasciato, si era consacrato completamente
all’arte di vivere. Oltre alle avventure e ai resoconti di
viaggio, il lettore troverà in queste pagine delle
importanti riflessioni sul rapporto tra Oriente e Occidente
e sul destino del nostro mondo, che egli osservava da un
punto di vista d’eccezione, senza mai giocare a fare il
profeta o il guru: “D’altronde - scrive un Daniélou ormai
ottantenne - la mia barba si rifiuta di crescere”.
I
quattro sensi della vita e la struttura dell'India
tradizionale
Daniélou Alain, Neri Pozza
In questa
introduzione alla civiltà indiana, Alain Daniélou chiarisce
i punti salienti della storia dell'induismo. Il titolo "I
quattro sensi della vita" allude ai quattro sensi che,
nell'induismo, devono essere pienamente realizzati
dall'individuo se intende raggiungere lo scopo finale e
supremo, la liberazione dalla finitezza, dalla catena delle
rinascite, dalla sofferenza e dal dolore. I quattro sensi in
questione sono: Dharma, la realizzazione di sé sul piano
morale; Artha, la realizzazione di sé sul piano materiale;
Kama, la realizzazione di sé sul piano sensuale; Moksha, la
realizzazione di sé sul piano spirituale.
Miti
e dèi dell'India Daniélou Alain, BUR Biblioteca
Univ. Rizzoli
Yoga, metodo di reintegrazione Daniélou Alain,
Astrolabio Ubaldini
Autobiografia di uno yogi Paramhansa Yogananda
Swami, Astrolabio Ubaldini
Upanisad antiche e medie a cura di
P. Filippani Ronconi
Bollati Boringhieri
Poche opere
riflettono come le Upanisad la religione e la cultura di
un'intera civiltà. In questi scritti l'India ha
riversato l'essenza del suo pensiero: insegnamenti
segreti, comunicabili non nel consesso urbano, bensì in
dialoghi pacati nella quiete delle selve. Le Upanisad
attraversano almeno quindici secoli dal sesto prima di
Cristo all'ottavo dell'era attuale. Pochi sono i
capisaldi concettuali: l'identità del principio
cosciente individuale con l'Assoluto, il rifiuto della
conoscenza fondata sulle impressioni sensibili,
l'elaborazione di un percorso soteriologico.
Saggistica:
Diario
d'India
Eliade Mircea, Bollati Boringhieri
Alla fine del 1928, Mircea Eliade allora ventunenne, arriva
a Calcutta per studiare con il celebre Surendranath Dasgupta.
Vi resterà tre anni, durante i quali tiene un diario
minuzioso in cui annota episodi della vita quotidiana,
soprattutto incontri. Sfilano così una serie di personaggi:
il compagno di studi, il suo maestro Dasgupta, una
misteriosa e bellissima studiosa indu, il suo vecchio
professore di sanscrito, le adolescenti coinquiline della
pensione in cui egli abita; ma anche personaggi famosi come
Giuseppe Tucci e Tagore. Il diario, nella sua immediatezza,
rispecchia con la sua vivacità, le passioni, le aspirazioni,
le curiosità di un giovane studente che diventerà poi uno
dei massimi orientalisti della nostra epoca.
Il
mio Oriente
Schopenhauer Arthur, Adelphi Fra i
molti elementi controcorrente che resero celebre
Schopenhauer presso una ristretta cerchia di contemporanei e
contribuirono nel Novecento a trasformarlo in oggetto di
culto per una ben più folta schiera di appassionati vi è
senz'altro la lungimirante apertura nei confronti del mondo,
della cultura e della religiosità dell'Oriente, in
particolare dell'India. Alcuni, da Nietzsche a Hesse, videro
in ciò il segno di una inarrivabile libertà intellettuale:
per Schopenhauer non la Grecia, non Roma, non il
Cristianesimo rappresentano la culla e l'età dell'oro
dell'umanità - e, quindi, dell'Europa - bensì l'India, il
Brahmanesimo e il Buddhismo. Certo egli non fu il solo a
pensarlo, giacché una sorta di indomania caratterizzò
l'intera cultura romantica. Schopenhauer fu però il primo e
unico filosofo a inserire organicamente l'India in un
poderoso sistema di pensiero, facendone il cardine della sua
metafisica e della sua etica: "Buddha, Eckhart e io
insegniamo nella sostanza la stessa cosa" annotò due anni
prima della morte, consapevole di imprimere così il proprio
sigillo di verità a un'opera destinata a permanere.
L'uomo
e il suo divenire secondo il Vêdânta
Guénon René, Adelphi Fra
tutti i libri di René Guénon L’uomo e il suo divenire
secondo il Vêdânta è forse quello che più di ogni altro
mostra l’impalcatura del suo pensiero. Sottintendendo,
naturalmente, che tale pensiero non pretende di inventare
nulla, ma soltanto di esporre con la massima precisione un
pensiero che da sempre è: la Tradizione primordiale, la cui
dottrina, secondo Guénon, non traspare mai con altrettanta
precisione come nel pensiero vedantico. Ma che cos’è il
Vêdânta? Una delle sei «visioni» (darshana) che, secondo le
più antiche testimonianze indiane, ci permettono di capire
ciò che è. Tutte vere, ma ciascuna in rapporto a un certo
livello della realtà. Il più alto, che consente di inglobare
in sé ogni altro, è appunto quello del Vêdânta, «il ramo più
puramente metafisico di tali dottrine». Così si può dire che
il Vêdânta è una sorta di dottrina suprema. Nessuno ha
saputo esporla in Occidente con l’evidenza assoluta che
incontriamo in questo libro di Guénon. E nessuno ha saputo
sgombrare il campo, con gesto altrettanto autorevole, dai
numerosi, tipici equivoci occidentali intorno a tale
dottrina, considerata da tanti una filosofia o una religione
o «qualche cosa che partecipa più o meno dell’una o
dell’altra», mentre non è in verità nulla di tutto questo.
Come scrisse Daumal: «Se Guénon parla del Veda, pensa il
Veda, è il Veda». È perciò naturale che proprio in questo
libro Guénon si soffermi sugli aspetti costitutivi, sulla
composizione fondamentale dell’uomo, del mondo e della
realtà extra-cosmica – e a queste pagine occorre sempre
tornare quando Guénon, in altre opere, applica le categorie
qui delineate. L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta
apparve nel 1925.
Introduzione
generale allo studio delle dottrine indù
Guénon René, Adelphi
Con questo libro, che fu la prima delle sue
opere maggiori e apparve nel 1921, Guénon volle presentare
la sua idea della tradizione partendo da zero e da quel
luogo del pensiero, l'India, dove la tradizione si è
dispiegata nei testi con la massima evidenza. Sarebbe
difficile pensare un libro su questi temi che sia
altrettanto trasparente, che accompagni con altrettanta
diligenza il lettore in ogni passo - e infine che sfoci in
una visione altrettanto grandiosa. Dai Veda al buddhismo,
attraverso le grandi scuole, come lo Yoga e il Vedanta, che
sono poi i vari "punti di vista" dai quali la verità unica
della metafisica viene contemplata, Guénon ci fa
attraversare un immenso continente del pensiero e al tempo
stesso getta le basi di tutta la sua opera. Di questo libro
così ha scritto l'eminente indologo Alain Daniélou: "La
prima grande opera di Guénon, la sua Introduzione generale
allo studio delle dottrine indù ha, per il mondo occidentale
moderno, un'importanza storica perché in essa viene
presentato, per la prima volta, un quadro autentico di
quella concezione di una rivelazione primordiale trasmessa
attraverso le età da iniziati che appare nell'Induismo ma le
cui tracce devono inevitabilmente ritrovarsi, in forma più o
meno nascosta, in tutte le civiltà, poiché esse sono la
ragion d'essere dell'uomo".
Conoscenza
religiosa (scritti 1969-1983)
Zolla Elémire, Storia e Letteratura Elémire
Zolla (1926-2002). Nato a Torino nel 1926, saggista e
critico, professore di letteratura americana prima
all'università di Genova e poi a «La Sapienza» di Roma, fu
un pensatore anti-progressista o meglio antimodernista, si
interessò alle culture e alle religioni orientali cercando
di rintracciare sempre, sotto la superficie delle
differenze, simboli, segni e figure che avvicinassero
l'Oriente e l'Occidente. Un percorso di difficile e
controversa catalogazione che lo portò dalle origini di
anglista ad approdare alle dottrine esoteriche e mistiche in
difesa di una spiritualità, secondo il suo pensiero,
soffocata dal materialismo moderno. Recuperando i tesori
culturali di popoli vicini e lontani, scavando nel giardino
sotto casa o in territori sperduti del pianeta, egli seppe
indicarci, dopo aver liquidato le trasgressioni moderne e
post-moderne, la via di una conoscenza «giusta», insieme
ardua e luminosa. Dal 1969 al 1983, diresse una rivista,
“Conoscenza religiosa”, cui fece collaborare gli scrittori
che gli parvero sottrarsi a ciò che egli definiva «la
generale decadenza» È morto la primavera del 2002 nella sua
casa di Montepulciano, dove viveva da molti anni, fra quelle
colline senesi che considerava un «insegnamento
ininterrotto, una melodia perpetua, una scoperta
ubriacante».
Archetipi
Zolla Elémire, Marsilio
"Almeno due volte al giorno" - scrive Zolla
- "ognuno di noi conosce l'esperienza metafisica: al momento
del risveglio e quando ci si assopisce. L'esperienza
metafisica è il momento di comunione col tutto, quando
l'individuo dimentica la propria biografia, le illusioni
della storia, della propria stessa identità, della propria
decadenza, e partecipa del respiro universale".
"Rintracciare l'archetipo significa impadronirsi dei ritmi
che sottintendono l'esperienza umana, la politica, la
poesia... svelare il rapporto tra soggetto e oggetto, tra
conoscente e conosciuto."
Lo
stupore infantile Zolla Elémire, Adelphi
Punto di partenza (ma
anche
di arrivo) di questo libro è quello stato perfetto, di
primordiale stupore per il mondo, che ciascuno di noi ha
conosciuto in una fase della prima infanzia, «premessa
gloriosa e tradita dell’esistenza». Tornare ad esso
significa scoprire un immenso tesoro psichico, accedere alla
«conoscenza senza dualità», a una «filosofia spinta al di là
delle parole». Tutto ciò è implicito in culti religiosi di
ogni parte del mondo: in Occidente nella devozione per Gesù
Bambino. Molte sono le vie per ritrovare quella condizione
di stupore: anzi, si potrebbe dire che nessun percorso, per
quanto eccentrico, è escluso fin dall’inizio. E Zolla è un
maestro del vagabondaggio metafisico. Dove si (ci) condurrà
questa volta? A una meditazione sulla luce, alla natura
quale fu evocata da Goethe, ai temi dell’ascensione in
montagna, della migrazione, della «truffaldina nascita delle
nazioni moderne», della realtà virtuale. E intanto,
mescolate alle immagini e alle storie, ci sfioreranno figure
di sciamani birmani e folli bizantini, ma anche i versi di
Yeats o il suono del Flauto magico e del Parsifal.
I
Veda. Mantramanjari. Testi fondamentali della rivelazione
vedica
Panikkar Raimon, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Con la parola Veda, si
indica un corpus di letteratura religiosa fra i più antichi
dell'umanità. La varietà e complessità dei testi che ne
fanno parte, la profonda e ancora inesplorata dottrina e
l'altissimo valore spirituale della sua speculazione,
espressa con immagini di rara suggestione poetica, ne fanno
un bene prezioso e irrinunciabile per tutti gli uomini. Con
questa moderna traduzione dei passi significativi delle
Sacre Scritture degli hindu, Panikkar mette in luce la
modernità, facendone uno strumento di riflessione,
meditazione e di preghiera per il lettore contemporaneo,
nella prospettiva della percezione diretta della Realtà
universale in quella che egli ama chiamare "visione
cosmoteandrica".
Gli
inni cosmici dei Veda
Panikkar Raimon, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Questa breve antologia
costltuisce la settima e ultima parte dell'opera "I Veda",
una traduzione dei passi più significativi e pregnanti delle
Sacre Scritture degli hindù curata da Panikkar e pubblicata
in questa stessa collana. Pur indirizzata principalmente a
un uso liturgico, essa è tuttavia essenziale per comprendere
il mondo vedico, il senso di solidarietà cosmica,
fratellanza universale e unione con il divino custodito come
un tesoro segreto nel "tempio interiore" di ciascun uomo.
Alle sorgenti del Gange. Pellegrinaggio spirituale
Le Saux Henri; Baumer-Despeigne Odette; Panikkar Raimon,
Servitium Il
fascino dell'intensa esperienza spirituale di
Abhishiktananda traspare fortemente da questo libretto: due
cristiani, uno monaco e l'altro sacerdote, sono andati in
pellegrinaggio alle sorgenti del Gange. Ci sono andati nella
convinzione che stavano compiendo un atto cristiano,
o,
più precisamente, stavano realizzando in Cristo un rito
immemorabile della prima alleanza cosmica. A questo
libretto, che ha segnato e fatto sognare le generazioni di
cristiani dell'epoca conciliare, sono stati aggiunti alcuni
scritti inediti e testimonianze di due grandi amici di Le
Saux: Raimon Panikkar, compagno di viaggio verso le sorgenti
del Gange, e Odette Baumer-Despeigne, custode fedele del
Diario spirituale di Abhishiktananda, recentemente
scomparsa.
La dimora della saggezza
Panikkar Raimon, Mondadori
L'esperienza
della vita. La mistica
Panikkar Raimon, Jaca Book Il
contenuto del libro è riassunto nel titolo: la
mistica, come
esperienza integrale della Vita, è la caratteristica umana
per eccellenza. Le numerose pratiche spirituali, si chiamino
meditazione, yoga, contemplazione, vipassana, tantra, ching
o quant'altro, ci invitano tutte a concentrarci
sull'essenziale, ad essere pienamente coscienti del fatto
che siamo vivi e a vivere questa vita nella sua pienezza
senza che le distrazioni ci tentino. L'impostazione generale
del libro è decisamente interculturale e pluralistica.
Infatti la terza parte comprende i vari linguaggi (Hindu,
buddhista, cristiano e secolare), forme diverse che alludono
ad una esperienza definita ineffabile da tutti i mistici.
La nuova innocenza. Innocenza cosciente
Panikkar Raimon, Servitium Un
libro utile a riassumere quella dimensione profonda
dell'uomo, tanto dimenticata o trascurata, che è l'unica in
grado di far capire come "solo il mistico possa sopravvivere
nella società attuale, senza diventare terrorista (violento)
o cinico (menefreghista). Solo il mistico può conservare
l'integrità del suo essere, perché è in comunione con tutta
la realtà".
Pellegrino
in Asia. Opere scelte
Maraini Fosco, Mondadori II volume
intende rendere ragione della poliedrica personalità
dell'autore; presenta innanzitutto e integralmente i due
testi che costituiscono la summa dell'incontro di Maraini
con l'Asia, ovvero "Segreto Tibet" e "Ore giapponesi" (1951
e 1957). Di qui il titolo del meridiano "Pellegrino in
Asia". Non manca inoltre una scelta di testi che documentano
i vari ambiti di interesse dell'autore; l'alpinismo (con il
racconto dell'ascesa al Gasherbrum IV), lo studio delle
ultime popolazioni pagane del mondo musulmano (i cafiri, in
particolare, con una scelta dalla sua opera etnografica più
famosa, "Gli ultimi pagani"), la riflessione linguistica
sugli ideogrammi, ma anche sulla lingua italiana e le sue
potenzialità creative (il meridiano comprende infatti
l'intero corpus, più alcuni testi finora inediti, delle "fànfole",
esempi di poesia metasemantica). La ricca curatela di Franco
Marcoaldi - a sua volta viaggiatore, giornalista, poeta,
nonché amico personale di Fosco Maraini comprende anche uno
scritto di approfondimento scientifico a firma
dell'antropologo Francesco Paolo Campione.
La danza delle pietre. Studi sulla scena sacrificale
nell'India antica
Malamoud Charles, Adelphi
Per l'India dei Veda, tutto è racchiuso nel
rito e nel sacrificio: un corpo vivo di azioni minutamente
codificate, di cui i Brahmana, antichissime opere di
ermeneutica del rituale, studiano incessantemente l'anatomia
e la fisiologia. In questa raccolta di saggi Malamoud, fra i
massimi rappresentanti della tradizione indologica francese,
attinge dall'immenso corpus delle speculazioni brahmaniche
sul sacrificio per gettare luce su alcuni suoi tratti
essenziali: dalla rivalità fra mito e rito alla polarità
sessuale che pervade ogni atto cerimoniale, dagli aspetti
teatrali di quanto viene inscenato alla negazione della
violenza proprio là dove la violenza si esprime nella forma
più cruda e scoperta.
Il gemello solare
Malamoud Charles, Adelphi
Nel tentativo di dare struttura e senso alla
massa informe dell'universo, i pensatori dell'India più
antica, i ritualisti del periodo vedico, si sono
instancabilmente adoperati a tessere una prodigiosa
ragnatela di connessioni e corrispondenze. Il telaio usato
per intrecciare il delicato arazzo di ciò che chiamiamo
realtà era la grandiosa macchina del sacrificio, che aveva
come punto focale la messa a morte di una vittima animale o
vegetale. E filo conduttore di questa nuova raccolta di
saggi di uno dei più acuti interpreti del pensiero vedico è
lo stesso dio della morte, Yama (vale a dire "costrizione"):
figlio del Sole, ha una sorella gemella, Yami, la quale gli
corrisponde amorosamente come la Terra corrisponde al Cielo,
in un rapporto che costituisce il modello indiano delle
relazioni tra fratelli e sorelle. Benché immortale in quanto
dio, Yama fu il primo a sperimentare la morte, e a tracciare
così il cammino verso l'aldilà, quel regno dei Mani o dei
Padri, moltitudine senza più volto, cui gli antenati
accedono attraverso il rituale dello "sradda", che sancisce
l'allontanamento dal mondo dei vivi mediante la dispersione
dei resti e la consegna all'oblio dei loro nomi.
Dalle caverne e dalle giungle dell'Indostan
Blavatsky Helena P., L'Età dell'Acquario
Tra il 1879 e il 1880, in compagnia di alcuni
amici ameicani, Helena Blavatsky, fondatrice e massima
teorica della Società Teosofica, compie un lungo viaggio in
India, da cui ricava una grande quantità di appunti che sono
all'origine di questo volume. L'India che incontra, come è
facile immaginare, è quella profonda, misteriosa e senza
tempo, degli dei che tutto possono, delle sette
innumerevoli, degli eremiti e degli stregoni, dei templi e
delle caverne, delle giungle insidiose abitate da animali
sacri e crudeli. Osservatrice acuta, appassionata e dotata
di un notevole sense of humour oltre che narratrice di razza
-, la Blavatsky evoca leggende e tradizioni millenarie, ci
introduce ai misteri di riti sciamanici e magici, ci fa
assistere a rituali di purificazione, a cerimonie funebri, a
feste e banchetti, ci svela i segreti dell'alchimia e delle
scienze occulte. Alla fine, di questo viaggio avventuroso e
incantato affiora la dimensione più autentica, che è quella
filosofica, spirituale ed esoterica.
Storia dell'India
Keay John, Newton & Compton L'India
può vantare una storia tra le più antiche e ricche del
mondo. Questo volume traccia una storia a tutto tondo di
questo immenso subcontinente che comprende, oltre all'India
moderna, anche il Pakistan e il Bangladesh. L'autore
ripercorre le vicende delle diverse culture, da quelle
preislamiche alla conquista inglese, che si sono fuse
attraverso i secoli, in un grande e variegato caleidoscopio
di razze e di lingue. Cinquemila anni storia raccontati
attraverso documenti scritti, monumenti, dipinti, oggetti
d'arte, templi e palazzi.
Miti
dell'India e del Buddhismo
Coomaraswamy Ananda K.; Nivedita (suor), Laterza
Il disegno della lepre che Visnu impresse
nella luna attingendo al succo delle montagne, i dispetti
del Buddha bambino, gli amori di Siva, i viaggi iniziatici
nel regno dei morti, le grandi metamorfosi cosmiche, le
intramontabili storie d'amore, le grandi epopee di eroi,
sovrani e demoni narrate nel Ramayana e nel Mahabharata, i
due più grandi racconti epici della civiltà indiana. Le
pagine di questo libro guidano il lettore, storia dopo
storia, a una piena comprensione della mentalità e della
civiltà indiane. Per cogliere l'anima dell'india e della sua
cultura è infatti indispensabile assorbirne i miti: narrare
e ascoltare le antiche leggende è ritenuto dagli indiani un
atto di profonda religiosità, capace perfino di abbreviare
il transito nel giro doloroso delle rinascite.
La
filosofia dell'arte cristiana ed orientale
Coomaraswamy Ananda K., Abscondita Nei
nove saggi raccolti in questo volume Ananda Kentish
Coomaraswamy formula le sue idee su temi e argomenti che
spaziano dalla filosofia alla sociologia, dal folclore alla
concezione indiana del ritratto ideale, ribadendo che quelle
che espone non sono opinioni "personali" ma le "logiche
deduzioni di una vita intera spesa a maneggiare opere
d'arte" e a interpretare significati trasparenti solo a una
mente temprata sull'esemplarismo delle Scritture, le uniche
"autorità" in grado di guidare l'uomo a cogliere il
significato simbolico delle forme e dei suoni espressi con
l'arte.
La dottrina del sacrificio
Coomaraswamy Ananda K., Luni Questa
raccolta comprende una serie di saggi scritti da Ananda
Kentish Coomaraswamy negli anni '30 e '40, pubblicati allora
su diverse riviste. Gérard Leconte, il curatore di questa
raccolta, intende così divulgare una parte forse meno nota
della vastissima opera dell'autore anglo-indiano, famoso
soprattutto per i suoi studi sull'arte, mentre i suoi saggi
sulla metafisica e il simbolismo sono rimasti accessibili
solo a un pubblico più ristretto. I testi qui pubblicati si
riferiscono a uno stesso tema fondamentale nelle sue diverse
varianti e sono raggruppati in quattro sezioni: le prime due
comprendono saggi che si basano sulla tradizione vedica e
arturiana, mentre gli articoli delle due parti successive
riprendono l'argomento in generale.
Tempo
ed eternità
Coomaraswamy Ananda K., Luni "Tempo ed
Eternità" è considerato come il testamento spirituale di
Ananda K. Coomaraswamy; in questo volume egli affronta gli
argomenti chiave della dottrina e cultura di ogni popolo, il
Tempo e l'Eterno, argomenti sui quali egli aveva lavorato
tutta la vita ma che solo pochi mesi prima di morire
raccolse in forma di libro. Coomaraswamy rintraccia le
concezioni base del Tempo e dell'Eterno all'interno
dell'Induismo e del buddhismo, della Grecia classica,
dell'Islam e anche del Cristianesimo e del pensiero moderno.
La sua attenta analisi dei testi e delle citazioni è
supportata da una preparazione culturale sulle dottrine e le
religioni e che difficilmente trova eguali in questo scorcio
di secolo.
Sapienza orientale e cultura occidentale
Coomaraswamy Ananda K., Rusconi Libri
Filosofia:
Sullo
spirito e l'ideologia. Lettera ai cristiani
De Monticelli Roberta, Baldini Castoldi Dalai
Ideologia è essenzialmente un falso rapporto
con la verità, cioè con la ricerca di verità. Questo falso
rapporto ha a che vedere in primo luogo COn il bisogno di
appartenenza comunitaria, e quindi di identità, che
contraddistingue ogni ideologia. Questa lettera pone una
questione cruciale: è possibile per il sentimento del
divino, per una fede cristiana, fondare e poi abitare
un'istituzione terrena senza perdersi? Vale a dire, senza
imboccare la via di un falso rapporto con la ricerca di
verità? La lettera non dà risposte, ne cerca soltanto.
Ipotizza un'idea della nostra relazione al divino diversa da
quella che chiede alle persone di rassegnarsi a uno stato di
minorità, e allo Stato di rinunciare alla sua laicità. Il
divino non è contro ma oltre la ragione. non sta nei nostri
concetti e non possiamo farcene una fortezza per le nostre
battaglie. E qualunque ricerca di verità non può trovare
nella religione un limite, se Dio è verità. Riconoscere
questo è forse l'atto che libera la fede da ogni
costrizione, compresa quella delle dimostrazioni, e insieme
libera il divino da tutti i nomi troppo umani che tendiamo a
dargli, e dalla presa delle nostre mani.
Nulla
appare invano. Pause di filosofia
De Monticelli Roberta, Baldini Castoldi Dalai
Questo libro contiene quarantaquattro
meditazioni che l'autrice ha voluto raccogliere a partire da
una rubrica che tenne lei stessa anni fa. Brevi riflessioni,
legate al giorno domenica, al momento di festa e di riposo
in cui l'uomo gode di calma e di riposo, in cui si
riappropria di una libertà che lascia spazio alla mente e
alla grande domanda: "cosa si vuole fare di questa vita",
per farne una vita pensata.
L'ordine
del cuore. Etica e teoria del sentire
De Monticelli Roberta, Garzanti Libri
Il «sentire» che Roberta De Monticelli
osserva in questo
saggio è la componente fondamentale della nostra
affettività, esplorata nelle sue diverse manifestazioni:
dalle infinite sfumature affettive della percezione
sensoriale alla vicenda degli stati d'animo, dagli umori
alle emozioni, dai sentimenti alle passioni... Ricondurre
questi fenomeni all'interno di una visione d'insieme
significa anche cominciare a tracciare una personologia,
ovvero una teoria di ciò che siamo. Per condurre la sua
analisi, Roberta De Monticelli esplora lo stato della
ricerca filosofica per intraprendere poi quella «riduzione
all'essenziale» di marca fenomenologica al termine della
quale si potrà affrontare il tema dell'indifferenza morale e
della banalità del male.
Chiari
del bosco
Zambrano Maria, Mondadori Bruno Di
Claros del bosque, l'autrice ha detto: " Tra le mie opere, è
questa, io credo, che meglio corrisponde all'idea che
pensare è, prima di tutto, alla radice, decifrare ciò che si
sente, il "sentire originale" - e altrettanto all'idea che
l'uomo è l'essere che soffre della sua propria trascendenza,
in un incessante processo di unificazione tra la passività e
il conoscere, l'essere e la vita". Tutto inizia con il
viaggio di Ulisse e con la voce di Orfeo. È necessario
condurre a termine le nostre visite spettrali per apprendere
quell'Amore, di cui Diotima è sacerdotessa. È necessario
affrontare il più irrevocabile sradicamento, avere la più
profonda attitudine al congedo, per poter sperare di
scoprire, di sorprendere un simbolo di umano e divino.
L'uomo
e il divino
Zambrano Maria, Edizioni Lavoro «In un
altro tempo il divino è stato parte integrante della vita
umana». Da qui, e dalla difficoltà per l’uomo moderno di
percepire questa intimità
originaria, ha inizio la
riflessione di Marìa Zambrano sulla storia, sull’uomo, sul
divino. Con una scrittura densa e suggestiva, più vicina al
linguaggio poetico che non a quello filosofico, Marìa
Zambrano ripercorre le varie fasi della relazione tra l’uomo
e il divino, a partire dalla nascita degli dèi greci e della
filosofia, analizzando la peculiarità della religione
cristiana, fino ad arrivare agli esiti nichilistici della
tradizione occidentale. L’uomo e il divino, scrive Vincenzo
Vitiello nel suo saggio introduttivo, «è il libro più ricco
e complesso di Marìa Zambrano, il più, importante e
significativo dal punto di vista strettamente filosofico».
Verso un sapere dell'anima
Zambrano Maria, Cortina Raffaello Il
libro può essere considerato come il manifesto del pensiero
polivalente di Maria Zambrano. In esso si mostra infatti la
genesi delle due forme di ragione, mediatrice e poetica, che
ne hanno guidato tutta l'attività filosofica intrecciandosi
con una costante riflessione sulla storia della filosofia e
della cultura europea, la sua crisi e i suoi fallimenti dei
quali l'Europa intera era arrivata ormai a soffrire
mortalmente. La sfida vitale che il filosofare di Maria
Zambrano assume è dettata dalla necessità, non solo teorica
ma esistenziale e politica, del "rinnovamento di un'amicizia
perduta" attraverso un sapere dell'anima.
All'ombra del dio sconosciuto
Zambrano Maria, Pratiche |
Sulla Bhagavad Gita:
Bhagavadgita
Feltrinelli
La Gita, conosciuta anche come Bhagavadgitopanisad, è un
grande classico della spiritualità. Si tratta di un poema dialogato di
settecento versi, in diciotto canti corrispondenti ai capitoli XXV-XLII del
sesto libro dell'epopea sulla battaglia tra Pandava e Kaurava narrata nel
Mahabharata. Il testo tradisce influenze diverse e non si può stabilire una
datazione precisa, anche se si può ipotizzare il II o I sec. a.C. La Gita
occupa un posto centrale nel pensiero indiano ed è considerata un libro
sacro, come i Veda e le Upanisad. Ha il valore di un messaggio universale,
in quanto parla delle lotte interiori ed esteriori dell'esistenza umana e
illumina il mistero della vita. In essa si svolge il dialogo tra un uomo e
un dio: tra il principe Arjuna, ufficialmente figlio di Pandu, in realtà
figlio del dio Indra, e il suo auriga Krsna, che gli si rivela come dio e
mostra come tutto, compresa la guerra intestina che Arjuna deve combattere,
faccia parte di un disegno cosmico divino. Una delle caratteristiche più
importanti di tutto il testo resta l'importanza attribuita allo yoga,
l'unificazione dei sensi e del pensiero. Questa edizione della Bhagavadgita
è stata pubblicata per la prima volta da Adelphi nel 1976.
Bhagavadgita. Il canto del beato. Con testo sanscrito Asram
Vidya
Bhagavadgita Adelphi
Bhagavadgita Astrolabio Ubaldini
Fiume
di compassione. Un commento cristiano alla «Bhagavad Gita»
Griffiths Bede,
Appunti di Viaggio "La Bhagavad
Gita, o il canto di Dio, è un classico della spiritualità che, pur
provenendo dalla tradizione indù, non appartiene solo agli indù, ma a tutto
il mondo. Fa parte del patrimonio spirituale dell'umanità. [...] Ci sono
moltissime persone oggi in Occidente, cristiane e non, che sono attratte
dalla Gita e da altri classici della spiritualità orientale, ma che non
sanno nulla del retroterra di questi testi e che hanno bisogno di una guida
che le aiuti a comprendere l'importanza che essi potrebbero avere per le
loro vite. Questo commento è stato scritto per persone come queste, che non
vogliono uno studio accademico della Gita, ma desiderano utilizzarla come
una guida pratica per la loro vita spirituale. Oggi stiamo comprendendo che
nessuna religione può sussistere da sola. Facciamo tutti parte di una stessa
umanità ed abbiamo bisogno di condividere le scoperte delle diverse
tradizioni religiose del mondo."
Gandhi commenta la Bhagavad Gita Gandhi Mohandas K., Edizioni
Mediterranee
Bhagavad-Gita e le lettere di Paolo Steiner Rudolf, Editrice
Antroposofica
La bhagavad gita. Traduzione integrale dal sanscrito e commento
Saraswati Sivananda Swami,
Edizioni Mediterranee

|
Sullo Yoga Sutra di
Patanjali:
La scienza dello yoga. Commento agli yogasutra di
Patanjali Taimni I. K.,
Astrolabio Ubaldini
Lo yoga oltre la meditazione. Sugli yoga sutra
Thakar Vimala,
Astrolabio Ubaldini
Gli aforismi sullo yoga di Patañjali
descrivono un passo alla volta, e con modalità che
potremmo dire scientifiche, i mezzi per ottenere il
processo di autoconoscenza, integrazione, dominio e
trasmutazione dell’essere umano, affinché questi possa
innalzarsi ai più alti livelli di coscienza. Vimala non
soltanto interpreta magistralmente
il testo, ma penetra il pensiero dell’autore ricercando
‘tra le righe’ i più
sublimi
significati che lo yoga possa esprimere nella sfera filosofica e spirituale.
La via regale della realizzazione yogadarsana
Patañjali,
Asram Vidya
Aforismi dello yoga Patañjali,
Magnanelli
|
Sulle Upanishad:

Upanisad antiche e medie a cura di
P. Filippani Ronconi
Bollati Boringhieri
Poche opere
riflettono come le Upanisad la religione e la cultura di
un'intera civiltà. In questi scritti l'India ha
riversato l'essenza del suo pensiero: insegnamenti
segreti, comunicabili non nel consesso urbano, bensì in
dialoghi pacati nella quiete delle selve. Le Upanisad
attraversano almeno quindici secoli dal sesto prima di
Cristo all'ottavo dell'era attuale. Pochi sono i
capisaldi concettuali: l'identità del principio
cosciente individuale con l'Assoluto, il rifiuto della
conoscenza fondata sulle impressioni sensibili,
l'elaborazione di un percorso soteriologico.
Svetasvatara Upanisad Asram Vidya
Brhadaranyka Upanisad SE
Brhadaranyaka Upanisad con il commento di Sankara
Asram Vidya
Chandogya upanisad con il commento di Sankara
Asram Vidya
Taittiriya Upanisad Asram Vidya
Cinque upanisad. Isa, kaivalya, sarvasara, amrtabindu,
atharvasira Asram Vidya
Prasna
Upanisad Asram Vidya
Upanishad. Spunti di meditazione per i cristiani
Edizioni Mediterranee
Mândûkya Upanishad. Con le Kârikâ di Gaudapâda e il
commento di Shamkara. Con testo sanscrito
Asram Vidya
|
Sri Adi Shankara:
L'istruzione
in un migliaio di versi
- Upadesasahasri
Shamkara,
Asram Vidya
In quest'opera
scritta in forma di "dialogo" Sankara si rivolge ai suoi
discepoli diretti e descrive la modalità con cui dovrà
essere insegnato il metodo per conseguire
l'Illuminazione. Egli indica come le risposte ai
discepoli futuri debbano sempre basarsi sull'esperienza
diretta e sulla Sruti. Un'ampia "Introduzione" all'opera
chiarisce i punti fondamentali dell'Advaita, indicando
al lettore la giusta posizione coscienziale per
intraprendere la lettura, l'ascolto, la riflessione, la
meditazione e l'assimilazione dell'"Istruzione".
Aparokshânubhûti. Autorealizzazione. Con testo sanscrito
Shamkara,
Asram Vidya Questo
breve trattato di metafisica realizzativa presenta
quindici mezzi o passi (alcuni dei quali li ritroviamo
anche nello Yogadarsana di Patañjali) tramite cui
raggiungere la Conoscenza-Realizzazione e costituisce,
così, un valido aiuto per coloro che vogliono percorrere
la Via del Vedanta Advaita, la Via del senza sostegno (Asparsavada).
Vivekacudamani. Il gran gioiello della discriminazione.
Con testo sanscrito. Shamkara,
Asram Vidya In
questa sua opera in forma di dialogo Sankara codifica la
dottrina del Vedanta Advaita (Non-dualità) e presenta il
sentiero operativo (Advaitavada o Asparsavada) per la
sua attuazione.La traduzione e il commento di Raphael
sono tali da favorire la comprensione del testo da parte
dell'occidentale senza per questo tradirne lo spirito e
la lettera.Meditato a fondo, il testo concede
all'aspirante la giusta posizione coscienziale per la
trascendenza totale.
Mândûkya Upanishad. Con le Kârikâ di Gaudapâda e il
commento di Shamkara. Con testo sanscrito
Asram Vidya Costituisce
l'opera più significativa e più profonda, in senso
filosofico e dottrinario, del Vedanta Advaita. L'Upanisad
e le karika-versi di Gaudapada sono commentate da
Sankara che confuta le tesi interpretative di alcuni
darsana della filosofia induista e buddhista.
Brahmasutra
con il commento di Sankara Asram Vidya
Il Brahmasutra è una delle "fonti" del Vedanta insieme
alle Upanisad e alla Bhagavadgita. L'Autore,
Badarayana-Vyasa, prende in esame i passi più
significativi delle Upanisad con l'intento di mostrare
come un motivo conduttore unico le pervada. La sua
struttura estrememente sintetica impedisce di fatto
l'intelligibilità dell'opera: da qui i Commenti che sono
stati fatti da varie scuole e posizioni filosofiche
anche contrastanti. Sankara lo ha commentato dalla
prospettiva Advaita e da tale prospettiva,
essenzialmente metafisica, le apparenti contraddizioni,
che da un approccio monistico o dualistico, oppure da
una lettura semplicemente letterale, emergono tra le
affermazioni delle Upanisad, scompaiono per svelare
l'intrinseca unità della visione upanishadica della
Realtà.
Opere minori. Vol. 3 Shamkara, Asram
Vidya
Opere minori. Vol. 2 Shamkara, Asram
Vidya
Opere minori. Vol. 1 Shamkara, Asram
Vidya
L'appello dell'Acarya. I discorsi di Madras
Chandrasekharendra Sarasvati, Asram Vidya
|
Sri Ramakrishna e Swami
Vivekananda:
Jnana-yoga
Vivekânanda Swami, Astrolabio Ubaldini
Yoga pratici
Vivekânanda Swami, Astrolabio Ubaldini
Vita di Ramakrishna
Rolland Romain, Vidyananda
Celebre santo indiano, Ramakrishna
trascorse quasi tutta la sua vita adulta meditando e
insegnando in un tempio sulle
rive
del Gange. Mentre era in vita fu noto a un numero limitato
di persone, ma all'inizio del secolo i suoi discepoli
diffusero enormemente il suo messaggio. In questa biografia
Isherwood ne racconta la vita e l'insegnamento, offrendo al
lettore un quadro chiaro e ben delineato della figura e del
ruolo di uno dei grandi protagonisti del rinnovamento
spirituale dell'induismo.

Ramakrishna e i suoi discepoli
Isherwood Christopher, Guanda
"E' la storia di un
fenomeno, un fenomeno è qualcosa di straordinario e
misterioso. Ramakrishna era straordinario e misterioso..."
Sono le parole con cui l'autore introduce il protagonista di
questa biografia:
Ramakrisna (1836-1886), il maestro che trascorse gran parte
della vita meditando e porgendo
i suoi insegnamenti in un
tempio sulle rive del Gange. Durante la vita non furono
molti quelli che lo conobbero, ma i suoi discepoli ne
diffusero il messaggio nel mondo a partire dalla fine del
secolo scorso.
Il vangelo di Sri Ramakrishna
Gupta Mahendranath, Vidyananda
|
Sri
Ramana Maharshi:
Sii
ciò che sei. Ramana Maharshi ed il suo insegnamento
Il Punto d'Incontro
Ramana Maharshi è stato uno dei più
importanti maestri spirituali dell'India. In questa raccolta
di dialoghi, tratta dalle numerose conversazioni che egli
ebbe con i visitatori che ogni giorno si recavano al suo
eremitaggio, troviamo l'essenza del suo insegnamento.
"L'illuminazione non è uno stato alieno o misterioso, ma la
vera natura dell'uomo", sperimentabile da coloro che
intraprendono l'autoindagine. Le domande e risposte qui
raggruppate per temi si rivelano un aiuto prezioso per
comprendere molti aspetti teorici e pratici della ricerca
spirituale, per accostarsi ai più alti concetti della
filosofia indiana e per scoprire le grandi verità dello
Yoga.

La
via del sé Zimmer Heinrich, Laterza
«I discorsi e le risposte di Shrî Ramana
Maharshi sono tanto semplici quanto ispirati. Per questa
ragione trasmettono all’uomo contemporaneo l’antico
messaggio dell’India in una forma per lui più accessibile
dei trattati scolastici del Vedanta e dello yoga, con la
loro stilizzazione ricca di premesse e attenta a custodire
il mistero, che si esprime in enigmatiche formulazioni,
concise e icastiche, e in commentari felicemente polemici. È
ancora una volta l’antico messaggio dell’India, lo stesso di
duemilacinquecento anni fa quando il Buddha mise in
movimento la miracolosa ‘Ruota della Legge’ che, simile al
Sole, gira intorno alla Terra e la illumina – il messaggio
del tempo degli antichi veggenti, di molto precedente la
comparsa del Buddha. È il messaggio che invita a scansare il
piacere perché transitorio e perciò doloroso, e a fuggire la
sofferenza perché è dolore; che invita a superare l’Io, a
congedarsi dall’illusorietà del mondo, a diventare un
vittorioso, uno che possiede la conoscenza salvatrice e
redentrice perché divenuto cosciente dell’Assoluto, il quale
costituisce la nostra più profonda e vera natura e l’unica
vera realtà del mondo.»
La verità rivelata. I quaranta versi di Ramana Maharshi
Maharshi Ramana, LS

L'insegnamento di sri Ramana Maharshi Ramana
Maharshi, Vidyananda
Chi sono io? Gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi
Il Punto d'Incontro
Discorsi con sri Ramana Maharshi. Vol. 2 Ramana
Maharshi, Vidyananda
Ramana Maharshi. Ricordi di un
Sadhu Sadhu
Arunachala, Il Punto d'Incontro
Consigli per la pratica spirituale Ramana
Maharshi, Astrolabio Ubaldini
Discorsi con sri Ramana Maharshi. Vol. 1 Ramana
Maharshi, Vidyananda

Ramana Maharshi e la via della conoscenza Osborne
Arthur, Vidyananda

L'insegnamento spirituale Ramana Maharshi,
Edizioni Mediterranee
Ramana Maharshi. Il saggio di Arunacala Mahadevan
T. M. P., Edizioni Mediterranee |
Sri Nisargadatta Maharaj:
La
medicina suprema
Nisargadatta Maharaj, Astrolabio Ubaldini

L'esperienza del nulla. Discorsi sulla realizzazione
dell'infinito
Nisargadatta Maharaj, Astrolabio Ubaldini
Il nettare dell'immortalità. Ultimi insegnamenti
Nisargadatta Maharaj, Astrolabio Ubaldini "Siate
e basta, non fate nulla, nulla deve essere fatto. Solo
allora il vostro dimenarvi avrà fine". L'insegnamento di
Nisargadatta, che
il lettore ha assorbito in "Io sono Quello", viene
ulteriormente approfondito in questa nuova raccolta di
dialoghi con i tanti visitatori che si affollavano alla sua
presenza. Tema centrale di questi discorsi è la
"trascendenza", l'"andare oltre", e il processo che alla
trascendenza conduce. Tale processo si articola in due fasi:
dapprima l'osservazione di sé e la comprensione del proprio
funzionamento, per giungere alla coscienza dell'"io sono"
rompendo la falsa identificazione con il corpo; in seguito
la trascendenza della coscienza universale stessa, per
tornare a essere ciò che si è sempre stati: la "fonte",
l'"assoluto", 'Quello'.
Io sono quello
Nisargadatta Maharaj, Astrolabio Ubaldini
Nisargadatta Maharaj non era un uomo
istruito. Non faceva riferimento a nessuna autorità, citava
raramente i testi, non faceva sfoggio di erudizione;
l’abbagliante ricchezza dell’eredità spirituale e di
pensiero dell’India era come implicita in lui. La sua vita,
come il suo insegnamento, era all’insegna della semplicità e
dell’umiltà. Non proponeva un sistema, una teologia, una
psicologia, o una filosofia. Eppure, vedeva con disarmante
lucidità negli altri e in se stesso. Vedeva quindi
nell’essenza della realtà. Questo libro contiene il suo
insegnamento. |
Islam e sufismo:

L'immaginazione creatrice. Le radici del
sufismo
Corbin Henry, Laterza Henry Corbin
è tra i massimi orientalisti del Novecento, filosofo e
storico delle religioni. La sua opera ha esercitato
un'influenza profonda ben oltre il perimetro degli studi
specialistici e le sue opere hanno favorito il dialogo tra
le culture e, soprattutto, tra Occidente e Oriente. Questo
libro in particolare è dedicato a Ibn Arabì (1165-1240), fra
i più grandi filosofi e mistici dell'Islam, e diventa
l'occasione per far conoscere al lettore aspetti essenziali
e affascinanti del sufismo, la corrente esoterica dell'Islam
in cui la spiritualità si accompagna alla più grande
tolleranza.
Mathnawi.
Il poema del misticismo universale Jalal al
Din Rumi, Bompiani - Edizione italiana
a cura di Gabriele Mandel
“Il poema del misticismo universale, collocabile tra il
Verbo degli uccelli di Farid ad-din Attar e la Divina
Commedia .” Franco Battiato
Nei paesi musulmani questo testo è detto anche “il Corano in
versi”: fiabe, novelle e parabole si alternano a scritti
sapienziali e saggi consigli, raggiungendo un elevato grado
di insegnamento mistico. Essi, infatti, possiedono quelle
caratteristiche che contraddistinguono i sufi: rispetto per
tutte le religioni e ideologie, per l’essere umano e la
natura, amore per lo studio e corretta educazione del sé.
Proprio per questo, il Mathnawî può essere considerato un
testo fondamentale per la pace nel mondo. Oggi vi sono più
di mille studi su questa imponente opera, una cattedra
universitaria a Teheran per sviscerarne i contenuti,
centinaia di imitatori che compongono testi traendoli o
riassumendoli dal Mathnawî, ma soprattutto Centri e
Istituzioni per il suo studio e la sua diffusione.
Jalâl âl-Dîn Rûmî, nato in Afghanistan nel 1207 e morto in
Turchia nel 1273, fondò la Confraternita di Sufi più famosa
del mondo occidentale, quella di Mevlevi, detti “i dervisci
roteanti”. Rûmî è stato di sovente paragonato a San
Francesco, poiché uomo di statura morale considerevole
nonché celeberrimo autore di composizioni in versi e in
prosa.
Gabriele Mandel ha ricevuto la laurea Honoris Causa in
Scienze Islamiche all’Università Statale di Konya (Turchia).
Già docente al Politecnico di Torino e direttore
dell’Istituto di Storia dell’Arte all’Università IULM di
Milano, è direttore della facoltà di Psicologia
dell’Università Europea UET di Bruxelles e co-fondatore
dell’Università Islamica di Ibn Roshd di Cordoba (Spagna).
Bompiani ha pubblicato: Storia del sufismo (2001); Il Corano
senza segreti (2002) e La via al sufismo (2004) .
Il
libro delle profondità interiori
Jalal al Din Rumi, Luni "Fihi-ma-Fihi,
Il libro delle profondità interiori", unica opera in prosa
del persiano Jalal-ud-Din Rumi, è composto da una serie di
discorsi in forma di risposte dirette a domande che vengono
presentate al Maestro. È un testo ricco di spiegazioni al di
sopra delle righe, silenziose e determinanti, tanto
importante che la traduzione letterale del titolo potrebbe
suonare pressappoco come 'C'è ciò che c'è', come se Rumi,
con la sua versione in prosa, avesse voluto permettere a
tutte le persone di potersi avvicinare al suo profondo
pensiero spirituale. La bellezza di questo testo è che la
sua lettura può essere non consequenziale ma come una
raccolta di perle, ognuna delle quali, singolarmente, può
dispensare verità.
La scala di luce. Tre antichi testi di scuola malamati
As-Sulami, Il Leone Verde Nei tre
testi che vengono qui presentati in traduzione dall’arabo:
“Le Vie degli Gnostici” (manâhij al ‘ârifîn), il “Trattato
sugli stadi della via degli Uomini veri” (mas’ala darajât
al-sâdiqîn) e l’“Esposizione degli stati spirituali dei Sufi”
(bayân ahwâl al-sufiyya), il maestro sufi Abû ‘Abd al-Rahmân
al-Sulamî, vissuto nell’XI secolo nella città persiana di
Nîshâpûr, descrive la progressione delle tappe e degli stati
spirituali della via iniziatica di quel particolare gruppo
di Sufi noto come i Malâmatiyya, ovvero la “Gente del
Biasimo”, di cui egli era uno dei principali rappresentanti.
I tre testi appartengono a quel particolare genere di
letteratura religiosa finalizzato all’istruzione dei
discepoli, e sono la prova evidente di un metodo di
trasmissione della conoscenza ancora attuale. Nei tre testi
del libro lo Shaykh Sulamî spiega ad un murîd, colui che
aspira a conoscere la Verità, come progredire attraverso le
tappe di un percorso ben codificato, e indica come elementi
basilari per un effettivo progresso: la presenza di un
murshid, cioè di una guida spirituale, il rispetto della
Legge sacra, il distacco dal mondo, l’umiliazione della
propria anima, le buone maniere di comportamento da adottare
con gli anziani maestri e i giovani confratelli. Solo per
mezzo della guida di un maestro autentico e vivente, spiega
lo Shaykh, e attraverso la disciplina spirituale, l’uomo
potrà intraprendere il cammino verso la Conoscenza del Vero.
Il
libro del sé divino
Ibn Arabi, Il Leone Verde Questo breve
e profondo trattato di Ibn ‘Arabî evoca il tema metafisico
per eccellenza: l’unicità, l’esclusività, l’assolutezza e l’onnipervasione
del Sé divino, il Huwa. L’opera si avvale soprattutto della
capacità evocativa della Scienza delle Lettere e le pur
brevi pagine del testo, preceduto da un’ampia introduzione,
sono in realtà un rapido susseguirsi di punti fondamentali
della dottrina ibnarabiana, presentati alla luce
dell’amplissimo orizzonte di quella che è la Scienza
alchemica, la Scienza dei Nomi e la Scienza dei numeri.
Tutte le dualità concettuali ed esistenziali, prima tra
tutte quella dell’“io” (il soggetto cosciente) e del “tu”
(il mondo, oggetto dell’esperienza), non possono essere
superate che grazie alla dottrina del Sé e la sua diretta
realizzazione. È questo il vero elemento trascendente di
ogni sintesi metafisica che, come ci viene mostrato
dall’ampio e denso saggio introduttivo di Paolo Urizzi, è il
riferimento ultimo di ogni teoria tradizionale della
Conoscenza.
La scienza iniziatica
Al-Qaysari Dawud, Il Leone Verde Il
testo introduce sinteticamente i temi fondamentali
dell’aspetto gnostico del Sufismo. È diviso in tre parti di
tre sezioni ciascuna: la prima tratta dell’Essenza divina,
degli Attributi e degli Atti, in seguito vengono esaminati i
temi della Profezia e della Santità; infine quello della
funzione califfale dell’Uomo universale, con una sezione
conclusiva sul “Sigillo dei santi”, ossia Gesù quando
ridiscenderà alla Fine dei tempi. Lo sviluppo dei temi
trattati si pone nella linea dottrinale caratteristica della
scuola di Ibn ‘Arabî, il teorico della wahdat al-wujûd,
l’«unicità dell’esistenza» e, benché meno sviluppato ed
articolato dell’introduzione al suo commento sui Fusûs,
l’opera più importante di Qaysarî, il presente testo rimane
sicuramente un ottimo compendio introduttivo alle dottrine
metafisiche ed iniziatiche di questa scuola.
Introduzione
al sufismo
Sulami Abd Al Rahman, Il Leone Verde
Il Sufismo si presenta fin dall’inizio come la “scienza dei
cuori”, la via che permette all’uomo di purificare il
proprio intimo attraverso la “Grande Guerra Santa” (al-jihâd
al-akbar) contro le passioni dell’anima, sì da pervenire
infine a contemplare la Presenza divina che dimora nel cuore
del credente. La Muqaddima di Sulamî, come molti tra i più
antichi trattati di Sufismo, si preoccupa soprattutto di
delineare le basi di questa Via servendosi dei detti dei
suoi predecessori: classifica i principi della purificazione
interiore, le attitudini necessarie a chi desidera
cimentarsi in questo cammino iniziatico e le regole da
osservare dopo essersi ricollegati ad un Maestro spirituale,
descrivendo infine alcuni degli stati spirituali a cui va
incontro il murîd (discepolo) lungo il percorso che lo
condurrà all’unione con l’Amato.
La domanda essenziale. Dialogo sulla verità suprema
Qashani, Il Leone Verde
Il mistero dei custodi del mondo Ibn Arabi, Il
Leone Verde
Le meraviglie del cuore Al Ghazâlî, Il Leone
Verde
La vigilanza e l'esame di coscienza Al Ghazâlî,
Il Leone Verde
|
Mistica:
La
via di un pellegrino. Racconti sinceri di un pellegrino al
suo padre spirituale
Anonimo russo, Adelphi L’Anonimo
russo che racconta le sue vicende in questo libro è uno
strannik – un contadino che, fisicamente inadatto alla vita
dei campi e spinto da un forte impulso religioso, abbandona
il suo paese e si dà a una perpetua vita errante. Centro di
essa sarà la sua scoperta della preghiera esicastica.
Solitario per le strade della Russia, accompagnato soltanto
da un libro che determinerà tutta la sua esistenza, con un
tozzo di pane secco e il suo prezioso salvacondotto,
l’Anonimo russo ritrova, brancolando, testardo nel suo
desiderio, una via mistica che ha una tradizione immensa e
antica, vero segreto della Chiesa d’Oriente. Si tratta
appunto della preghiera esicastica, cioè di una certa
pratica della ’preghiera interiore ininterrotta’ illustrata
nel libro che il pellegrino porta con sé, la Filocalia,
vasta raccolta di testi mistici che va dai primi Padri del
Deserto ad alcuni grandi teologi bizantini. Tale preghiera,
fondata su una sottile teoria della respirazione e della
«custodia del cuore», è l’unica pratica occidentale che si
possa confrontare con lo yoga indù – un Oriente occultato,
che il mondo slavo ha per secoli nutrito in sé. Senza ausili
di cultura e senza il controllo costante di un maestro,
l’Anonimo sperimenta su se stesso, passando per tutti gli
stadi, dalla desolazione al rapimento, il potere
sconvolgente della semplicissima «preghiera di Gesù». Tutta
la sua vita ne è progressivamente trasformata e la
testimonianza che egli ne ha lasciato nella Via di un
pellegrino ci appare come uno dei più ricchi «viaggi
mistici» che conosciamo. Alla straordinaria immediatezza e
precisione nel descrivere le proprie esperienze nel regno
della preghiera esicastica, l’Anonimo unisce poi una
naturale freschezza di narratore: come un inconsapevole
Gogol’, egli ci rivela i tratti della perduta vita popolare
e provinciale russa attorno alla metà dell’Ottocento, di cui
egli stesso è uno dei personaggi, un innocente che sa aprire
a una a una le porte di un sapere prodigiosamente intatto.
Sentinelle
dei deserti. Uomini e donne eremiti nei primi secoli del
cristianesimo
Martini Luca, Il Leone Verde
I deserti del Tardoantico, il periodo nel quale si chiuse la
millenaria storia dell’Impero Romano d’Occidente mentre ad
Oriente Bisanzio ne continuò la tradizione, non erano
disabitati. Li percorrevano figure silenziose che, al ritmo
dettato dalla preghiera e dal lavoro, seguitavano lungo una
strada che li avrebbe condotti, un giorno, tra le mura della
Città di Dio. Erano gli Apa e le Amma, le “sentinelle” del
deserto, i grandi Padri e Madri che avevano deciso di
dedicare la loro vita alle penitenze e alle mortificazioni,
nella solitudine. La loro scelta rappresentava una maniera
radicale di interpretare il messaggio della nuova religione,
quel Cristianesimo che nel IV secolo d.C. aveva iniziato la
sua definitiva affermazione nei confronti del paganesimo.
Questi asceti possono essere indicati con diversi
appellativi: anacoreti, eremiti, monaci, solitari, uomini e
donne santi... Erano sentinelle in senso “fisico”, in quanto
presidiavano con la loro carismatica presenza località aride
e desolate, altrimenti note solo per il clima terribile e le
periodiche scorrerie dei briganti; ma erano sentinelle anche
in senso “spirituale”, poiché rappresentavano le avanguardie
del Cristianesimo in espansione, che riceveva nuova linfa
proprio dalla loro azione.
L'incendio
d'amore
Rolle Richard, Il Leone Verde Tra
i testi più letti del misticismo medievale inglese,
l’Incendio d’amore non mancherà certo di affascinare anche
il lettore italiano. Dalla celebre pagina iniziale, dove
subito l’autore racconta la sua esperienza di calore
spirituale, alle numerose poesie mistiche, ai consigli
concreti per percorrere la via dello spirito, innumerevoli
sono i percorsi di questo prezioso testo, che (come una
voluta gotica) sempre ritorna su se stesso e sull’argomento
principale: la charis come fuoco d’amore divino. Opera
scorrevole come poche altre di questa letteratura,
l’Incendio d’amore potrà essere per tanti la porta
d’ingresso ai primi gradini della vita religiosa.
Arjuna
e l'uomo della montagna (dal Mahabharata)
Il Leone Verde
Il testo è un episodio
autonomo tratto dal Mahabharata. Arjuna, l'eroe già noto
agli appassionati che hanno letto la Bahagavad Gita,
incontra un misterioso personaggio con cui ingaggia un
mortale combattimento. L'uomo si rivela poi essere
un'incarnazione di Siva.Qui viene offerta al lettore
italiano l'elegante traduzione dal sanscrito di una trentina
di capitoli del "Mahabharata", la massima epopea indiana.
All'interno di questo segmento si possono distinguere tre
temi diversi: la storia di Krsna e della sua città, Dvarakaî;
una discussione fra i protagonisti del poema sulla necessità
o meno di muovere guerra ai propri avversari; l'episodio
dell'incontro fra Arjuna e S'iva che dà il titolo al libro.
La prima e la terza parte sono digressioni rispetto al
racconto-cornice che riemerge nella parte centrale, la più
interessante: giocando a dadi con i cugini, Yudhis.t.hira
perde il regno e deve andare in esilio con i fratelli e la
moglie Draupadi. Quest'ultima gli rimprovera la remissività
con cui accoglie la sventura: la partita di dadi era
truccata, quindi è lecito ribellarsi e muovere guerra ai
cugini. Yudhis.t.hira tesse un elogio della pazienza e la
contrappone all'ira: "Sia il forte sia il debole sempre e
comunque devono esercitare il perdono e la pazienza, pur in
circostanze difficili, se possiedono discernimento". Ma la
moglie non si rassegna. La discussione, a cui partecipa
anche un fratello, si snoda attraverso argomentazioni di
notevole interesse, fino alla mesta conclusione:
l'inferiorità militare non consente ribellioni. Sarà poi un
altro fratello, Arjuna, a ottenere dal possente dio S'iva
un'arma segreta che possa rovesciare le sorti dei
protagonisti.
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Romazi, Cinema, Letteratura:
La
città della tremenda notte
Kipling Rudyard, Adelphi I coloni inglesi in
India sono esseri sperduti, abbandonati dal destino a
diventare preda di ossessioni e follie, abbattuti dal caldo
e dai tradimenti, insoddisfatti, piegati dalla temperatura e
dalla droga. L'individuo in India sembra destinato a
sciogliersi al sole e la mente diventa un fardello di
pensieri sempre più solitari e disperati. L'Occidentale, che
è giunto fin lì "con la frode" è destinato a soccombere,
schiacciato dalla visione della propria "tremenda notte".
Gli "indigeni" - come Kipling li raggruppa,
indifferentemente dalla loro etnia - racchiudono invece un
mistero che ne fa una barriera vivente, una soglia
invalicabile oltre cui non è saggio cercare di indagare.
Sono quella vita che gremisce compatta i tetti e le vie
della notte, dormendo e rigirandosi all'unisono sotto il
cielo immobile della "tremenda notte", come un'onda di corpi
e un solo respiro, nella visione corale che apre la
raccolta. Non poteva esserci inizio più metafisico della
fisicità di quella "tremenda notte".

Giochi sacri
Chandra Vikram A., Mondadori
Sartaj Singh, unico ispettore Sikh della
polizia di Mumbai, è un uomo sulle cui spalle pesano un
matrimonio fallito, una carriera perennemente all’ombra di
un padre ingombrante e irraggiungibile e una solitudine che
ogni giorno si fa più opprimente. Vive e lavora in una città
che lo aggredisce con la sua sensuale bellezza e con una
violenza e una corruzione alle quali Sartaj non si è mai
assuefatto e non ha mai saputo segnare significative
vittorie. Un mattino, però, tutto cambia: Gaitonde, il
temutissimo, imprendibile boss della mafia è asserragliato
in un rifugio antiatomico e rifiuta di arrendersi. Da
questo punto in poi il romanzo segue binari paralleli: da un
lato la ricostruzione dell’ascesa criminale del boss,
raccontata in prima persona, dall’altra l’inchiesta della
polizia e il resoconto della normale giornata di lavoro tra
ricatti, violenze e piccoli abusi. Una detective
storyispirata al crimine locale in cui la criminalità
organizzata rimanda alla politica, la politica alla
religione e tutte e tre ai movimenti loschi alle frontiere.
Un romanzo che racconta l’India di oggi meglio di qualsiasi
reportage: un’India presa nel grande gioco del crimine
organizzato, delle politiche locali e dello spionaggio, ma
catturata anche nelle maglie della llela "il gioco degli dei
che trascende la divisione tra bene e male".
Terra
rossa e pioggia scrosciante
Chandra Vikram A., Instar Libri
Parasher, spirito intrappolato nel corpo ferito a morte di
una scimmia, riemerge dalle fantasmagoriche regioni
dell'incoscienza per raccontare, seduto a una macchina da
scrivere, la sua storia. Questo è il contratto stipulato con
Yama, Signore della Morte, venuto a fargli nuovamente
visita. La sua unica via di salvezza è tenere avvinti gli
ascoltatori per almeno due ore al giorno. Hanuman, migliore
tra le scimmie e patrono dei poeti, gli offre la protezione
e suggerisce un piccolo stratagemma: il patto non precisa
chi debba essere il narratore, così nel ruolo di Shahrazad
gli si potrà alternare Abhay, il ragazzo che lo ha ferito.
Water (DVD)Eagle Pictures, 2007
Regia di Deepa Mehta
Principali interpreti: Lisa Ray; Seema Biswas; Kulbushan
Kharbanda Nel
1938, quando l'India era ancora una colonia e il Mahatma
Gandhi stava iniziando la sua ascesa, la piccola Chuya,
rimasta vedova a soli otto anni, viene mandata a vivere in
una casa che ospita le vedove Indú, costrette a vivere in
eterna penitenza. L'energia della piccola Chuyia avrà un
grande effetto sulle donne che abitano nella casa,
soprattutto sull'affascinante vedova Kalyani che si innamora
di Narayan, un giovane idealista sostenitore di Gandhi. |
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