Ashtavakra Samhita
Capitolo 19
Janaka disse:
Usando le pinze della conoscenza del reale ho estratto la dolorosa spina delle opinioni senza fine dal profondo del cuore.
Per me, che sono stabile nella mia gloria, non esistono religione, sensualità, proprietà, filosofia, dualità e nemmeno non-dualità.
Per me, che sono stabile nella mia gloria, non c'è passato, futuro o presente. Non vi è spazio o eternità.
Per me, che sono stabile nella mia gloria, non vi sé e non-sé, buono o cattivo, pensiero o assenza di pensiero.
Per me, che sono stabile nella mia gloria, non vi è sogno né sonno profondo, non vi è lo stato di veglia né uno stato al di là di essi, e soprattutto non vi è timore alcuno.
Per me, che sono stabile nella mia gloria, nulla è lontano o vicino, nulla all'interno o all'esterno, nulla di grande o di piccolo.
Per me, che sono stabile nella mia gloria, non vi è vita e morte, non vi sono mondi e cose di questo mondo, non distrazioni o calma mentale.
Per me, che rimango in me stesso, non vi è necessità di parlare dei tre obiettivi della vita, di unione o di conoscenza.
Capitolo 20
Janaka disse:
Nella mia natura incontaminata non vi sono elementi, corpo, facoltà, mente. Non c'è vuoto né sconforto.
Per me, che sono libero dalla dualità, non esistono scritture, auto-conoscenza, mente senza oggetto, non soddisfazione e non liberazione dal desiderio.
Non vi è conoscenza o ignoranza, non "io", "questo" o "mio", non schiavitù, non liberazione, non possesso della natura del sé.
Per colui che è sempre libero dalle caratteristiche individuali non vi sono cause riposte in azioni precedenti, non liberazione in vita, né dopo la morte.
Per me, libero dall'individualità, non c'è agente né fruitore delle conseguenze, non si dà cessazione dell'agire, non controllo del pensiero, non oggetto immediato, nessuna idea di risultato.
Non vi è un mondo, non vi è nessun ricercatore della liberazione, nessun mistico o veggente, nessuno è schiavo e nessuno è liberato. Io resto nella mia stessa natura non-duale.
Per me che sono senza macchia, non vi è alcuno che giudichi, parametro di giudizio, non qualcosa da giudicare o valutazione possibile.
Per me che sono sempre senza azione, non vi è distrazione dalla concentrazione, non ignoranza o stoltezza, non gioia o dolore.
Per me che sono sempre libero dall'arbitrio, non vi sono verità convenzionali e assolute, non felicità o sofferenza.
Per me che sono sempre puro non c'è illusione o samsara, non c'è attaccamento o distacco, non esseri viventi e nessun Dio.
Per me che sempre sono immobile ed invisibile, stabilito in me stesso, non ci sono attività o inattività, liberazione o schiavitù.
Per me che sono beato e senza limitazioni, non vi sono iniziazioni e scritture, non discepoli e maestri, e non vi è una meta per la vita umana.
Non vi è essere o non-essere, non unità o dualità. Che altro dire? Nulla emana da me.
Fine
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Traduzione e illustrazioni: ©Beatrice Polidori, Visionaire.org
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